Nelle case italiane succede continuamente: le prese a muro non bastano e si finisce per collegare più elettrodomestici e dispositivi elettronici alla stessa ciabatta multipresa. Una soluzione pratica sulla scrivania, dove può alimentare computer, modem e lampada, oppure in soggiorno per televisore, console e caricabatterie. Il problema nasce quando la multipresa viene usata anche per apparecchi che richiedono molta energia. In questi casi aumentano i rischi di sovraccarico, surriscaldamento, cortocircuito e, nelle situazioni più gravi, incendio domestico. La regola da ricordare è semplice: una ciabatta non può sostituire una presa a muro per alimentare indiscriminatamente qualsiasi apparecchio.
Perché la multipresa non sostituisce una presa a muro
Una multipresa serve a distribuire l’alimentazione elettrica tra più dispositivi, ma deve sempre essere utilizzata rispettando il limite massimo indicato dal produttore. Può essere adatta per apparecchi dal consumo relativamente contenuto, come una lampada da tavolo, un caricatore, un router, un monitor o altri piccoli dispositivi elettronici.
La situazione cambia con gli elettrodomestici ad alto assorbimento. In cucina, per esempio, può sembrare comodo sistemare una ciabatta dietro un mobile e collegare contemporaneamente forno a microonde, macchina del caffè e tostapane. È proprio questo il tipo di utilizzo da evitare.
Quando diversi apparecchi potenti concentrano il proprio consumo su un’unica multipresa, il carico può avvicinarsi o superare quello previsto dal dispositivo. Il cavo e i contatti possono quindi surriscaldarsi, mentre nel tempo la plastica può deformarsi e i collegamenti interni deteriorarsi.
I primi segnali non sono necessariamente spettacolari. Una multipresa insolitamente calda, un odore di plastica, annerimenti vicino alle prese, scintille o interruzioni improvvise dell’alimentazione sono tutti campanelli d’allarme da non ignorare.
Il limite di potenza: perché bisogna controllare watt e amperaggio
Prima di utilizzare una ciabatta multipresa conviene controllarne sempre l’etichetta, generalmente posizionata sul retro o vicino al cavo. Qui vengono indicati tensione, amperaggio e soprattutto la potenza massima supportata.
Il valore cambia da modello a modello e non va quindi dato per scontato. Il principio, però, è sempre lo stesso: la somma della potenza richiesta dagli apparecchi collegati non deve superare il limite previsto dalla multipresa.
È più facile di quanto sembri avvicinarsi alla soglia massima. Una stufetta elettrica può assorbire da sola una parte consistente della potenza disponibile; un microonde supera facilmente i 1.000 watt durante il funzionamento, mentre tostapane e macchine da caffè possono richiedere parecchia energia soprattutto nella fase di riscaldamento.

Non bisogna quindi guardare soltanto al numero di prese occupate. Una ciabatta con sei dispositivi elettronici a basso consumo può essere meno sollecitata di una multipresa con appena due apparecchi molto potenti.
Da evitare anche il ricorso continuo ad adattatori, triple e doppie spine per aumentare artificialmente il numero di collegamenti disponibili. Più dispositivi vengono concentrati sullo stesso punto, maggiore diventa la possibilità di superare il carico previsto.
Frigorifero, stufetta e microonde: quali apparecchi è meglio collegare direttamente alla presa
Alcuni elettrodomestici richiedono particolare attenzione proprio per la quantità di corrente assorbita o per il loro funzionamento prolungato. Tra quelli per cui è preferibile utilizzare una presa a muro dedicata rientrano frigoriferi, freezer, condizionatori, stufette elettriche, forni a microonde e, più in generale, molti apparecchi destinati a produrre calore o freddo.
Il frigorifero, per esempio, non assorbe continuamente la stessa quantità di energia, ma il compressore può richiedere maggiore potenza durante alcune fasi di funzionamento. Inoltre deve restare alimentato in maniera stabile per molte ore al giorno. Lo stesso principio vale per il freezer, che spesso resta collegato senza interruzione in garage, cantine o ripostigli.
Le stufette elettriche rappresentano uno dei casi più delicati. Possono assorbire molta potenza per lunghi periodi e proprio per questo non dovrebbero condividere una multipresa con altri apparecchi.
Anche microonde, tostapane e macchine da caffè possono raggiungere consumi elevati durante il funzionamento. Se utilizzati contemporaneamente sulla stessa ciabatta, possono portare rapidamente il carico complessivo verso il limite massimo.
Ulteriore cautela serve in bagno, dove phon, piastre e apparecchi riscaldanti devono essere utilizzati rispettando le specifiche condizioni di sicurezza previste per gli ambienti in cui sono presenti acqua e umidità.
Mai collegare una ciabatta a un’altra: gli errori da evitare
Una delle abitudini più rischiose è collegare una multipresa a un’altra multipresa per ottenere altre prese disponibili. È il cosiddetto collegamento “a cascata”, che può facilmente aumentare il numero di dispositivi alimentati senza che ci si renda conto del carico complessivo che continua a gravare sul primo punto della catena.
Meglio evitare anche di lasciare la ciabatta sotto tappeti, dietro mobili che impediscono la dispersione del calore o in posizioni in cui il cavo viene schiacciato. Una multipresa dovrebbe rimanere in un punto asciutto, accessibile e sufficientemente aerato.
È importante inoltre utilizzare prodotti integri e conformi, verificando periodicamente lo stato di cavo, spine e prese. Se una spina non rimane ben inserita, il cavo diventa caldo, compaiono annerimenti oppure si avverte odore di bruciato, la multipresa va scollegata e non dovrebbe più essere utilizzata.
Come usare una multipresa in sicurezza senza sovraccaricarla
La soluzione più semplice è separare gli apparecchi in base al loro consumo. Computer, monitor, router e caricabatterie possono generalmente condividere una multipresa adeguata, purché il totale resti entro la potenza massima dichiarata. Diverso è collegare alla stessa ciabatta microonde, tostapane, macchina del caffè o stufetta.
Quando possibile, gli elettrodomestici più potenti dovrebbero essere collegati direttamente a una presa a muro. E se in casa le prese disponibili sono sistematicamente insufficienti, continuare ad aggiungere ciabatte non risolve il problema: può essere più sensato far verificare l’impianto da un elettricista qualificato.
La sicurezza elettrica domestica passa anche da gesti molto semplici: leggere il limite riportato sulla multipresa, controllare la potenza degli apparecchi, non creare collegamenti a cascata e intervenire subito se una presa o un cavo mostrano segni di surriscaldamento. Una ciabatta è utile per moltiplicare le prese disponibili, ma soltanto se viene utilizzata per quello che è stata progettata a fare.
evitare un adattatore in più.