Settembre riporta l’attenzione su mercatini, soffitte e vecchi cassetti di famiglia, dove a volte si nascondono oggetti molto più interessanti di quanto sembri.
Il mercato del vintage continua a premiare pezzi ben conservati, completi e riconoscibili, anche quando non appartengono a marchi famosissimi. Prima di regalare, buttare o svuotare una credenza, quindi, conviene controllare con calma ciò che si ha davanti.
Porcellane, vetri e argenti: come riconoscere i pezzi più ricercati
Tra gli oggetti più cercati ci sono porcellane pregiate, vetri colorati e argenti da tavola, tornati negli ultimi anni sulle bancarelle, nelle aste e anche nelle case arredate con gusto rétro. I servizi in porcellana di marchi come Royal Doulton, Lenox o di manifatture europee riconoscibili dal timbro sul fondo possono ancora avere un buon valore, soprattutto se piatti, tazze e zuppiere sono integri e fanno parte dello stesso servizio.
Discorso simile per i vetri vintage, in particolare quelli prodotti tra gli anni Trenta e Sessanta: rosa, verde, ambra, azzurro, superfici lavorate e forme insolite attirano chi colleziona oggetti da tavola. Prima di farsi prendere dall’entusiasmo, però, meglio guardarli controluce: crepe, sbeccature e vecchie riparazioni pesano sulla valutazione.
Un capitolo a parte meritano posate argentate, set da toeletta, specchi e spazzole in argento. Se hanno punzoni leggibili o indicazioni come sterling, l’interesse cresce. “Non basta che brillino”, ha spiegato un rigattiere milanese di zona Navigli, “bisogna capire cosa c’è sotto la patina”.
Dal modernariato ai vinili: perché il mercato premia gli oggetti nostalgici
Il gusto per la casa ha riportato in scena modernariato, lampade anni Cinquanta e Sessanta, tavolini bassi, telefoni a disco e ciotole in Pyrex. Fino a pochi anni fa molti di questi oggetti finivano in cantina senza troppi rimpianti. Oggi, invece, arredatori e compratori privati li cercano per dare carattere a un appartamento moderno, meglio ancora se hanno finiture originali e segni del tempo coerenti con l’età.

Piccoli tesori vintage in un cassetto di credenza: porcellane, argenti e accessori da controllare prima di svuotare casa.
Non serve sempre una firma importante: una lampada ben fatta, una credenzina in teak o una sedia dalla linea pulita possono trovare facilmente mercato, specie se fotografate bene e descritte con misure precise. Restano molto richiesti anche i dischi in vinile, spinti dal ritorno dell’ascolto analogico.
Prime stampe, copertine integre e album di artisti come Beatles, David Bowie o Aretha Franklin possono raggiungere quotazioni alte. Ma la condizione fa la differenza. Graffi, muffa sulla copertina e ristampe comuni fanno scendere il prezzo in fretta. Qui conta tutto, perfino l’etichetta centrale.
Tessili, bijoux e accessori: cosa controllare prima di svuotare cassetti e credenze
Nei cassetti delle case di famiglia si nasconde spesso un mercato meno vistoso, ma non per questo trascurabile: tovaglie ricamate, trapunte cucite a mano, cammei, bigiotteria vintage, borse, bottoni e kit da cucito. I tessili in buone condizioni, senza aloni o strappi, interessano i collezionisti ma anche chi lavora con recupero creativo e allestimenti.
Le trapunte anteriori agli anni Cinquanta, soprattutto se cucite a mano con motivi complessi, possono essere considerate veri esempi di artigianato domestico. Nei portagioie, invece, conviene guardare con attenzione materiali e dettagli: oro, argento, conchiglia, bachelite o semplice metallo dorato non hanno lo stesso peso.
Un cammeo inciso, una spilla firmata o una collana di bigiotteria d’epoca ben conservata possono valere più di quanto si pensi. Occhio anche alle borse vintage, dalle pochette con perline ai modelli più strutturati: marchi come Gucci o Coach sono più facili da riconoscere, ma anche pezzi anonimi possono funzionare per linea, materiale e periodo. Prima di svuotare una credenza, quindi, meglio fotografare tutto, cercare eventuali marchi e chiedere una valutazione. A volte il valore era lì, sotto una tovaglia piegata.