I tergicristalli in estate fanno sempre questo odioso rumore: non devi sostituirli, ho usato questo trucco e ho risolto

I tergicristalli in estate fanno sempre questo odioso rumore: non devi sostituirli, ho usato questo trucco e ho risolto

Con il caldo, la polvere e quei temporali che arrivano all’improvviso, in estate molti automobilisti si ritrovano con i tergicristalli rumorosi sul parabrezza.

Il primo pensiero è cambiarli. Non sempre, però, serve davvero. Spesso il problema nasce da sporco, gomma indurita o poca manutenzione. Capita soprattutto dopo giorni con l’auto ferma al sole, magari parcheggiata in strada, tra smog, resina degli alberi e residui lasciati dalla pioggia. Il risultato è quel rumore secco, ripetuto, che dà fastidio mentre si guida e lascia aloni proprio quando bisognerebbe vedere meglio. Una seccatura, certo. Ma anche una questione di sicurezza stradale.

Quando il rumore segnala sporco, usura o scarsa aderenza sul parabrezza

La prima cosa da controllare è lo stato delle spazzole tergicristallo. Se la gomma è tagliata, storta o non appoggia più bene sul vetro, c’è poco da fare: vanno sostituite. Se invece sembra ancora integra, il rumore può dipendere da una patina di sporco sul parabrezza o da residui rimasti sulla gomma. Succede più spesso in città trafficate e nelle zone dove l’auto resta esposta a polveri sottili, sabbia o pollini. “Quando gratta non significa per forza che sia finita”, ripetono spesso i meccanici in officina.

Una spazzola ancora buona, infatti, può lavorare male se non scorre come dovrebbe. Con la pioggia leggera il difetto si nota ancora di più: il vetro non è abbastanza bagnato, la gomma trascina le impurità e il movimento diventa irregolare. Da lì arrivano aloni, strisce opache e fastidio per chi guida.

Mano che pulisce la spazzola del tergicristallo sollevata con un panno, su parabrezza con aloni

Pulizia della spazzola tergicristallo con un panno e un bicchiere di liquido, per ridurre rumore e striature sul parabrezza.

Pulizia corretta: acqua, aceto e panni puliti senza rovinare la gomma

Per provare a recuperare i tergicristalli induriti, meglio lavorare all’ombra, con il motore spento e il parabrezza freddo. Il sole diretto asciuga tutto troppo in fretta e rischia di lasciare altri aloni. Si sollevano con delicatezza le spazzole e si passa un panno pulito inumidito con acqua lungo tutta la gomma, senza premere troppo.

Poi si può usare un secondo panno con poca acqua e aceto, oppure un prodotto per i cristalli, facendo attenzione a non strofinare con forza: alcune spazzole hanno inserti o rivestimenti che aiutano lo scorrimento. Dopo pochi passaggi, conviene ripassare solo acqua per togliere ogni residuo. Un trucco usato da molti automobilisti è mettere una quantità minima di vaselina sulle spazzole, lasciandole sollevate per circa cinque minuti. Può aiutare la gomma a scorrere meglio, ma non bisogna esagerare: troppo prodotto unge il vetro e peggiora la visibilità.

Manutenzione e sostituzione: chilometri, strade sporche e liquido lavavetri

La cura dei tergicristalli auto dovrebbe rientrare nei piccoli controlli di routine, insieme alla pressione delle gomme e al livello del liquido lavavetri. Una pulizia veloce ogni circa 3.000 chilometri può bastare per chi guida su strade urbane normali. La frequenza, però, cambia se si passa spesso su sterrati, litorali, cantieri o tratti dove sale, sabbia e polvere si depositano facilmente sul vetro. In quei casi le spazzole si sporcano prima. E si sente.

Se dopo la pulizia il rumore resta, se il parabrezza mostra righe evidenti o se l’acqua viene distribuita male, meglio montare ricambi adatti al proprio modello di auto, seguendo le indicazioni del costruttore o chiedendo aiuto a un autoricambista. Guidare con un parabrezza sporco non è solo scomodo: riduce la visibilità, stanca gli occhi e può diventare rischioso nelle frenate improvvise o di notte, quando i fari delle altre auto fanno risaltare ogni alone.

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