Un dettaglio piccolo, ma non casuale: anche al volante il conduttore sembra restare fedele a quella sobrietà che da anni accompagna la sua immagine pubblica. Niente lusso esibito, niente pose da star. Solo una scelta semplice, in linea con il volto misurato e riconoscibile della Rai.
Niente supercar in bella vista, niente carrozzerie appariscenti davanti ai locali più fotografati. Carlo Conti, secondo gli scatti ripresi dalla stampa di settore, si muove con una Smart ForTwo, una citycar nata per la città e per chi vuole arrivare dove deve arrivare senza troppi giri. Una scelta che racconta bene il personaggio: conduttore di lungo corso, volto centrale della Rai, ma sempre lontano dall’idea del successo trasformato in vetrina permanente.
La discrezione di Carlo Conti, del resto, non sorprende chi lo segue da anni. Anche nelle occasioni più esposte, dal Festival di Sanremo ai programmi di prima serata, il conduttore fiorentino ha costruito un’immagine ordinata, riconoscibile, senza eccessi. In auto, a quanto pare, la linea non cambia. Una piccola biposto urbana al posto di un Suv di rappresentanza: un dettaglio, certo. Ma di quelli che il pubblico nota.
Smart ForTwo, l’icona degli spostamenti urbani
La Smart ForTwo è stata prodotta dal 1998 fino a marzo 2024 e, in più di venticinque anni, ha cambiato il modo di pensare l’auto in città. Lunga meno di tre metri nelle prime versioni, con due posti e un abitacolo più comodo di quanto lasciasse immaginare, ha trovato il suo posto naturale nei centri urbani: parcheggi stretti, Ztl, traffico fitto. A Roma, Milano o Firenze, dove ogni metro pesa, il vantaggio si vedeva subito. Soprattutto al momento di parcheggiare.
Non era solo una questione di dimensioni. La Smart portava su strada una ricetta molto chiara: motore posteriore, trazione posteriore, muso corto e un raggio di sterzata capace di cavarsela anche negli spazi più complicati. Chi l’ha guidata lo sa: dove altre auto rinunciano, lei spesso entra. “È una macchina da città vera”, hanno detto per anni molti proprietari, con quella fedeltà pratica, e un po’ affettiva, che accompagna i modelli diventati familiari.
Dalle prime serie alla EQ: la storia di una biposto lunga meno di tre metri
La storia della Smart ForTwo passa attraverso tre generazioni principali. La prima serie si riconosceva subito per i pannelli in plastica intercambiabili e per la cellula di sicurezza Tridion, lasciata a vista come segno di stile e identità. Qualche limite c’era, a partire dal cambio robotizzato giudicato da molti lento nelle risposte. Eppure l’idea era forte: occupare poco spazio, consumare poco, muoversi bene in città.
Con la seconda generazione, la citycar biposto è cresciuta leggermente, arrivando a circa 273 centimetri di lunghezza. Più abitabile, più sicura, ma ancora fedele alla sua impronta originaria. La terza serie, sviluppata insieme a Renault, ha aumentato la larghezza e migliorato la guida, senza perdere quella sagoma corta e squadrata che la rendeva riconoscibile anche da lontano. Sul mercato dell’usato, le versioni con motori 1.0 aspirato e 0.9 turbo restano tra le più cercate, soprattutto per il buon equilibrio tra costi di gestione e praticità.
L’ultima fase è stata quella della Smart EQ ForTwo, la versione elettrica con motore da 60 kW e batteria da 17,6 kWh. L’autonomia non era da lunghi viaggi, certo. Ma era adatta all’uso urbano per cui il modello era nato. Semafori, brevi tragitti, ricariche a casa o alle colonnine: la piccola elettrica ha chiuso un ciclo industriale iniziato quando parlare di mobilità cittadina compatta sembrava ancora una scommessa. Poi, quella strada, l’hanno presa in molti.
Tra televisione e vita quotidiana: l’immagine coerente di Carlo Conti
La scelta della Smart ForTwo entra in un racconto personale più largo. Carlo Conti, nato a Firenze nel 1961, ha spesso mostrato un legame con oggetti semplici e riconoscibili. Nel giorno del matrimonio con Francesca Vaccaro, per esempio, fu visto su una Fiat 500 d’epoca, altra icona italiana di misura e praticità. Due auto diverse per epoca e tecnica, ma vicine nello spirito: muoversi con gusto, senza prendersi tutta la scena.
Intanto la carriera televisiva del conduttore continua su binari solidi. Anche in programmi come Dalla strada al palco – Special, dove Conti è apparso come giurato accanto ad altri volti noti della televisione, torna fuori la sua capacità di stare dentro il programma senza sovrastarlo. Ascolta, commenta, sorride. Poi lascia spazio agli altri. Più che una posa, è un metodo.
Forse anche per questo la sua auto incuriosisce. Nel mondo dei personaggi famosi, dove il garage diventa spesso una dichiarazione di status, la Smart di Carlo Conti racconta l’opposto: una normalità scelta, non subita. Una vettura piccola, urbana, concreta. E, a suo modo, molto in linea con chi la guida.