Quando manca la corrente in casa, durante un blackout o dopo un’emergenza, restare connessi non è necessariamente impossibile. Se la rete mobile continua a funzionare, lo smartphone può diventare un hotspot temporaneo per computer e tablet. In alternativa, modem e router possono essere alimentati con batterie di emergenza, UPS o power station, a condizione che anche la rete del provider sia ancora attiva. Non è una soluzione pensata per sostituire la linea fissa, ma può essere sufficiente per inviare messaggi, consultare aggiornamenti, lavorare per qualche ora o mantenere i contatti quando la corrente non c’è.
Hotspot dello smartphone: quando può sostituire il router domestico
La soluzione più immediata è trasformare il telefono in un piccolo router WiFi portatile. Se il segnale mobile è disponibile, lo smartphone può condividere la propria connessione dati con un computer, un tablet o un altro telefono, creando una rete provvisoria.
Su Android l’opzione si trova generalmente nelle impostazioni sotto voci come Hotspot personale, Hotspot Wi-Fi o Punto di accesso portatile. Su iPhone basta entrare nelle impostazioni e attivare Hotspot personale. Una volta impostata la password, gli altri dispositivi possono collegarsi come farebbero con una normale rete WiFi.
I limiti sono però evidenti: tutto dipende dalla qualità del segnale, dal proprio piano dati e dall’autonomia del telefono. In una casa senza elettricità può comunque essere sufficiente per una videochiamata urgente, per consultare le comunicazioni delle autorità o per inviare documenti importanti. Meglio invece limitare streaming, download pesanti e attività che consumano molti dati e batteria.
Password e consumi: come non esaurire dati e autonomia
Quando si utilizza lo smartphone come hotspot, la rete non dovrebbe mai essere lasciata senza protezione. Una connessione aperta permette ad altri dispositivi nelle vicinanze di collegarsi, consumando traffico dati e aumentando il consumo energetico del telefono.
Meglio quindi impostare una password robusta e collegare soltanto i dispositivi realmente necessari. Durante un blackout può essere utile anche attivare il risparmio dati, sospendere gli aggiornamenti automatici delle applicazioni, interrompere temporaneamente backup cloud e sincronizzazioni e chiudere i servizi che lavorano inutilmente in background.

Anche i consumi del telefono vanno gestiti con attenzione. Abbassare la luminosità dello schermo, attivare la modalità di risparmio energetico e spegnere il display quando non serve può prolungare sensibilmente l’autonomia disponibile. Una chat o una pagina di testo richiedono pochissimo traffico, mentre streaming video e download possono consumare rapidamente sia gigabyte sia energia.
Batterie portatili e UPS: come tenere acceso modem e router
Se si vuole continuare a utilizzare la connessione domestica, una possibilità è alimentare modem e router attraverso una batteria portatile, una power station oppure un piccolo gruppo di continuità, comunemente chiamato UPS.
C’è però una condizione fondamentale: la rete del provider deve continuare a funzionare. Se un blackout coinvolge anche gli apparati dell’operatore, la centrale di zona o altre infrastrutture necessarie alla connessione, dare corrente al router di casa non servirà a ripristinare Internet.
Prima di acquistare una batteria è quindi utile verificare il consumo del modem e del router, generalmente indicato sull’alimentatore, oltre alla tensione e al tipo di collegamento richiesto. Alcuni dispositivi funzionano a 12 volt, mentre per altri può essere più semplice utilizzare una power station dotata di normale presa elettrica.
La cosa migliore è fare una prova quando tutto funziona: collegare modem e router alla batteria, verificare che la connessione rimanga attiva e controllare quante ore di autonomia si riescono a ottenere. In questo modo, durante un’emergenza, non sarà necessario improvvisare.
Generatori elettrici: attenzione soprattutto alla sicurezza
Per blackout molto lunghi esistono anche i generatori elettrici, capaci di alimentare più dispositivi e garantire un’autonomia superiore. Richiedono però precauzioni molto più rigorose rispetto a un UPS o a una batteria portatile.
I generatori a combustione devono essere utilizzati esclusivamente all’aperto e a distanza di sicurezza da porte, finestre e prese d’aria. I gas di scarico possono infatti contenere monossido di carbonio, invisibile e potenzialmente letale. Non vanno quindi mai utilizzati in casa, in garage o in altri ambienti chiusi.
Per alimentare soltanto modem, router, smartphone e qualche piccolo dispositivo, nella maggior parte dei casi un UPS o una power station certificata è una soluzione molto più semplice da gestire.
Copertura mobile e rete del provider: cosa controllare prima di un’emergenza
La possibilità di avere una connessione durante un blackout dipende principalmente dalla tenuta della rete mobile e delle infrastrutture del proprio provider. In caso di terremoti, temporali molto intensi o guasti estesi, le antenne possono continuare a funzionare ma diventare congestionate perché migliaia di persone cercano di telefonare o navigare nello stesso momento.
Per prepararsi può essere utile verificare in anticipo quale operatore offre il segnale migliore dentro casa e in quali stanze la copertura è più stabile. Chi lavora frequentemente da remoto può anche valutare una seconda SIM di un operatore differente, così da avere un’alternativa se una delle due reti dovesse avere problemi.
Conviene inoltre tenere carichi power bank e batterie di emergenza, avere cavi compatibili facilmente accessibili e conoscere già la password dell’hotspot. Sono piccole precauzioni che possono sembrare superflue finché tutto funziona, ma che diventano molto utili quando improvvisamente salta la corrente.
La tecnologia, da sola, non garantisce di rimanere online durante qualsiasi blackout. Ma avere hotspot, batterie cariche, un sistema di alimentazione di emergenza e un piano alternativo per la rete mobile aumenta parecchio le possibilità di restare connessi proprio quando serve di più.