Chiunque abusi troppo spesso di questo servizio gratuito di Amazon verrà escluso

Tra i vantaggi che hanno reso Amazon un punto di riferimento per gli acquisti online c'è la possibilità di restituire un prodotto in modo semplice e senza troppe domande. Proprio questa comodità, però, può trasformarsi in un problema per chi ne fa un uso eccessivo.
Tra i vantaggi che hanno reso Amazon un punto di riferimento per gli acquisti online c'è la possibilità di restituire un prodotto in modo semplice e senza troppe domande. Proprio questa comodità, però, può trasformarsi in un problema per chi ne fa un uso eccessivo.
Chiunque abusi troppo spesso di questo servizio gratuito di Amazon verrà escluso

A far discutere è stata una segnalazione emersa su Reddit, dove un utente ha raccontato di aver ricevuto un messaggio di avvertimento da Amazon dopo una serie ravvicinata di resi. Il testo del messaggio informava il cliente che l’azienda aveva notato un numero elevato di restituzioni tra i suoi acquisti recenti, invitandolo a leggere con più attenzione le descrizioni dei prodotti prima di procedere con un ordine, così da evitare resi non necessari in futuro.

Non si è trattato di un semplice promemoria formale: come confermano diverse testimonianze raccolte sotto la discussione, Amazon applica da tempo una politica che può portare fino alla sospensione dell’account per chi restituisce la merce con frequenza ritenuta anomala. Una misura che, se applicata, non riguarda solo gli acquisti: la chiusura dell’account comporta la perdita dell’accesso ai servizi di streaming musicale e video legati all’abbonamento, oltre che alle foto eventualmente archiviate nel cloud di Amazon.

Amazon potrebbe escluderti

Dietro questa linea piuttosto rigida c’è una motivazione essenzialmente economica: ogni reso genera costi di logistica, controllo e ristoccaggio della merce, che ricadono su Amazon e sui venditori terzi attivi sulla piattaforma. Con un tasso di reso molto alto, un singolo cliente può trasformarsi in una fonte di perdita economica, e da un punto di vista puramente imprenditoriale diventa comprensibile la scelta di interrompere il rapporto commerciale piuttosto che continuare a sostenerne i costi.

Amazon potrebbe escluderti -webnews.it

Il fenomeno non riguarda solo Amazon: anche altri grandi rivenditori online adottano politiche simili nei confronti dei clienti che restituiscono la merce con eccessiva frequenza. A preoccupare aziende e osservatori è soprattutto lo sfruttamento sistematico del diritto di reso, come l’acquisto di un capo d’abbigliamento indossato una sola volta per un evento e poi rispedito indietro, oppure la restituzione di decorazioni natalizie a gennaio a stagione ormai conclusa: comportamenti che, ripetuti su larga scala, finiscono per ridurre il margine di tolleranza concesso a tutti i clienti.

Va ricordato che anche in Italia, dove il diritto di recesso sugli acquisti online è tutelato dal Codice del Consumo con 14 giorni di tempo per restituire un prodotto senza fornire motivazioni, le piattaforme di e-commerce monitorano comunque i comportamenti di reso ripetuti e sproporzionati rispetto agli acquisti effettuati. Chi riceve un avviso di questo tipo farebbe dunque bene a non sottovalutarlo: modificare le proprie abitudini di acquisto resta la strada più sicura per non ritrovarsi, nella peggiore delle ipotesi, con l’account sospeso.

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