ENEA, con l’Università di Porto e gli altri partner del progetto europeo EU-DREAM, sta lavorando a un sistema di intelligenza artificiale che potrebbe aiutare famiglie e comunità energetiche a leggere meglio consumi, impianti e abitudini di casa. L’obiettivo è semplice: tagliare sprechi, costi in bolletta ed emissioni. Non è ancora un prodotto pronto per il mercato, va chiarito subito. Ma i primi test mostrano una strada precisa: rendere il rapporto con l’energia domestica più facile, quasi una conversazione di tutti i giorni.

Il chatbot energetico che parla con consumi, impianti e abitudini di casa
Al centro di EU-DREAM c’è un’interfaccia conversazionale, simile ai chatbot che già usiamo per cercare informazioni o gestire servizi online. La differenza è che questa sarà collegata al sistema energetico domestico. In pratica, l’utente potrà chiedere con parole normali quanto sta consumando, quando conviene accendere un elettrodomestico o come sta andando l’eventuale impianto fotovoltaico sul tetto. Una domanda dal telefono, oppure a voce, magari mentre si è in cucina. E in pochi secondi una risposta chiara.
Secondo quanto comunicato da ENEA, il sistema dovrà aiutare i consumatori a prendere decisioni più consapevoli sui propri consumi energetici, senza costringerli a perdersi tra grafici complicati o menu poco visibili nelle app dei fornitori. È qui che l’intelligenza artificiale per le bollette può fare la differenza: non limitarsi a mostrare i dati, ma leggerli, collegarli alle abitudini della casa e suggerire comportamenti più efficienti. “Senza necessità di compilare form o cercare informazioni seminascoste”, ha spiegato Amedeo Buonanno, ricercatore del Laboratorio ENEA Smart Grid e reti energetiche.
Dalle richieste vocali agli elettrodomestici: cosa potrà controllare l’utente
Il funzionamento immaginato dai ricercatori è piuttosto diretto. L’utente potrà chiedere al chatbot energetico informazioni sui consumi della giornata, sulla produzione degli impianti o sull’andamento dell’autoconsumo, ricevendo risposte in linguaggio naturale. Non una tabella da interpretare, dunque, ma indicazioni concrete: quali fasce orarie pesano di più, quali apparecchi consumano con più regolarità, quando spostare alcuni usi per contenere la spesa. Una gestione più vicina alla vita reale.
Il sistema, nelle intenzioni dei ricercatori, non si fermerà alla lettura della bolletta elettrica o dei dati dei contatori intelligenti. Potrà anche registrare preferenze per la casa intelligente, dalla temperatura degli ambienti all’orario di avvio di lavatrice, lavastoviglie e altri elettrodomestici programmabili. “Grazie al chatbot, l’utente potrà impostare delle preferenze per il funzionamento della propria casa intelligente”, ha chiarito Buonanno. In altre parole: meno interventi manuali, più automatismi sotto controllo. Con l’utente che resta al centro.
ENEA e i 22 casi d’uso: così la casa può consumare meno
Nel progetto EU-DREAM, coordinato dall’Università di Porto, ENEA ha avuto un ruolo importante nella definizione di 22 casi d’uso. Sono scenari concreti che spiegano come l’AI possa entrare nella gestione dell’energia: dalla regolazione automatica dei consumi domestici al dialogo in linguaggio naturale con i sistemi di controllo, fino al monitoraggio degli impianti da fonti rinnovabili. Una parte tecnica, certo. Ma con effetti molto pratici.
Il punto non è solo “far risparmiare” qualche euro, formula fin troppo usata quando si parla di tecnologia per la casa. L’obiettivo è costruire strumenti capaci di semplificare un settore diventato difficile anche per chi ci fa attenzione: tariffe variabili, fasce orarie, autoconsumo, comunità energetiche, pompe di calore, batterie di accumulo. Tutto insieme. In questo quadro, un’AI per gestire i consumi potrebbe fare da traduttore tra dati tecnici e scelte quotidiane, aiutando a capire dove si spreca e dove si può intervenire senza stravolgere le proprie abitudini.
Test, tempi e vantaggi per famiglie e comunità energetiche
Per vedere questa intelligenza artificiale nelle case servirà ancora tempo. ENEA ha riferito che sono già stati svolti alcuni test sperimentali, ma l’interfaccia non è ancora disponibile per il grande pubblico. La chiusura del progetto EU-DREAM è prevista per dicembre 2027. Solo dopo si potranno capire tempi di adozione, modalità di accesso e possibili collegamenti con fornitori, dispositivi domestici e piattaforme energetiche già esistenti. Per ora, quindi, siamo ancora nella fase di sviluppo e sperimentazione.
I benefici attesi riguardano sia le famiglie sia le comunità energetiche rinnovabili, le CER, che potrebbero usare strumenti simili per controllare meglio l’autoconsumo collettivo. In una comunità di quartiere, per esempio, sapere quando l’energia prodotta viene davvero usata e quando finisce in rete può fare la differenza nella gestione di ogni giorno. Non solo risparmio in bolletta, dunque, ma anche maggiore controllo sui flussi energetici. E, se il sistema manterrà le promesse, meno distanza tra tecnologia e persone comuni.