Che moto guidava Lorenzo Lamas in Renegade? Tutti sbagliano modello

Che moto guidava Lorenzo Lamas in Renegade? Tutti sbagliano modello

Nel 2010, tra Sturgis e Daytona Beach, Lorenzo Lamas provò a fare sul serio anche fuori dal set. L’attore americano, volto di Renegade e Falcon Crest, voleva trasformare la sua passione per le custom in un marchio vero: Lorenzo Cycles, nato per costruire chopper in serie limitata insieme ad alcuni preparatori statunitensi. Una vicenda che torna spesso quando si cerca di rispondere alla domanda: che moto guidava Lorenzo Lamas in Renegade? Il punto è che molti sbagliano modello, o mettono insieme le moto viste nella serie con quelle costruite anni dopo dall’attore.

Telaio di chopper in lavorazione su banco, con motore a vista e gomma posteriore larga in officina

Dalla star di Renegade al primo chopper costruito nel 1979

Prima del giubbotto di pelle di Reno Raines, il personaggio che lo rese popolare in Renegade, c’era già una passione vera. Lorenzo Lamas aveva costruito il suo primo chopper nel 1979, quando la cultura custom americana viveva ancora di officine, cromature pesanti e telai lunghi. Non era una trovata nata per la televisione, né un dettaglio cucito addosso al personaggio.

Come riportava all’epoca Dueruote, Lamas coltivava da tempo l’idea di firmare una moto con il proprio nome. Da qui nasce anche il fraintendimento che resiste ancora oggi: tutto ciò che ruota attorno alla sua immagine da biker viene spesso collegato direttamente a Renegade. In realtà Lorenzo Cycles appartiene a una fase successiva, più da imprenditore che da attore in scena.

Nella serie, la moto aiutava a costruire il mito: strada, fuga, polvere, giubbotto aperto. Però indicare un solo modello “definitivo”, senza distinguere tra mezzi di scena, promozione e special realizzate dopo, porta fuori strada. Ed è proprio lì che molti appassionati finiscono per confondere la moto di Renegade con le creazioni nate più tardi sotto il marchio personale di Lamas.

La nascita di Lorenzo Cycles e il piano da 40 moto all’anno

Il progetto Lorenzo Cycles prese forma dall’incontro tra Lorenzo Lamas e il customizer Ralph Randolph, legato a Knockout Motorcycles. L’idea era semplice e ambiziosa: costruire moto in serie limitata, circa 40 esemplari l’anno, tutte con un carattere custom molto marcato.

La formula scelta per raccontarle era secca: design “essenziale, selvaggio e senza tempo”. Niente inseguimento delle mode del momento, almeno nelle intenzioni. Piuttosto, un richiamo diretto all’immaginario chopper americano: linee tese, ruote importanti, motori bene in vista. Una ricetta in linea con il personaggio pubblico di Lamas, ma anche con un mercato che in quegli anni guardava con curiosità alle special firmate da nomi famosi.

Non era l’unico caso. Nel mondo dello spettacolo altri avevano già provato a unire celebrità e motociclette, come Steven Tyler degli Aerosmith con Dirico Motorcycles. Lamas, però, voleva dare al progetto un taglio più personale: non solo un nome sul serbatoio, almeno sulla carta, ma una piccola produzione affidata a preparatori veri.

Reno Rocket e Bomber: motori S&S, telai speciali e componenti premium

I primi modelli annunciati da Lorenzo Cycles erano la Reno Rocket e la Bomber. Due nomi che già dicevano molto del legame con l’immagine dell’attore. La Reno Rocket, secondo le informazioni diffuse allora, avrebbe dovuto montare un telaio US Choppers e un motore da 113 cubic inches, abbinato a una trasmissione Baker.

La Bomber, invece, era prevista con telaio Chopper Guys e un motore ancora più generoso, da 124 cubic inches. Numeri da custom americana vera, non da semplice esercizio di stile. Nel pacchetto tecnico comparivano anche propulsori S&S Twin Cam e pneumatici Avon, componenti scelti per parlare a chi di moto ne capisce e guarda anche il marchio inciso sui pezzi.

La presentazione dei due modelli era attesa al Rally di Sturgis, uno degli appuntamenti simbolo della cultura biker negli Stati Uniti. E Sturgis non è una passerella qualunque: lì una custom viene osservata da gente che sa leggere saldature, proporzioni e soluzioni meccaniche. Anche per questo l’operazione aveva un peso reale, oltre alla curiosità per il nome di Lorenzo Lamas sul serbatoio.

Dalla rottura con Ralph Randolph alla nuova fase con Eddie Trotta

Il percorso, però, cambiò prima del pieno debutto. Dopo l’annuncio della separazione da Ralph Randolph, Lamas avviò una nuova collaborazione con Eddie Trotta, altro preparatore noto nella scena custom americana. Una svolta importante, perché in un progetto del genere il customizer non è un semplice fornitore: decide proporzioni, carattere e credibilità della moto.

La presentazione dei nuovi modelli venne quindi spostata alla Biketoberfest di Daytona Beach, evento forse meno mitico di Sturgis per il pubblico europeo, ma centrale per la scena custom statunitense. Lì Lorenzo Cycles avrebbe dovuto mostrarsi in una versione aggiornata, dopo il cambio di partner tecnico e una fase di assestamento piuttosto rapida.

Resta una distinzione utile per gli appassionati: Lorenzo Lamas non è soltanto l’attore di Renegade legato a una moto televisiva. È anche un personaggio che provò davvero a entrare nel mondo delle special custom con un proprio marchio. Per questo, quando si chiede che moto guidava Lorenzo Lamas in Renegade, la risposta va presa con cautela: le Lorenzo Cycles, dalla Reno Rocket alla Bomber, non sono semplicemente “la moto di Renegade”, ma il capitolo successivo di una passione cominciata molto prima della serie.

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