I miei auricolari costosi suonavano nella media finché non ho modificato un'impostazione audio di Android

I miei auricolari costosi suonavano nella media finché non ho modificato un'impostazione audio di Android

Quando si comprano auricolari costosi e li si collega subito a uno smartphone Android, magari la sera stessa, ci si aspetta un salto netto nella qualità.

E invece può capitare di sentire un audio più piatto del previsto. Non sempre è colpa degli auricolari: a volte il telefono sta usando un codec Bluetooth meno adatto, lasciando fuori quello migliore disponibile.

Perché gli auricolari premium possono suonare peggio del previsto

Il problema, spesso, non è solo nella qualità degli auricolari. Quando si collegano degli earbuds Bluetooth a uno smartphone, la musica viene compressa, inviata senza fili e poi ricostruita dalle cuffie. In mezzo c’è il codec audio, cioè il sistema con cui telefono e auricolari “si parlano”. Se Android sceglie un codec di base, anche un modello di fascia alta può sembrare meno preciso: bassi meno fermi, dettagli più confusi, suono meno aperto. Succede più spesso di quanto si pensi.

Android, infatti, in alcuni casi preferisce una connessione più stabile alla resa sonora e finisce per usare il codec SBC, compatibile praticamente con tutti gli auricolari Bluetooth ma non sempre ideale per chi cerca qualità. “Pensavo fosse un problema degli auricolari”, scrivono spesso gli utenti nei forum tecnici. In molti casi, invece, il limite è nella prima impostazione scelta dal telefono.

Auricolari wireless in custodia aperta accanto a uno smartphone su una scrivania, con laptop, tazza e quaderno

Auricolari true wireless e smartphone su una scrivania: il contesto tipico in cui controllare il codec Bluetooth su Android per migliorare l’audio.

Il codec Bluetooth è nascosto nelle Opzioni sviluppatore di Android

Su molti smartphone Android, compresi diversi Samsung Galaxy, il controllo passa dalle Opzioni sviluppatore. È un menu nascosto, nato per tecnici e sviluppatori, ma può tornare utile anche a chi vuole solo capire perché gli auricolari non suonano come dovrebbero. Per attivarlo bisogna aprire le Impostazioni, entrare in “Informazioni sul telefono”, poi in “Informazioni software” e toccare sette volte “Numero build”. A quel punto, tornando alle impostazioni principali, compare la sezione Opzioni sviluppatore.

Da lì si può cercare “codec” oppure scorrere fino a “Codec audio Bluetooth”. C’è però un passaggio importante: la voce si può modificare solo quando gli auricolari sono già collegati al telefono. Aperto il menu, Android mostra i codec disponibili per quella precisa coppia di smartphone e auricolari. La differenza può sentirsi subito, soprattutto con brani di buona qualità o servizi streaming impostati su audio elevato. Nessun trucco: solo una gestione migliore dei dati trasmessi via Bluetooth.

AAC, aptX, LDAC e codec proprietari: quando fanno davvero la differenza

Non tutti i codec sono uguali. E, soprattutto, non tutti sono disponibili su ogni dispositivo. AAC è molto usato su iPhone ed è presente anche su Android, anche se il risultato può cambiare da un modello all’altro. aptX e aptX HD, sviluppati da Qualcomm, si trovano su molti telefoni Android e possono dare più stabilità e più dettaglio rispetto a SBC, ma solo se anche gli auricolari li supportano. LDAC, tecnologia Sony, secondo la documentazione dell’azienda può arrivare fino a 990 Kbps in condizioni compatibili, trasferendo più dati rispetto ai codec Bluetooth di base.

Google indica inoltre LDAC tra i codec supportati da Android dalle versioni successive a Oreo, ma averlo nel sistema non significa che ogni paio di auricolari possa usarlo. I Galaxy Buds, per esempio, puntano su codec proprietari Samsung e non su LDAC. C’è poi un limite molto concreto: cambiare codec incide soprattutto su musica e video, non sulle chiamate, dove il telefono usa un percorso audio diverso. Insomma, l’impostazione non trasforma auricolari economici in prodotti premium. Ma se l’hardware è valido, controllare il codec Bluetooth su Android può togliere un freno nascosto alla qualità sonora.

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