La regola delle 12 ore ti frega sul carburante e non lo sai: come funziona

Una nuova regola sui prezzi del carburante stabilisce quando i distributori possono aumentare le tariffe. I primi controlli, però, hanno già fatto emergere migliaia di anomalie.
Una nuova regola sui prezzi del carburante stabilisce quando i distributori possono aumentare le tariffe. I primi controlli, però, hanno già fatto emergere migliaia di anomalie.
La regola delle 12 ore ti frega sul carburante e non lo sai: come funziona

Fare benzina nel momento sbagliato può significare trovare un prezzo più alto, ma una nuova regola prova a rendere finalmente più prevedibili i rincari alla pompa.

Il principio è semplice: esiste un solo momento della giornata in cui il prezzo può aumentare, mentre nelle ore successive sono consentiti esclusivamente ribassi. Sulla carta dovrebbe essere una tutela per gli automobilisti. I primi controlli, però, hanno fatto emergere migliaia di variazioni sospette e differenze enormi tra una catena e l’altra.

La regola delle 12: quando il prezzo può salire e perché cambia tutto

La nuova norma stabilisce che il prezzo di benzina e diesel può aumentare una sola volta al giorno e precisamente alle 12:00. Superato quel momento, fino al mezzogiorno successivo, alla stazione di servizio sono consentite soltanto riduzioni del prezzo. Un sistema pensato per rendere più leggibile un mercato dove le tariffe potevano cambiare continuamente nell’arco della stessa giornata.

Prima dell’introduzione della regola, infatti, un distributore poteva modificare mediamente il proprio listino anche venti volte in ventiquattro ore. Per chi doveva fare rifornimento significava avere poche certezze: il prezzo visto al mattino poteva essere molto diverso qualche ora dopo.

Il nuovo meccanismo prova quindi a creare un punto di riferimento. Se dopo mezzogiorno il prezzo cambia, dovrebbe farlo soltanto verso il basso. Tutte le variazioni vengono registrate in un sistema centrale di monitoraggio, ed è proprio analizzando quei dati che sono emerse le prime anomalie.

Migliaia di rincari fuori orario: una compagnia spicca su tutte

Il caso più evidente riguarda Esso. Nel periodo analizzato sono stati rilevati 2.772 aumenti considerati irregolari in 302 delle sue 1.151 stazioni di servizio. Significa che più di un distributore su quattro sarebbe stato coinvolto almeno una volta.

Pompe di benzina e auto in rifornimento con orologio che segna le 12:00 in una stazione di servizio

Orologio alle 12:00 in una stazione di servizio: immagine simbolo della regola tedesca sugli aumenti del carburante a mezzogiorno.

Il dato diventa ancora più interessante guardando l’entità dei rincari. L’aumento medio rilevato fuori dall’orario previsto è stato di 10,7 centesimi al litro. Su un pieno da 50 litri significa oltre 5 euro di differenza, una cifra tutt’altro che trascurabile per chi utilizza l’auto ogni giorno.

Anche BFT compare tra gli operatori con più anomalie: 1.479 variazioni distribuite su 178 dei 566 impianti analizzati, pari al 31,4% della rete. In questo caso c’è però una particolarità: BFT riunisce diversi gestori indipendenti, responsabili direttamente della propria politica dei prezzi.

Il confronto con Aral rende però la situazione ancora più curiosa. La catena più grande del mercato interessato, con 2.168 stazioni, avrebbe registrato appena 24 violazioni in 16 impianti, circa lo 0,7% del totale. Una differenza enorme che mette in dubbio l’idea che il problema dipenda soltanto da difficoltà tecniche.

Server sovraccarichi o prezzi cambiati davvero? Il dettaglio da conoscere

Una delle spiegazioni avanzate dagli operatori riguarda proprio il sistema informatico. Se migliaia di stazioni provano a comunicare contemporaneamente i nuovi prezzi alle 12 in punto, il server centrale può rallentare. Un ritardo nella trasmissione potrebbe quindi far apparire fuori orario una variazione effettuata correttamente.

Il problema è che il comportamento molto diverso tra le varie compagnie rende questa spiegazione meno convincente. Se il collo di bottiglia fosse esclusivamente tecnico, ci si aspetterebbero percentuali di anomalie più simili. E invece alcuni operatori riescono quasi sempre a rispettare la finestra prevista.

Per gli automobilisti potrebbe presto arrivare anche uno strumento di controllo diretto: l’app mehr-tanken sta preparando una funzione con cui gli utenti potranno segnalare eventuali rialzi sospetti del carburante. L’obiettivo è aumentare la trasparenza e rendere più facile capire quando un prezzo è cambiato in modo anomalo.

C’è però una precisazione importante per chi legge dall’Italia: la cosiddetta regola delle 12 è stata introdotta in Germania dal 1° aprile 2026 e non è attualmente una norma italiana. Il modello prende spunto da quello già adottato in Austria e viene osservato con interesse anche negli altri Paesi europei, proprio perché potrebbe cambiare il modo in cui gli automobilisti scelgono l’orario in cui fare rifornimento.

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