Il Bonus Giovani under 35, introdotto dal decreto legge 62/2026 e reso strutturale con la conversione approvata in vista del Primo Maggio, prevede l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro fino a un massimo di 500 euro mensili per lavoratore, elevati a 650 euro per le assunzioni effettuate nelle regioni della ZES Unica per il Mezzogiorno. La misura riguarda le assunzioni a tempo indeterminato di personale non dirigenziale che non abbia ancora compiuto 35 anni, realizzate entro il 31 dicembre 2026.
La durata dell’esonero varia in base alla condizione del lavoratore assunto: chi è privo di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure rientra in categorie considerate svantaggiate, consente al datore di lavoro di beneficiare dello sgravio per 24 mesi, mentre per i giovani tra i 15 e i 24 anni il periodo si ferma a 12 mesi. Restano invece esclusi dalla misura il lavoro domestico, l’apprendistato, i rapporti a tempo determinato e le trasformazioni contrattuali, per le quali sono previsti incentivi distinti.
Bonus INPS da 500 euro: come funziona
Il punto su cui vale la pena soffermarsi è però quello relativo ai fondi disponibili: la misura ha un tetto di spesa fissato in 110 milioni di euro per il 2026 e 252 milioni per il 2027, e l’INPS ha già chiarito che, una volta esaurite le risorse stanziate, non potranno essere accolte ulteriori domande. Un elemento che rende la tempestività una variabile cruciale per chi intende avvalersi dell’agevolazione, soprattutto considerando che le richieste vengono lavorate in ordine cronologico di presentazione.

Bonus INPS da 500 euro: come funziona-webnews.it
Per accedere al beneficio è necessario presentare domanda attraverso il Portale delle Agevolazioni, lo stesso strumento che ha sostituito il precedente sistema DiResCo, seguendo le indicazioni operative fornite dalla circolare INPS di riferimento. Un ulteriore requisito riguarda l’incremento occupazionale netto: l’esonero è riconosciuto solo se l’assunzione si traduce in un aumento reale del numero di dipendenti rispetto alla media del periodo precedente, e non in una semplice sostituzione di personale già in forza.
Il Bonus Giovani si affianca ad altre misure pensate per platee differenti, come l’esonero contributivo riservato alle assunzioni femminili, che riconosce fino a 650 euro mensili di sgravio, elevati a 800 euro nelle aree della ZES Unica ammissibili ai fondi strutturali europei. Va inoltre distinto da un secondo strumento, spesso confuso con questo per l’importo simile: il contributo diretto di 500 euro al mese riservato ai giovani liberi professionisti e alle nuove attività autonome avviate in settori strategici, erogato non al datore di lavoro ma direttamente al beneficiario per un massimo di tre anni.
Chi valuta l’assunzione di un giovane candidato, o chi si trova dall’altra parte del colloquio, farebbe bene a verificare fin da subito la propria posizione rispetto ai requisiti previsti, dato che il meccanismo di esaurimento fondi non lascia margini di recupero una volta chiuso lo sportello. Rivolgersi a un consulente del lavoro o a un patronato resta la strada più sicura per non lasciarsi sfuggire l’agevolazione.