Finalmente si farà online grazie allo SPID: addio code allo sportello

Da martedì prossimo alla Procura della Repubblica di Varese si potrà chiedere il casellario giudiziale online.
Da martedì prossimo alla Procura della Repubblica di Varese si potrà chiedere il casellario giudiziale online.
Finalmente si farà online grazie allo SPID: addio code allo sportello

I residenti della provincia potranno farlo attraverso la piattaforma Qui Casellario, il servizio sperimentale del Ministero della Giustizia nato per tagliare le code agli sportelli e rendere più semplice il rilascio dei certificati, soprattutto per chi deve presentarli per lavoro.

Per le richieste ordinarie non sarà più necessario mettersi in fila negli uffici di piazza Cacciatori delle Alpi. La Procura di Varese, guidata dal procuratore Antonio Gustapane, è stata scelta dal Dipartimento per l’innovazione tecnologica della giustizia tra le sedi dove provare il nuovo servizio digitale. La sperimentazione era già partita nei mesi scorsi a Pescara e ora viene estesa anche a Catanzaro e Cremona.

La novità riguarda tutti i residenti in provincia di Varese e arriva in un ufficio che, negli ultimi anni, ha dovuto fare i conti con molte richieste e poco personale amministrativo. Una volta completata la procedura, il certificato arriverà nella casella email indicata dal cittadino, con firma digitale. “È un servizio che punta a rendere più semplice il rapporto tra utenti e uffici”, è stato spiegato durante la presentazione, alla quale hanno partecipato anche Lanfranco Pellino, responsabile del Casellario, e la dirigente Angela Marotta.

Spid, pagoPA e certificato via email: come ottenere il documento

La procedura, nelle intenzioni della Procura, sarà rapida. L’utente dovrà collegarsi alla piattaforma Qui Casellario, entrare con Spid e compilare la richiesta del certificato del casellario giudiziale. Poi servirà pagare i bolli tramite pagoPA. A quel punto il documento verrà inviato via email, senza passare dallo sportello.

Mani su un laptop con pagina web sfocata, smartphone sul tavolo e fascicolo di documenti vicino a una finestra
Richiesta online di certificati: laptop e documenti in un contesto d’ufficio, simbolo della digitalizzazione del casellario a Varese.

Per ora l’identificazione avverrà con Spid, ma dal prossimo anno, secondo quanto indicato dalla Procura, si potranno usare anche la Carta d’Identità Elettronica e la Carta Nazionale dei Servizi. Un passaggio importante, perché renderà il servizio accessibile a più persone. Il certificato digitale avrà valore grazie alla firma digitale, che ne garantisce autenticità e integrità.

Anche il pagamento online con pagoPA servirà a chiudere il percorso: niente marche da bollo da comprare prima, niente passaggi in più. Per molti cittadini sarà una pratica da sbrigare da casa, magari la sera, senza prendere permessi o organizzare spostamenti.

Frontalieri e rinnovi di contratto: meno code per chi lavora in Svizzera

Tra i primi a poter trarre vantaggio dal casellario giudiziale online a Varese ci sono i lavoratori frontalieri. Nel Varesotto, secondo le stime riportate a livello locale, sono circa 80mila le persone che ogni giorno, o quasi, si spostano verso la Svizzera per lavoro. Per molti di loro il certificato con la cosiddetta “fedina penale” è un documento richiesto periodicamente, anche per il rinnovo del contratto. Finora, in alcuni periodi dell’anno, gli sportelli del Palazzo di giustizia registravano code lunghe.

Succedeva soprattutto durante le festività del Canton Ticino, quando molti frontalieri, liberi dal lavoro oltreconfine, sceglievano di presentarsi a Varese per ritirare il documento. File fin dalle prime ore del mattino, moduli da compilare, attese nei corridoi. Una scena ben nota a chi frequenta quegli uffici. Con la nuova procedura, almeno per i certificati ordinari, una parte consistente delle richieste potrà spostarsi online. Gli sportelli non spariranno e non tutti useranno subito il canale digitale.

Ma l’obiettivo è chiaro: meno pressione sugli uffici e tempi più gestibili per chi dovrà ancora presentarsi di persona. “Il servizio sarà utile soprattutto a chi ha scadenze ravvicinate”, ha confidato un operatore, raccontando il carico che spesso si concentra in pochi giorni.

Sportelli, documenti speciali e organici ridotti: cosa resterà in presenza

Il digitale non cancellerà del tutto il lavoro allo sportello. Chi avrà bisogno di documenti particolari, come i certificati con postilla, o di richieste che richiedono verifiche specifiche, potrà continuare a prenotare il ritiro in presenza. Gli orari, però, saranno ampliati: dal martedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30, rispetto all’attuale apertura dalle 10 alle 12. La sperimentazione arriva in una situazione non semplice.

La Procura di Varese ha completato l’organico dei sostituti procuratori, ma sul fronte amministrativo restano scoperture pesanti: sono in servizio 20 impiegati, a fronte di una pianta organica che ne prevede 37. Una differenza che pesa sul lavoro quotidiano degli uffici, dalle pratiche ordinarie ai servizi per il pubblico. A dare una mano, oltre al personale in servizio, ci sono anche 24 volontari, tra carabinieri e finanzieri in congedo, che collaborano con gli uffici mettendo a disposizione tempo e competenze. Un aiuto concreto, in una macchina giudiziaria che spesso si regge su equilibri fragili.

In questo quadro, Qui Casellario non è solo una comodità per i cittadini: è anche un modo per alleggerire un sistema che da tempo lavora con organici ridotti.

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