Ma solo se si rispettano le regole dell’Agenzia delle Entrate su importi, documenti e prodotti ammessi. È una delle voci più comuni nella dichiarazione dei redditi, insieme a visite, esami e altre spese sanitarie. Attenzione, però: non tutto quello che si compra in farmacia si può scaricare. Basta uno scontrino incompleto, una dicitura non corretta o un prodotto che non risulta come medicinale per perdere il beneficio.
La detrazione farmaci nel 730/2026 rientra tra le spese sanitarie detraibili. Permette di recuperare il 19% della spesa che supera la franchigia di 129,11 euro. In pratica si sommano tutte le spese mediche sostenute nel 2025: farmaci, visite, analisi, ticket, dispositivi medici ammessi. Poi si applica la detrazione solo sulla parte che va oltre quella soglia.
Un esempio chiarisce il conto. Se un contribuente ha sostenuto 2.432 euro di spese sanitarie, bisogna sottrarre 129,11 euro e calcolare il 19% sul risultato. Lo sconto Irpef sarà quindi di 437,54 euro. Se invece la spesa totale è di 115 euro, non spetta nulla, perché si resta sotto la franchigia. Con 150 euro di spesa, la detrazione si calcola solo su 20,89 euro: il recupero fiscale è di circa 3,96 euro. Poca cosa, ma la regola è questa.
Scontrino parlante e pagamenti: i requisiti per non perdere il beneficio
Per portare in detrazione i medicinali nel 730, serve il cosiddetto scontrino parlante. È lo scontrino fiscale, o la fattura, che riporta tutti i dati richiesti: la natura del prodotto acquistato, la quantità, il codice alfanumerico Aic o un altro codice identificativo del farmaco, e il codice fiscale della persona per cui la spesa è stata fatta.
La stessa regola vale se il farmaco viene acquistato per un familiare a carico. Possono rientrare, tra gli altri, coniuge, figli anche adottivi, genitori, fratelli e sorelle, nonni, suoceri, generi e nuore. In farmacia, di solito, è sufficiente consegnare la tessera sanitaria prima che venga emesso lo scontrino. Farlo dopo è molto più complicato.
Sui pagamenti, invece, c’è spesso un equivoco. La Legge di Bilancio 2020 ha imposto il pagamento tracciabile per molte spese detraibili, ma per l’acquisto di farmaci e medicinali si può ancora pagare in contanti senza perdere la detrazione. Il discorso cambia per alcune prestazioni sanitarie private, dove possono servire bancomat, carta, bonifico o altri mezzi tracciabili.
Farmaci ammessi ed esclusi: dalle sigle OTC e SOP agli integratori non detraibili
Sono detraibili i prodotti che nello scontrino parlante risultano indicati chiaramente come farmaco o medicinale. L’Agenzia delle Entrate accetta anche sigle come “f.co”, “med”, “med.le”, oppure il codice Aic, usato anche per proteggere la privacy del contribuente al posto del nome commerciale del prodotto.
Rientrano nella detrazione i farmaci da banco OTC, i medicinali SOP senza obbligo di ricetta, i farmaci omeopatici, le preparazioni galeniche, i medicinali acquistati con ticket e i fitoterapici approvati dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. Non è quindi necessario che il medicinale sia sempre prescritto dal medico. Conta che, sul piano fiscale, sia riconoscibile come farmaco.
Restano fuori, invece, gli integratori alimentari, anche se consigliati o prescritti da un medico. In farmacia la differenza può sembrare minima: spesso sono sugli stessi scaffali, uno accanto all’altro. Ma per il Fisco cambia tutto. Se sul documento commerciale non compare una dicitura valida, quella spesa non entra nella detrazione Irpef del 19%.
Documenti da conservare e regole per spese estere e 730 precompilato
Per il 730/2026 bisogna conservare gli scontrini parlanti dei farmaci comprati nel 2025. Devono riportare natura del prodotto, quantità, codice identificativo e codice fiscale del destinatario. La stessa attenzione serve per le spese mediche sostenute all’estero: anche in quel caso occorrono documenti adatti, chiari e completi. Le regole sulla detrazione, infatti, non cambiano solo perché l’acquisto è stato fatto fuori dall’Italia.
Nel 730 precompilato, le spese sanitarie inviate al Sistema tessera sanitaria sono di norma già presenti nella dichiarazione. Se il contribuente accetta il modello senza modificare quei dati, non deve conservare la documentazione relativa alle spese non cambiate. Se invece corregge, integra o modifica gli importi, l’obbligo di conservare i documenti resta.
Il consiglio, al momento della dichiarazione, è semplice: controllare con calma le voci inserite nel prospetto. Farmaci detraibili, visite, analisi, ticket e dispositivi medici vanno verificati uno per uno. Un controllo fatto bene evita contestazioni successive dell’Agenzia delle Entrate e permette di recuperare quello che spetta. Anche pochi scontrini, alla fine dell’anno, possono pesare.