Digitale terrestre addio? La nuova tecnologia rischia di risultare già superata

Il digitale terrestre non ha ancora completato il suo ciclo di rinnovamento che già rischia di essere considerato superato.
Il digitale terrestre non ha ancora completato il suo ciclo di rinnovamento che già rischia di essere considerato superato.

Il digitale terrestre non ha ancora completato al 100% il suo percorso di rinnovamento della televisione italiana che si completerà del tutto a inizio 2023 quando il DVB-T cederà il passo al DVB-T2, definita la tecnologia trasmissiva del futuro, che già rischia di essere considerato obsoleto. Possibile? Proprio così. Secondo molti esperti la tecnologia dietro al nuovo digitale terrestre entro pochi mesi potrebbe rivelarsi superata pur essendo una novità in termini tecnologici e di tempistiche.

Digitale terrestre, nuovo ma già obsoleto?

Tra pochi mesi diremo addio al vecchio digitale terrestre come lo abbiamo conosciuto fin a ora. Peccato però che molti esperti nel settore siano convinti che si tratti già di una tecnologia del passato. La causa? Il “nuovo” modo di guardare la TV del pubblico italiano, che in tal senso si concentra maggiormente su altri servizi, in particolare online, e sullo streaming. Sempre più giovani, ovverosia le nuove generazioni tra alcuni anni, non sono abituati a guardare la televisione come i loro genitori alla stessa età.

Questi ultimi, a loro volta, sono sempre più tecnologici e si sono lasciati “sedurre”, per così dire, da servizi quali Netflix o Amazon Prime Video.

Non a caso un servizio tra i più amati al mondo per la sua qualità e completezza in termini di programmazione e offerta, visto che tra classici e produzioni originali, c’è davvero di tutto per chi ama film, serie TV, docuserie, show ed eventi sportivi, compresa la UEFA Champions League. Di fatto, attivando la prova gratuita di 30 giorni, l’utente ha accesso a un mondo di contenuti da guardare in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo. Insomma, una bella gatta da pelare per il digitale terrestre, soprattutto se non riuscirà a invertire questa tendenza nelle abitudini degli italiani.

 

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