Si tratta dell’alcolock, il sistema che impedisce l’avvio del veicolo se il conducente non supera un test dell’alito: il motore si accende solo se il tasso alcolemico rilevato risulta pari a zero. Il dispositivo è ormai operativo su tutto il territorio nazionale, dopo che il Ministero dei Trasporti ha pubblicato sul portale dell’automobilista l’elenco delle officine autorizzate al montaggio e dei modelli di veicolo compatibili.
L’obbligo di installazione non riguarda l’intera platea degli automobilisti, ma esclusivamente chi è stato condannato in via definitiva per guida in stato di ebbrezza, e scatta solo dopo aver scontato il periodo di sospensione della patente.
Il nuovo obbligo per i guidatori
La normativa distingue due fasce di gravità: con un tasso alcolemico compreso tra 0,81 e 1,50 g/l, l’obbligo dura due anni dopo una sospensione della patente da sei mesi a un anno; oltre 1,5 g/l, l’obbligo sale a tre anni, preceduto da una sospensione da uno a due anni disposta dal prefetto. Per l’intero periodo, il conducente viene inoltre riclassificato come neopatentato e deve rispettare un limite alcolemico pari a zero, annotato sulla patente stessa.

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Sul fronte economico, il costo del dispositivo si aggira intorno ai 2.000 euro, a carico dell’interessato, e riguarda il veicolo che si intende condurre anche quando non è di proprietà di chi deve installarlo. Una spesa che può aumentare nel tempo considerando manutenzione e verifiche periodiche del dispositivo, per tutta la durata dell’obbligo che, come detto, può arrivare fino a tre anni.
Chi non rispetta l’obbligo rischia sanzioni tutt’altro che simboliche: la multa prevista va da 158 a 638 euro, a cui si aggiunge la sospensione della patente da uno a sei mesi. Le pene raddoppiano in caso di manomissione, alterazione o rimozione del dispositivo, così come per chi tenta di aggirare il sistema facendo soffiare un’altra persona al proprio posto. Se il conducente obbligato viene sorpreso nuovamente alla guida in stato di ebbrezza, le sanzioni aumentano di un ulteriore terzo, mentre ogni infrazione comporta comunque la perdita di 10 punti dalla patente.
Resta aperto il nodo tecnico legato al parco auto italiano, tra i più anziani d’Europa: secondo i dati diffusi da Federcarrozzieri, quasi il 22% delle vetture circolanti ha superato i 19 anni di età, il che rende in alcuni casi complessa l’installazione del dispositivo su modelli più datati.
Alcuni produttori, come nel caso del dispositivo Zaldy Alcolock, dichiarano comunque la compatibilità con qualsiasi tipo di vettura a prescindere da modello, motorizzazione ed età, Fiat Panda di prima generazione comprese. Resta infine da chiarire, nei nuclei familiari con una sola auto e un unico guidatore obbligato, come si concilierà l’utilizzo del veicolo da parte degli altri componenti della famiglia, tenuti anch’essi a soffiare nel dispositivo senza aver assunto alcolici per poter semplicemente avviare il motore.