Le nuove serie di Buoni Fruttiferi valgono oro: rendimento record in poco tempo

I buoni fruttiferi postali a 4 anni tornano sotto i riflettori dei risparmiatori.
I buoni fruttiferi postali a 4 anni tornano sotto i riflettori dei risparmiatori.
Le nuove serie di Buoni Fruttiferi valgono oro: rendimento record in poco tempo

Dal 24 luglio 2026, a Roma, Cassa Depositi e Prestiti ha ritoccato le condizioni di alcune serie collocate da Poste Italiane, nel tentativo di rendere più appetibile il risparmio postale in una fase in cui i tassi restano alti e il confronto con conti deposito e BTP è ancora molto stretto. La domanda, per chi pensa di mettere da parte 5.000 euro, è concreta: quanto si incassa davvero alla fine?

La revisione decisa da Cassa Depositi e Prestiti riguarda anche due prodotti a medio termine: il Buono 4 anni Plus e il Buono Soluzione Eredità. CDP, controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, emette i buoni fruttiferi postali e i libretti; Poste Italiane li colloca agli sportelli e, quando previsto, anche tramite i propri canali digitali.

Il nuovo assetto dei rendimenti è partito il 24 luglio 2026, dopo mesi in cui diversi strumenti del reddito fisso avevano già offerto ritorni più generosi rispetto al passato. Per chi valuta un investimento da 5.000 euro, il punto è capire quanto resta in tasca, al netto delle tasse, portando il buono fino alla scadenza dei 4 anni. La risposta non è uguale per tutti: cambia in base al prodotto scelto e ai requisiti richiesti.

Buono 4 anni Plus, quanto rende davvero su 5.000 euro

Il Buono 4 anni Plus, nuova serie TF504A260724 in vigore dal 24 luglio 2026, offre un rendimento annuo lordo a scadenza del 2,00%, pari a circa 1,76% netto. La serie precedente, la TF504A260408, valida dall’8 aprile al 23 luglio 2026, si fermava all’1,50% lordo annuo. Mezzo punto in meno: per un prodotto pensato soprattutto per famiglie e piccoli risparmiatori non è una differenza da poco.

Mani che controllano documenti finanziari con calcolatrice, calendario da tavolo e banconote in euro su una scrivania
Simulazione di risparmio: calcoli, calendario e banconote per valutare il rendimento di 5.000 euro in 4 anni.

Su un investimento ipotetico di 5.000 euro, il guadagno netto complessivo a scadenza è di 360,64 euro. Il montante finale arriva quindi a circa 5.360,64 euro. Il calcolo si basa sul coefficiente netto finale indicato per la serie, pari a 1,07212814; quello lordo è 1,08243216. Numeri tecnici, certo, ma servono a capire il risultato finale.

Il buono può essere sottoscritto da chi ha i requisiti ordinari dei BFP: maggiore età, disponibilità di un libretto postale o di un conto corrente postale, taglio minimo di 50 euro e relativi multipli. Il rimborso anticipato è sempre possibile, come indicato da Poste nelle schede informative. Ma se si esce prima dei quattro anni, viene restituito solo il capitale versato, senza gli interessi maturati. In pratica: i soldi si possono riprendere, il rendimento no.

Buono Soluzione Eredità, requisiti e guadagno finale

Il Buono Soluzione Eredità, nuova serie TF404A260724, offre condizioni più alte. Il rendimento annuo lordo a scadenza è salito al 2,50%, contro il 2,00% della serie precedente TF404A260408. Portato fino alla scadenza dei quattro anni, il rendimento lordo complessivo supera il 10%; quello netto si attesta intorno al 9,083%.

Tradotto su 5.000 euro, il guadagno netto stimato è di 454,18 euro, con un importo finale vicino a 5.454,18 euro. È il risultato migliore tra i due buoni presi in esame. Ma c’è un limite importante: non è un prodotto aperto a tutti. Il Buono Soluzione Eredità è riservato ai beneficiari di un procedimento successorio concluso in Poste Italiane.

La sottoscrizione può avvenire dal giorno successivo alla chiusura dell’iter successorio e fino al 90° giorno dalla liquidazione delle somme agli aventi diritto. Non si fa online: bisogna andare in ufficio postale. Anche qui il taglio minimo è di 50 euro. E anche qui il riscatto anticipato è consentito, ma con la regola tipica dei buoni postali: uscendo prima della scadenza si rinuncia agli interessi.

Conto deposito e BTP, il confronto non è solo sui tassi

Nel confronto con le alternative, i buoni fruttiferi postali a 4 anni restano strumenti semplici: non subiscono oscillazioni di mercato e il capitale può essere rimborsato in ogni momento. Sul rendimento, però, alcuni conti deposito vincolati continuano a proporre condizioni più alte. Sul mercato si trovano offerte fino al 3,50% annuo lordo, che al netto della ritenuta fiscale del 26% scendono intorno al 2,59%, prima di considerare l’imposta di bollo.

Su 5.000 euro, un conto deposito quadriennale ai livelli più elevati può generare un guadagno netto vicino a 478 euro, dopo imposte e bollo, secondo le simulazioni basate sulle migliori offerte disponibili. Non tutte le banche, però, arrivano a quei rendimenti: molte si fermano al 3,30%, al 3,20% o anche meno. E le condizioni su svincolo, pagamento degli interessi e penali cambiano molto da istituto a istituto.

Per i titoli di Stato, il BTP Tf 0,95% agosto 2030, codice ISIN IT0005403396, mostra un rendimento intorno al 3,15% lordo, circa 3,01% netto, grazie a prezzi sotto la pari, nell’area di 91,85. Qui però il rendimento dipende anche dalle quotazioni. Se il prezzo sale, il risparmiatore può vendere prima della scadenza con un guadagno; se scende, può invece registrare una perdita in conto capitale. Non è un passaggio secondario.

Il buono postale, al contrario, non richiede dossier titoli, non passa dalla profilazione MiFID e non espone alle oscillazioni giornaliere del mercato. Per chi cerca stabilità, capitale sempre rimborsabile e accesso anche con somme contenute, resta una strada semplice. Chi invece punta al rendimento più alto deve confrontare con attenzione conto deposito e BTP, guardando non solo al tasso, ma anche a vincoli, tasse, tempi e reale possibilità di uscire prima.

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