Dal 2 luglio 2026 scatta il blocco di WhatsApp su diversi vecchi smartphone Android e iPhone. In Italia, come negli altri Paesi in cui il servizio è attivo, l’app non funzionerà più correttamente sui telefoni che non rispettano i requisiti minimi fissati da Meta per sicurezza, prestazioni e nuove funzioni. Per molti non sarà uno stop secco da un giorno all’altro: chi usa un modello datato potrebbe però non riuscire più ad aggiornare l’app, perdere alcune funzioni o, nei casi peggiori, restare fuori dal servizio. La regola è chiara: se il telefono non si può aggiornare, WhatsApp lo lascia indietro.
WhatsApp, i nuovi requisiti minimi: Android 5.0 e iOS 15.1
Da oggi WhatsApp richiede almeno Android 5.0 oppure iOS 15.1 per continuare a funzionare sui dispositivi compatibili. Non è una novità improvvisata: Meta rivede periodicamente l’elenco dei sistemi supportati e, come indicato nelle pagine di assistenza, elimina quelli ormai poco usati o non più adatti a garantire un uso sicuro dell’app. Non si parla solo di grafica aggiornata o nuove emoji. I telefoni più vecchi spesso non ricevono più patch di sicurezza, non reggono bene le funzioni recenti e possono dare problemi con chiamate, backup e verifica dell’account. C’è poi un dettaglio pratico: durante la configurazione il telefono deve poter ricevere SMS o chiamate. Un dispositivo utilizzabile solo via Wi-Fi non basta per attivare un nuovo account. Chi ha già visto comparire avvisi dentro l’app farebbe bene a controllare subito la versione del sistema operativo dalle impostazioni.
iPhone e Android esclusi: la lista dei modelli fuori da WhatsApp
Tra gli iPhone non più compatibili ci sono i modelli che non possono arrivare a iOS 15.1: iPhone 6, iPhone 6 Plus, iPhone 5s, iPhone 5c, iPhone 5, iPhone 4s e versioni precedenti. Telefoni che qualcuno conserva ancora in un cassetto, magari come secondo dispositivo, o che in alcune famiglie vengono usati solo per messaggi e chiamate essenziali. Sul fronte Android, l’elenco riguarda diversi modelli usciti più di dieci anni fa: Samsung Galaxy S3, Galaxy Note 2, Galaxy Ace 3 e Galaxy S4 Mini; LG Optimus G, Nexus 4, G2 Mini e L90; Sony Xperia Z, Xperia SP, Xperia T e Xperia V. Dentro anche Motorola Moto G di prima generazione, Razr HD, Moto E 2014, oltre a HTC One X, One X+, Desire 500 e Desire 601. Il punto, però, non è il marchio: conta solo la possibilità di installare almeno Android 5.0 o iOS 15.1.
Le prossime scadenze del 2026 e cosa devono fare gli utenti
Il calendario non si chiude con il 2 luglio. Secondo le indicazioni disponibili, dall’8 settembre 2026 WhatsApp supporterà solo dispositivi con Android 6.0 o versioni successive. Dal 30 novembre 2026, invece, sugli iPhone servirà almeno iOS 15.5. Prima della fine del supporto, gli utenti dovrebbero ricevere più avvisi direttamente nell’app, con l’invito ad aggiornare il sistema operativo quando possibile. La prima verifica è semplice: su Android bisogna entrare in “Impostazioni” e poi in “Info sul telefono”; su iPhone in “Impostazioni”, “Generali”, “Info”. Se l’aggiornamento non compare, il modello potrebbe essere arrivato a fine corsa. A quel punto conviene fare un backup delle chat WhatsApp, controllare foto e documenti importanti e valutare il passaggio a uno smartphone più recente. Senza allarmismi, ma meglio non aspettare l’ultimo momento.