Almeno dalle informazioni pubbliche, non esiste un modello indicato come sua macchina di tutti i giorni. Esiste però una traccia abbastanza chiara: le automobili restano sullo sfondo, mentre la strada, per lui, passa spesso da due ruote.
Sull’auto che guida Jovanotti nella vita di tutti i giorni non ci sono conferme ufficiali. Nessuna dichiarazione recente, nessun modello indicato, nessuna abitudine precisa raccontata dall’artista. E non è un dettaglio da poco: molti personaggi pubblici usano la macchina come parte della propria immagine.
Per Lorenzo Cherubini, invece, il tema sembra restare fuori campo. Secondo quanto circolato negli anni su siti di motori e nelle ricostruzioni legate alle sue apparizioni pubbliche, Jovanotti non ha mai puntato sull’ostentazione delle auto. Può averne avute, certo, come chiunque si sposti per lavoro e famiglia. Ma non ci ha costruito sopra un racconto.
Niente collezioni mostrate, niente garage svelati, niente “questa è la mia macchina” dato in pasto ai social. Nei video, nei viaggi e nelle interviste, Jovanotti mette più spesso al centro la strada, il movimento, l’idea del percorso. L’auto, quando compare, sembra un mezzo di scena o di servizio. Non un simbolo personale.
La bicicletta come scelta pubblica contro il cambiamento climatico
Negli ultimi anni l’immagine di Jovanotti in bicicletta è diventata molto più riconoscibile di quella di Jovanotti al volante. Il cantautore ha raccontato e mostrato spesso viaggi su due ruote, anche lunghi. La bici, per lui, non è solo un mezzo per spostarsi: è un modo di stare dentro il paesaggio, guardare meglio, rallentare.
Il tema del cambiamento climatico è entrato più volte nel suo discorso pubblico, tra attenzione all’ambiente, spazi naturali e riflessioni sul modo in cui ci muoviamo. In questo quadro, la bicicletta diventa un messaggio semplice: meno motore, più fatica, più contatto con la strada. Senza toni da predica. Piuttosto, una scelta che somiglia a una forma di coerenza personale.
Chi lo segue sui social lo ha visto pedalare in luoghi diversi, tra itinerari italiani e viaggi più lontani. Casco, borse, abbigliamento tecnico, soste raccontate con leggerezza. Più della meta, conta il tragitto. E la bici finisce per assomigliare al suo modo di scrivere: ritmo, respiro, chilometri.
La BMW R NineT customizzata e il legame vero con le due ruote
Se sulle auto di Jovanotti il quadro resta sfumato, sulle moto c’è un riferimento molto più concreto: una BMW R NineT customizzata, usata anche nel video di “L’estate addosso”. Non una scelta casuale. La BMW R NineT è una naked dal gusto retrò, essenziale nelle linee e molto amata da chi cerca una guida più fisica.
Nel caso di Jovanotti, la personalizzazione rafforza l’idea di un legame più diretto, forse più affettivo, con le due ruote rispetto alle quattro. La moto, a differenza dell’auto quotidiana rimasta nell’ombra, viene mostrata, portata dentro un video, legata a una canzone e a un immaginario preciso.
“L’estate addosso”, uscita nel 2015, aveva già nel titolo vento, pelle scoperta, viaggio, strada. La presenza della moto custom non sembra un semplice ornamento: accompagna il racconto visivo, lo rende più immediato. È lì che si capisce meglio la distanza tra Jovanotti e l’auto intesa come status symbol. Il motore gli interessa, sì. Ma quando sa di libertà, non di rappresentanza.
La Peugeot 504 cabriolet del Jova Beach Party, tra fascino vintage ed elettrico
Un’auto, però, nella storia recente di Jovanotti e i motori si è vista davvero: la Peugeot 504 cabriolet usata nel 2019 per la promozione del Jova Beach Party, iniziativa collegata anche alla presenza della Peugeot e-208 elettrica. In quel caso la vettura aveva un ruolo preciso: immagine estiva, memoria automobilistica e comunicazione di marca.
La Peugeot 504 cabriolet, disegnata da Pininfarina, è uno dei modelli più riconoscibili della casa francese. L’esemplare legato alla campagna del tour era azzurro, colore perfettamente in linea con mare, spiagge ed estate, cioè con l’identità visiva del Jova Beach Party. Più una scelta di scena, dunque, che una dichiarazione di possesso.
Accanto al fascino vintage della 504, la Peugeot e-208 elettrica portava il discorso verso la mobilità nuova, tema compatibile con la sensibilità ambientale rivendicata dall’artista. È ragionevole leggere quell’operazione come una collaborazione promozionale, anche se i dettagli contrattuali non sono pubblici. Il punto resta questo: quando Jovanotti sale su un’auto davanti alle telecamere, lo fa dentro un racconto preciso. Non per mostrare una passione privata.
Il profilo, alla fine, è chiaro: poche auto, o comunque poche auto raccontate; molta bicicletta come gesto personale e pubblico; una moto BMW che dice parecchio del suo rapporto con la strada. Per un artista che ha fatto del movimento una lingua, non è un dettaglio secondario.