Poste Italiane e Cassa Depositi e Prestiti rilanciano nel 2026 il Buono Rinnova 3×4 con premio: un Buono Fruttifero Postale pensato per chi rimette in gioco somme già rimborsate dal risparmio postale. A far parlare è soprattutto il premio finale dell’8%, un numero che attira l’occhio e sembra un maxi rendimento. Ma attenzione: non è un interesse annuo e non è una cedola pagata ogni anno. È un bonus che arriva solo alla fine, a determinate condizioni. In sostanza, uno strumento semplice, sì, ma adatto soprattutto a chi può lasciare fermi i soldi fino alla scadenza.
Buono Rinnova 3×4, come funziona e chi può sottoscriverlo
Il Buono Rinnova 3×4 con premio rientra nel risparmio postale: è emesso da Cassa Depositi e Prestiti e collocato da Poste Italiane. Ha una durata di 12 anni e rendimenti fissi che maturano a blocchi di tre anni. Non è però il classico buono che chiunque può sottoscrivere liberamente allo sportello.
Secondo la documentazione di Poste, è riservato a chi, dal 1° gennaio 2026, ha ricevuto il rimborso di Buoni Fruttiferi Postali scaduti, di Buoni Ordinari trentennali arrivati a fine fruttuosità o di somme vincolate su Depositi Supersmart. In parole semplici, è un prodotto per reinvestire denaro che era già nel circuito Poste-CDP. Si parte da 50 euro, anche in multipli, e si può scegliere tra forma cartacea e dematerializzata. Il capitale può essere rimborsato, ma il punto centrale resta uno: il rendimento più interessante si ottiene solo restando investiti fino all’ultimo giorno.
Premio dell’8%, il dettaglio da non fraintendere
Il premio dell’8% è la parte più vistosa dell’offerta, ma anche quella che rischia di creare più confusione. Non si tratta di un rendimento annuo dell’8%. È un bonus finale, riconosciuto una sola volta, al dodicesimo anno, sul capitale nominale rimasto investito fino alla scadenza. La scheda di sintesi di Poste Italiane indica rendimenti annui lordi senza premio pari all’1,00% dopo 3 anni, all’1,50% dopo 6 anni, al 2,00% dopo 9 anni e al 2,50% dopo 12 anni.
Con il premio finale, il rendimento annuo lordo effettivo a scadenza arriva al 2,99%. È questo il numero da guardare davvero, non l’8% preso da solo. “Il cliente deve capire quando incassa davvero quel premio”, ha spiegato un operatore postale a un risparmiatore in coda, in un ufficio di Roma Prati, davanti al fascicolo informativo. Frase semplice, ma decisiva. Se una parte del capitale viene rimborsata prima, il premio si calcola solo sulla quota rimasta fino al dodicesimo anno.
Su 10.000 euro, quanto resta tra tasse e bollo?
Su un investimento di 10.000 euro nel Buono Rinnova 3×4, il premio finale lordo dell’8% vale 800 euro. Ma vale solo se tutta la somma resta investita per i 12 anni. A questo importo si aggiungono gli interessi maturati secondo la struttura del buono, che portano il rendimento annuo lordo con premio al 2,99% a scadenza. Poi bisogna fare i conti con le imposte. Gli interessi dei Buoni Fruttiferi Postali hanno la tassazione agevolata al 12,5%, la stessa prevista per i titoli di Stato italiani, più bassa rispetto al 26% applicato a molti prodotti finanziari e ai conti deposito.
C’è però anche l’imposta di bollo: per i buoni postali l’esenzione vale se il valore complessivo non supera 5.000 euro; oltre quella soglia si applica lo 0,20% annuo, come indicato nei fogli informativi. Tradotto: su 10.000 euro il netto resta più basso del lordo pubblicizzato e va calcolato tenendo conto di tasse e bollo. La natura del prodotto, però, non cambia: è prudente, lineare, pensato per chi non cerca guadagni rapidi.
BTP o conti deposito: quando il Buono Rinnova può convenire
Il confronto più naturale è con BTP e conti deposito, perché il pubblico è spesso lo stesso: famiglie prudenti, pensionati, piccoli risparmiatori che vogliono proteggere il capitale senza seguire ogni giorno l’andamento dei mercati.
Il Buono Fruttifero Postale ha dalla sua la semplicità e non mostra oscillazioni di prezzo come un BTP comprato sul mercato secondario. Di contro, non paga cedole periodiche e lega il rendimento migliore alla scadenza dei 12 anni. I BTP permettono di scegliere durate diverse e distribuiscono cedole, ma se venduti prima della scadenza possono generare perdite o guadagni in base all’andamento dei tassi.
I conti deposito, invece, sono spesso più brevi e più immediati, ma hanno tassazione al 26% e condizioni che cambiano da banca a banca. Il Buono Rinnova 3×4 con premio può quindi avere senso per chi ha già rimborsato prodotti postali, non prevede di usare quei soldi nel medio periodo e accetta un orizzonte lungo in cambio di garanzia, fiscalità favorevole e regole chiare. Se invece quel capitale potrebbe servire tra tre o cinque anni, meglio fermarsi un attimo. Il numero grande fa effetto, certo. Ma la domanda vera è un’altra: si può davvero aspettare fino al 2038?