A tre mesi dall’arrivo nelle sale, “Il diavolo veste Prada 2” è sbarcato su Disney+ e ha subito conquistato il pubblico. Secondo i dati rilanciati da Espinof il 2 agosto 2026, il film è salito al numero 1 in 72 Paesi, confermando l’interesse per il ritorno di Andrea, Miranda, Emily e Nigel a vent’anni dal primo capitolo.
Per gli abbonati alla piattaforma il titolo è disponibile senza costi aggiuntivi, un elemento che ha contribuito a dare nuova spinta al sequel dopo un passaggio nelle sale già molto forte.
Dal successo al cinema al primo posto su Disney+ in 72 Paesi
Il passaggio dalle sale allo streaming non ha rallentato la corsa de “Il diavolo veste Prada 2”. Dopo aver richiamato il pubblico al cinema, il sequel ha trovato una seconda vita su Disney+, raggiungendo la vetta della classifica in 72 Paesi.
A funzionare non è soltanto l’effetto nostalgia. Il film riporta sullo schermo un universo immediatamente riconoscibile, fatto di moda, redazioni, ambizioni professionali e compromessi personali. È lo stesso mondo che aveva contribuito al successo del film del 2006, ma inserito in un contesto profondamente cambiato.
Anche sui social il ritorno di Miranda Priestly e degli altri protagonisti ha riacceso l’interesse degli spettatori, mostrando quanto il primo film sia rimasto radicato nell’immaginario popolare.
Anne Hathaway, Meryl Streep, Emily Blunt e Stanley Tucci tornano insieme
Uno dei principali punti di forza del sequel è il ritorno dei quattro protagonisti più attesi. Anne Hathaway, Meryl Streep, Emily Blunt e Stanley Tucci riprendono rispettivamente i ruoli di Andrea Sachs, Miranda Priestly, Emily Charlton e Nigel Kipling.
Il film sfrutta il legame del pubblico con questi personaggi senza fingere che il tempo sia rimasto fermo. A vent’anni di distanza, il settore in cui si muovono è cambiato: la stampa ha perso parte della propria centralità e il peso della visibilità digitale è diventato sempre più importante.
Accanto al cast storico arrivano anche Justin Theroux, Kenneth Branagh, Lucy Liu, B.J. Novak e Simone Ashley. Nuovi ingressi che ampliano la storia senza spostarne il centro dai personaggi che hanno reso celebre il primo capitolo.

Budget da 100 milioni e incassi globali vicini ai 690 milioni
Sul piano produttivo, Disney e Fox hanno puntato su un progetto molto più ambizioso rispetto al primo capitolo. Il budget sarebbe infatti passato dai circa 35 milioni di dollari del film originale a circa 100 milioni, secondo le cifre riportate dalla stampa specializzata.
L’investimento è stato accompagnato da risultati importanti al botteghino: “Il diavolo veste Prada 2” ha incassato circa 690 milioni di dollari nel mondo, imponendosi tra i titoli commercialmente più forti della stagione.
Dietro la macchina da presa è tornato David Frankel, mentre la sceneggiatura è ancora affidata ad Aline Brosh McKenna. Una continuità creativa che mantiene il legame con il film originale senza trasformare il sequel in una semplice ripetizione.
La moda resta al centro, ma cambia il mondo dei media
Il sequel non si limita a riproporre abiti, battute taglienti e dinamiche già viste. La storia introduce anche un tema più attuale: la crisi dei media tradizionali e il cambiamento del ruolo delle riviste in un sistema dominato sempre più da piattaforme digitali, numeri e algoritmi.
Il tono resta quello della commedia, ma lo sguardo sul mondo editoriale è inevitabilmente diverso rispetto al 2006. Il prestigio delle grandi testate non ha più lo stesso peso e anche personaggi abituati a esercitare un enorme potere devono confrontarsi con equilibri nuovi.
Anche la risposta della critica è stata positiva. Su Rotten Tomatoes, il film registra il 78% di recensioni favorevoli, contro il 75% ottenuto dal primo capitolo. Un risultato che, insieme ai numeri al botteghino e allo streaming, conferma la capacità del sequel di riportare in primo piano uno dei titoli più riconoscibili della commedia degli anni Duemila.