Chi resta coinvolto in un incidente stradale o in un tamponamento in Italia può chiedere dal 2007 il risarcimento diretto alla propria compagnia assicurativa.
In pratica, se la colpa è dell’altro conducente, o è solo in parte propria, si può ottenere il pagamento dei danni senza partire dalla compagnia della controparte. È il sistema dell’indennizzo diretto, previsto dal Codice delle Assicurazioni Private. Ma attenzione: non vale sempre. Scatta solo quando ci sono condizioni precise.
Risarcimento diretto dopo un incidente: i requisiti da rispettare
Per chiedere il risarcimento diretto assicurazione devono esserci due veicoli coinvolti. Entrambi devono essere identificati, immatricolati e assicurati in Italia, nella Repubblica di San Marino o nello Stato Città del Vaticano. Anche il luogo conta: l’incidente deve avvenire in Italia o nei territori ammessi. E le compagnie devono aderire alla Convenzione CARD, il meccanismo che permette poi agli assicuratori di sistemare i conti tra loro.
Serve anche un urto vero, materiale, tra i mezzi: il classico contatto, non un danno causato senza collisione diretta. Se il conducente ha riportato lesioni, queste non devono superare il 9% di invalidità permanente. Se invece ci sono feriti gravi, un decesso, più di due veicoli coinvolti o un mezzo estero fuori dai casi previsti, la strada è un’altra. Un perito, in situazioni del genere, lo dice spesso senza troppi giri di parole: “Qui non si può aprire la CARD”. Significa che bisogna procedere con una richiesta diversa.
Domanda alla propria compagnia: tempi, documenti e passaggi
La richiesta di indennizzo diretto va mandata alla propria assicurazione, di solito con PEC o raccomandata. Alla domanda bisogna allegare la denuncia del sinistro e, se c’è, il modulo CAI compilato. Se la constatazione amichevole è firmata da entrambi i conducenti, i tempi si accorciano: la compagnia deve fare un’offerta entro 30 giorni. Senza la doppia firma, il termine diventa di 60 giorni per i danni a veicoli o cose.

Compilazione del modulo CAI dopo un lieve tamponamento, passo chiave per avviare il risarcimento diretto con l’assicurazione.
Sale invece a 90 giorni quando ci sono danni alla persona. Dopo l’accettazione della proposta, l’assicurazione ha altri 15 giorni per pagare. Se respinge la richiesta, deve spiegare perché entro gli stessi termini. Nella pratica conviene non lasciare nulla al caso: foto, dati dei testimoni, targa dell’altro mezzo, luogo e ora dell’incidente. Dettagli semplici, ma decisivi. Un tamponamento alle 8.20 in via Tuscolana, con il traffico fermo e il paraurti sfondato, si ricostruisce molto meglio se tutto viene segnato subito.
Quando serve il risarcimento ordinario o interviene il Fondo vittime della strada
Quando mancano i requisiti per il risarcimento diretto, il danneggiato deve rivolgersi alla compagnia del responsabile con la procedura ordinaria. Il sinistro va comunque denunciato anche alla propria assicurazione, come prevede l’articolo 1913 del Codice civile. I tempi dell’offerta restano simili: 30 giorni con CAI firmato da entrambi, 60 giorni per i soli danni materiali, 90 giorni se ci sono lesioni.
Se invece il responsabile non è assicurato o non viene identificato, entra in gioco il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, gestito da Consap sotto la vigilanza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il Fondo copre, entro i massimali di legge, gli incidenti causati da veicoli non assicurati, non identificati o coperti da imprese in liquidazione coatta. La domanda va presentata entro 2 anni all’impresa designata da IVASS per il territorio in cui è avvenuto il sinistro e, per conoscenza, a Consap. Senza una garanzia Kasko o collisione, spesso è l’unica strada concreta per non restare senza tutela.