Google Maps in questi punti sbaglia sempre: faresti bene a controllare prima di affidarti

Google Maps in questi punti sbaglia sempre: faresti bene a controllare prima di affidarti

Milioni di automobilisti e viaggiatori usano Google Maps ogni giorno, in Italia e all’estero, per arrivare a casa, in ufficio, in hotel o in località fuori mano. Ma proprio nei punti meno coperti e meno aggiornati l’app può mandare fuori strada, soprattutto se ci si affida al navigatore senza dare prima un’occhiata al percorso.

Il problema non riguarda soltanto la tecnologia di Google. Entrano in gioco mappe digitali, dati sulle strade, segnale GPS, rete mobile e informazioni fornite dagli utenti o dalle amministrazioni locali. In città l’errore spesso passa inosservato. Fuori dai centri abitati, invece, può significare chilometri inutili o ritrovarsi su una strada non adatta.

Mappe meno aggiornate fuori città: il divario tra aree urbane e rurali

Il primo punto critico riguarda le aree rurali, le frazioni e le zone di campagna. Qui le mappe possono essere meno aggiornate rispetto ai grandi centri urbani.

A Milano, Roma o Bologna, un senso unico cambiato, un cantiere, una rotatoria nuova o una chiusura temporanea possono essere segnalati abbastanza rapidamente, anche perché gli utenti collegati sono molti. In un borgo di montagna, su una provinciale secondaria o lungo strade comunali poco battute, la situazione può essere diversa.

Una strada può essere chiusa da mesi per una frana, un ponte può avere limitazioni al passaggio oppure una carreggiata può essere diventata privata o non più percorribile. Sulla mappa, però, può continuare ad apparire come una normale strada aperta al traffico.

Chi vive in queste zone conosce bene il problema. Gestori di agriturismi, strutture ricettive e residenti sono spesso costretti a inviare indicazioni aggiuntive agli ospiti perché il navigatore propone un accesso sbagliato.

Il divario dipende anche dalla quantità di dati disponibili. Dove passano meno auto e meno smartphone, il sistema può ricevere meno informazioni utili per individuare rapidamente cambiamenti e anomalie. Sullo schermo sembra un dettaglio. Sul posto può significare perdere parecchio tempo.

GPS, rete mobile e indirizzi sparsi: quando la posizione diventa imprecisa

C’è poi il problema della precisione del GPS, che non dipende soltanto dall’app. Contano anche il telefono utilizzato, la copertura mobile, gli edifici, la vegetazione e la conformazione del territorio.

Nelle valli strette, nei boschi, vicino a pareti rocciose o in zone dove il segnale è debole, la posizione può risultare meno precisa. Uno scarto di alcune decine di metri può sembrare trascurabile, ma diventa importante quando l’ingresso di una casa si trova su una laterale o quando un numero civico copre un tratto di strada molto lungo.

In questi casi Google Maps può portare davanti al cancello sbagliato, sul retro di un edificio oppure su una strada parallela senza accesso.

Succede soprattutto con case isolate, aziende agricole, rifugi, campeggi, stabilimenti industriali e località turistiche lontane dai centri abitati. Anche la numerazione civica può complicare le cose: alcune frazioni utilizzano nomi storici, altre hanno strade lunghe chilometri oppure indicano semplicemente una località senza una numerazione intuitiva.

Il puntino blu sullo schermo dà una sensazione di precisione, ma non sempre coincide con l’ingresso corretto. Prima di partire può quindi essere utile controllare la destinazione con la vista satellite, individuare un parcheggio o un accesso riconoscibile e confrontare la posizione con le indicazioni fornite dalla struttura.

Smartphone con mappa sul cruscotto davanti a un bivio tra strada asfaltata e sterrata in campagna
Un bivio rurale con navigazione su smartphone, simbolo dei possibili errori di percorso sulle strade poco aggiornate.

Strade private, poderali e chiuse: perché il navigatore può scegliere il percorso sbagliato

Il caso più fastidioso, e in alcune situazioni anche rischioso, riguarda le strade private, poderali, sterrate o chiuse da sbarre che il navigatore considera ancora percorribili.

Quando calcola un itinerario, il sistema valuta distanza, tempi stimati, traffico e caratteristiche delle strade disponibili. Se però una strada risulta aperta nei dati della mappa ma nella realtà è riservata ai residenti, bloccata da un cancello oppure adatta soltanto a mezzi agricoli, può essere comunque proposta come parte del percorso.

Capita soprattutto vicino a spiagge, agriturismi, sentieri di montagna, laghi, aree industriali e complessi residenziali con accessi limitati. Alcuni automobilisti se ne accorgono soltanto davanti a un cartello di proprietà privata. Altri quando la carreggiata diventa troppo stretta per proseguire o fare inversione.

In montagna il problema può diventare ancora più serio. Una strada poderale può apparire come una scorciatoia, ma essere in realtà destinata soltanto a fuoristrada autorizzati o mezzi di servizio.

Google consente agli utenti di segnalare strade chiuse e informazioni errate, ma le modifiche devono essere verificate e l’aggiornamento non è necessariamente immediato. Nel frattempo lo stesso percorso può continuare a essere suggerito ad altri automobilisti.

Come ridurre il rischio di errore prima di partire

Per ridurre il rischio non serve smettere di usare Google Maps. Basta adottare qualche controllo in più, soprattutto quando la destinazione si trova fuori da un centro abitato.

Prima di partire conviene ingrandire la mappa fino agli ultimi metri del percorso, utilizzare la vista satellite e verificare che il punto di arrivo coincida davvero con un edificio, un parcheggio o un accesso stradale.

Se si deve raggiungere un hotel, un ristorante isolato, un’azienda agricola o una casa vacanze, può essere utile controllare anche le indicazioni presenti sul sito ufficiale della struttura o leggere le recensioni degli altri utenti. Non è raro trovare avvisi come “non seguite il navigatore fino in fondo” oppure indicazioni per utilizzare un ingresso diverso da quello suggerito dall’app.

Anche scaricare le mappe offline è utile quando la copertura mobile è debole, ma non corregge eventuali errori già presenti nella cartografia. Per tragitti particolarmente delicati, confrontare il percorso con una seconda applicazione di navigazione o con mappe regionali e comunali può fornire un riferimento aggiuntivo.

C’è infine la parte collaborativa. Quando si incontra una strada chiusa, un accesso errato o un punto posizionato male, è possibile inviare una segnalazione direttamente dall’app. Se la modifica viene verificata, può evitare lo stesso problema agli utenti successivi.

Il navigatore resta uno strumento estremamente comodo e spesso indispensabile. Ma nelle zone più isolate, tra GPS impreciso, indirizzi poco chiari e strade non aggiornate, conviene sempre confrontare ciò che appare sullo schermo con la situazione reale. Il cartello presente sulla strada, alla fine, resta l’indicazione da seguire.

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