Dal gennaio 2013 la patente di guida italiana ha assunto il formato tessera in plastica rigida di colore rosa, sostituendo il vecchio documento in tela, per uniformarsi allo standard europeo. Al suo interno, però, resta una fitta serie di numeri e codici che in pochi sanno interpretare correttamente, pur avendoli sotto gli occhi ogni volta che aprono il portafoglio.
Le prime undici voci numerate riguardano dati anagrafici e informazioni di base: cognome, nome, data di nascita, data di conseguimento e scadenza, numero seriale del documento, firma, comune di residenza, categoria della patente e date di rilascio. È la voce numero 12, “Annotazioni e restrizioni”, a generare più dubbi, perché nella maggior parte dei casi appare vuota, ma quando è compilata riporta una serie di quattro numeri organizzati in coppie.
Codici sulla patente: significato
Le prime due cifre indicano il tipo di patente speciale o la categoria di veicolo a cui fa riferimento un’eventuale abilitazione aggiuntiva: il codice 78, ad esempio, indica veicoli muniti di cambio automatico, mentre il 74 riguarda veicoli di categoria C con massa autorizzata entro i 7.500 kg. Il codice 05 segnala invece una patente rilasciata con restrizioni particolari.

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Sul retro del documento, in alto a sinistra, si trovano anche due riquadri destinati ai tagliandi adesivi relativi alla validità del documento e a un eventuale trasferimento di residenza. Subito dopo la riga della categoria DE, invece, compare una serie numerica che segue una logica precisa: le prime due cifre rappresentano il codice comunitario del duplicato — 71 in caso di richiesta per smarrimento o deterioramento, 70 per le conversioni di patenti estere — mentre le due cifre successive indicano le prescrizioni tecniche, come il codice 01 per l’obbligo di lenti correttive o il 02 per la protesi acustica.
Esiste poi un vero e proprio elenco di codici numerici che possono comparire sotto la tabella delle categorie, pensati per segnalare adattamenti specifici del veicolo o della guida: dal 10, che indica un cambio di velocità adattato, al 40 per il sistema di sterzo modificato, fino al 44 e 45, riservati rispettivamente agli adattamenti dei motocicli e ai modelli con solo side-car. Si tratta di informazioni che diventano rilevanti soprattutto per chi guida con specifiche esigenze fisiche, ma anche per chi deve compilare documenti assicurativi legati al proprio veicolo.
Conoscere il significato di queste sigle non è solo una curiosità da neopatentati: può tornare utile in caso di controlli su strada, nella scelta di un veicolo compatibile con eventuali adattamenti già certificati, o semplicemente per capire meglio un documento che si porta sempre con sé, ma che in pochi hanno mai letto davvero riga per riga.