Google Chrome, usato ogni giorno da milioni di persone anche in Italia, può diventare più veloce e più sicuro già da oggi, 21 agosto 2026. Basta mettere mano ad alcune impostazioni di Chrome che spesso finiscono nel dimenticatoio: aggiornamenti, protezione dai siti rischiosi, controllo delle estensioni e pulizia dei dati.
Piccoli interventi, ma con effetti concreti su tempi di caricamento, stabilità e difesa dalle truffe online.
Aggiornare Chrome: l’ultima versione è la prima difesa
La prima cosa da controllare è anche la più banale: verificare che Chrome sia aggiornato. Google rilascia spesso nuove versioni del browser per chiudere falle di sicurezza, migliorare l’uso della memoria e rendere la navigazione più stabile, soprattutto quando si tengono aperte molte schede.
Il percorso è semplice: menu con i tre puntini in alto a destra, Guida, poi Informazioni su Google Chrome. A quel punto il browser cerca da solo eventuali aggiornamenti e, se li trova, li installa dopo il riavvio.
Non è una formalità. Negli ultimi anni molte campagne di phishing e malware hanno sfruttato vulnerabilità già note e corrette nelle versioni successive dei browser. Una vecchia versione di Chrome può quindi continuare a funzionare normalmente, ma essere più esposta a problemi di sicurezza e stabilità.
Un segnale da non ignorare è la scritta “Riavvia” accanto all’icona del menu: vuol dire che l’aggiornamento è già stato scaricato e aspetta solo di essere applicato. Molti la lasciano lì per giorni. In realtà bastano pochi secondi per chiudere e riaprire il browser. Sulla sicurezza di Chrome, però, può fare la differenza.
Protezione avanzata: uno scudo in più contro siti pericolosi e download sospetti
La seconda impostazione riguarda Navigazione sicura, uno degli strumenti più utili di Chrome contro pagine false, estensioni dannose e file sospetti.
Si trova in Impostazioni, poi Privacy e sicurezza e infine Sicurezza. Qui si può scegliere tra protezione standard e protezione avanzata.
Quest’ultima invia a Google più informazioni sui siti visitati e sui download, così da riconoscere più rapidamente minacce nuove o ancora poco diffuse. Per chi usa Chrome per home banking, acquisti online, posta elettronica e accessi di lavoro, la protezione avanzata di Chrome può rappresentare uno scudo in più.
Il browser può segnalare pagine legate a tentativi di phishing, file potenzialmente pericolosi e password coinvolte in fughe di dati note. Google spiega nel dettaglio il funzionamento nella guida ufficiale sulla Navigazione sicura di Chrome.
Va considerato anche l’altro lato della medaglia: la privacy. Con la modalità avanzata vengono condivise con Google più informazioni per rendere i controlli più rapidi ed efficaci. Chi preferisce limitare questo scambio può restare sulla protezione standard, che continua comunque a offrire una difesa contro siti e download riconosciuti come pericolosi.
La scelta dipende quindi dall’uso del browser. Su un computer condiviso, oppure su un profilo utilizzato per pagamenti e documenti di lavoro, alzare il livello di protezione può evitare problemi seri. Una truffa via link, molto spesso, nasce proprio da un clic fatto di fretta.
Estensioni e processi in background: così Chrome smette di appesantirsi
La terza area da controllare è quella delle estensioni di Chrome. Si installano in un attimo e poi, spesso, si dimenticano.
Traduttori, blocchi pubblicitari, strumenti per coupon, gestori di screenshot e plug-in per social network possono consumare memoria, accedere ai dati delle pagine o restare attivi anche quando non servono.
Per fare ordine bisogna aprire il menu, entrare in Estensioni e poi in Gestisci estensioni. Da qui si possono disattivare o rimuovere quelle inutilizzate. La regola è semplice: meglio tenere soltanto ciò che si usa davvero.
Un’estensione non aggiornata o proveniente da uno sviluppatore poco affidabile può trasformarsi in un punto debole. Troppe estensioni insieme, invece, possono rendere Chrome più pesante all’avvio e durante il caricamento delle pagine.
Il rallentamento non sempre si nota immediatamente. A volte emerge dopo settimane: ventola del computer che gira più spesso, pagine lente, video che scattano o consumo anomalo della memoria.
C’è poi la questione dei processi in background. In Impostazioni, nella sezione Sistema, si può disattivare l’opzione che permette a Chrome di continuare a eseguire applicazioni in background anche dopo la chiusura del browser.
Su computer meno recenti o con poca RAM può alleggerire il sistema. Non fa miracoli, ma può ridurre i consumi inutili mentre Chrome è chiuso e si stanno utilizzando altri programmi.
Per capire cosa pesa maggiormente c’è anche il Task Manager interno di Chrome. Su Windows si apre con Maiusc + Esc e mostra memoria, CPU e rete utilizzate dai diversi processi. È uno strumento poco conosciuto, ma molto pratico per individuare una scheda o un’estensione che sta consumando troppe risorse.
Cache, cookie e dati inutili: pulire senza cancellare ciò che serve
L’ultima operazione riguarda cache, cookie e dati di navigazione. Nel tempo Chrome conserva immagini, file temporanei, autorizzazioni dei siti, cookie di accesso e altri elementi pensati per rendere più rapida e comoda la navigazione.
Quando alcuni di questi dati diventano obsoleti o si corrompono, però, possono comparire problemi: siti caricati male, accessi che non funzionano o pagine che continuano a mostrare una versione precedente.
La pulizia si trova in Impostazioni, Privacy e sicurezza, poi Elimina dati di navigazione. Meglio, però, procedere con un po’ di attenzione.
Cancellare la cache può essere utile quando un sito presenta problemi o per liberare spazio, mentre eliminare tutti i cookie significa anche uscire dagli account e perdere alcune preferenze memorizzate.
Per questo conviene scegliere un periodo preciso, ad esempio le ultime quattro settimane, e controllare bene le caselle prima di confermare. Chi non vuole perdere informazioni importanti può lasciare intatte, almeno al primo giro, password salvate, dati di compilazione automatica e cronologia.
Meglio procedere per gradi: prima cache e file temporanei, poi eventualmente i cookie dei siti che danno problemi. Chrome permette anche di gestire i dati sito per sito, una funzione particolarmente comoda quando il guaio riguarda soltanto una banca online, un portale della Pubblica amministrazione o una piattaforma di streaming.
Alla fine, le impostazioni di Chrome che contano davvero sono poche: aggiornamento, protezione avanzata, controllo delle estensioni, processi in background e gestione dei dati accumulati. Non serve essere tecnici. Basta ricordarsi di controllarle ogni tanto, prima che il browser diventi lento o, peggio, meno sicuro.