Friggitrice ad aria, c'è un nuovo pericolo che non avevamo considerato

Un nuovo dubbio riguarda l’usura dei cestelli antiaderenti delle friggitrici ad aria. Il tema è soprattutto capire cosa può succedere quando il rivestimento si graffia e come comportarsi senza allarmismi.
Un nuovo dubbio riguarda l’usura dei cestelli antiaderenti delle friggitrici ad aria. Il tema è soprattutto capire cosa può succedere quando il rivestimento si graffia e come comportarsi senza allarmismi.
Friggitrice ad aria, c'è un nuovo pericolo che non avevamo considerato

La friggitrice ad aria è ormai diventata un elettrodomestico quotidiano, ma un dettaglio legato al cestello sta attirando sempre più attenzione.

Il dubbio riguarda soprattutto l’usura dei rivestimenti antiaderenti e quello che può succedere quando vengono graffiati durante l’uso o la pulizia. Non si parla di un’emergenza, ma di un aspetto che vale la pena conoscere per utilizzare l’apparecchio con maggiore attenzione.

PTFE graffiato: quando il rivestimento può rilasciare particelle

Il materiale al centro della questione è il PTFE, cioè politetrafluoroetilene. È un polimero fluorurato usato da decenni per rendere antiaderenti padelle, teglie e anche alcuni cestelli delle friggitrici ad aria. Finché resta integro, viene considerato molto stabile. Il problema può nascere quando la superficie si abrade, si graffia o comincia a sfogliarsi.

In quel caso, secondo gli studi disponibili, un rivestimento antiaderente può perdere frammenti piccolissimi: microplastiche o, se ancora più fini, nanoplastiche. Uno studio pubblicato nel 2022 su Science of the Total Environment ha osservato il rilascio di particelle da superfici antiaderenti in PTFE sottoposte ad abrasione. I ricercatori hanno stimato circa 9.100 particelle in corrispondenza di un singolo graffio. Con un rivestimento più rovinato, nelle condizioni del test, si arrivava fino a 2,3 milioni di particelle.

Numeri forti, certo. Ma da leggere con cautela: erano prove di laboratorio, non la fotografia di una friggitrice ad aria usata normalmente in casa.

Studi su padelle e utensili: perché i dati non bastano per misurare il rischio nelle friggitrici ad aria

Il punto è proprio questo: sulle friggitrici ad aria mancano ancora dati specifici e solidi. Le ricerche citate riguardano soprattutto padelle antiaderenti, utensili e prove che riproducono gesti comuni in cucina, come riscaldare, mescolare, tagliare o conservare alimenti. Uno studio del 2024 ha trovato particelle di diversi materiali plastici, compreso il PTFE, in simulanti alimentari entrati in contatto con utensili nuovi e usati. Gli oggetti più vecchi, in generale, tendevano a rilasciarne di più.

Cestello di friggitrice ad aria con rivestimento antiaderente visibilmente graffiato su un piano cucina

Primo piano di un cestello di friggitrice ad aria usurato, con graffi sul rivestimento antiaderente, tema al centro del dibattito su PTFE e microplastiche.

Applicare automaticamente questi risultati ai cestelli delle air fryer, però, sarebbe una forzatura. Cambiano temperature, tempi, tipo di contatto con il cibo e anche il modo in cui il cestello viene lavato. Inoltre, contare le particelle non significa sapere quanta plastica venga davvero ingerita, né quale effetto possa avere sull’organismo.

Sul PTFE, il BfR, l’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio, ha dato indicazioni prudentemente rassicuranti: l’ingestione accidentale di piccole particelle da un rivestimento graffiato non dovrebbe provocare effetti negativi, perché il materiale è molto inerte e dovrebbe attraversare l’apparato digerente senza essere assorbito. Diverso il discorso per alcuni PFAS, come PFOA e PFOS, più studiati e con caratteristiche diverse dal PTFE.

Come usare e sostituire il cestello per ridurre l’usura senza allarmismi

Alla luce delle conoscenze attuali, non c’è motivo per togliere la friggitrice ad aria dalla cucina. Ha senso, semmai, trattare con più attenzione il cestello antiaderente. Meglio evitare coltelli e forchette di metallo per staccare il cibo, così come spugne abrasive e lavaggi troppo aggressivi, soprattutto se il produttore li sconsiglia. Una paletta in silicone, un breve ammollo dopo l’uso, una pulizia delicata: poco, ma può fare la differenza.

Un graffio isolato non deve far scattare il panico. Diverso è il caso di un rivestimento molto usurato, scrostato o che si stacca a pezzi: lì la scelta più prudente è sostituire il cestello o l’accessorio, anche per non compromettere la cottura. Chi compra un nuovo modello e vuole evitare il PTFE può orientarsi verso cestelli in acciaio inox, vetro o rivestimenti dichiarati dal produttore come PTFE-free.

Attenzione però alle etichette: “PFOA-free” non significa per forza senza PTFE. La regola resta semplice: usare bene la friggitrice, controllare il rivestimento e cambiarlo quando è davvero deteriorato.

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