Per molte famiglie con figli a scuola è ancora possibile ottenere un contributo importante, ma il tempo per presentare la domanda sta ormai per scadere.
La misura può arrivare fino a 1.500 euro per studente e riguarda nuclei con un ISEE entro una soglia precisa. Prima di inviare la richiesta, però, conviene controllare con attenzione requisiti, dati presenti nei sistemi pubblici e procedura prevista dal portale ministeriale.
Bonus scuole paritarie, chi può chiederlo: ISEE, scuole ammesse e importo massimo
Il contributo ha una dotazione complessiva di 20 milioni di euro e può arrivare fino a 1.500 euro per ogni studente. Non è però una misura aperta a tutti. Possono fare domanda i genitori o gli esercenti la responsabilità genitoriale degli alunni che, nell’anno scolastico 2025/2026, hanno frequentato una scuola paritaria secondaria di primo grado oppure il primo biennio di una scuola paritaria secondaria di secondo grado.
Il punto decisivo resta l’ISEE: serve un’attestazione ISEE in corso di validità, presente sul portale INPS e senza difformità o omissioni. Se qualcosa non torna, la richiesta rischia di fermarsi prima dell’invio.
Nella pagina dedicata il Ministero ha inserito anche una sezione di FAQ, con le risposte ai dubbi più comuni: dall’accesso per chi non ha ancora un profilo su UNICA alla domanda per più figli. Un aspetto tutt’altro che secondario, per molte famiglie.
Domanda su UNICA: prima dell’invio scattano i controlli su SIDI, INPS e Anagrafe
Prima dell’invio, il sistema esegue una serie di controlli automatici collegandosi in tempo reale ad alcune banche dati pubbliche. UNICA consulta SIDI, INPS e l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente per verificare la frequenza scolastica dello studente, il rapporto con il genitore che presenta la domanda, la composizione del nucleo familiare e la corretta fascia ISEE.

Un genitore compila online una richiesta di contributo scolastico con documenti e materiale didattico sul tavolo.
È un passaggio tecnico, ma pesa molto sull’esito della richiesta. Se i dati non coincidono, possono servire altri controlli oppure la domanda può non andare a buon fine.
Nella pagina informativa il Ministero guida le famiglie passo dopo passo: accesso al servizio, inserimento della richiesta, comunicazione dei dati bancari, esito dell’istanza e successivo pagamento del contributo. C’è anche un’infografica, utile soprattutto per chi si riduce agli ultimi giorni.
Bonus regionali, pagamento e PEC: cosa succede nei casi particolari
Il bonus scuole paritarie può essere sommato a eventuali contributi regionali con la stessa finalità, ma c’è un limite da rispettare: l’importo complessivo non deve superare i valori del Costo medio studente fissati dal Ministero.
Per l’anno scolastico 2025/2026, il tetto è di 7.161,37 euro per la scuola secondaria di primo grado e di 7.852,29 euro per la scuola secondaria di secondo grado. L’importo effettivo e i tempi di erogazione sono spiegati nelle domande frequenti pubblicate su UNICA, insieme alle indicazioni sul pagamento.
È prevista anche una procedura straordinaria tramite PEC per i minori in affidamento con ISEE autonomo che non riescono a completare l’iter ordinario per problemi di allineamento tra i sistemi. Anche per loro, però, la scadenza non cambia: 21 settembre 2026. Restano pochi giorni per controllare l’ISEE e chiudere la domanda.