Eppure esiste una forma di monitoraggio molto meno evidente ma potenzialmente più pervasiva: il fingerprinting del dispositivo.
Si tratta di tecniche che non usano identificativi diretti come email o ID pubblicitari, ma sfruttano una combinazione di segnali tecnici generati dallo smartphone durante il normale utilizzo. Parametri come configurazioni di sistema, caratteristiche hardware, lingua e versione del sistema operativo possono essere letti e combinati per creare un profilo unico e persistente.
Come nasce un profilo invisibile
A differenza dei sistemi basati su consenso o login, questo metodo utilizza dati accessibili dalle interfacce del sistema operativo. Singolarmente queste informazioni non identificano nessuno, ma insieme costruiscono una vera impronta digitale del dispositivo.

Profili invisibili che ti registrano – Webnews.it
Anche in presenza di restrizioni sempre più severe introdotte dalle piattaforme mobili, il fenomeno resta difficile da eliminare. Apple, ad esempio, ha limitato l’accesso a identificatori persistenti e rafforzato il controllo sul tracciamento pubblicitario. Tuttavia, il fingerprinting continua a funzionare perché si basa su elementi legittimi e non su vulnerabilità.
Per rendere comprensibile questo processo è stato sviluppato Loupe, un progetto open source che analizza i dati esposti dalle API di iOS e li mostra in modo trasparente all’utente.
L’obiettivo è educativo: rendere visibili le informazioni che un’app può leggere e capire come contribuiscono alla costruzione di un’identità tecnica del dispositivo.
Le informazioni vengono suddivise in categorie:
- segnali accessibili senza autorizzazioni,
- dati disponibili solo con permesso,
- funzioni avanzate legate alla persistenza e al comportamento del sistema.
Anche elementi apparentemente innocui — come batteria, fuso orario o lingua — possono diventare parte di un mosaico identificativo.
Open source e trasparenza
Il progetto è stato pubblicato su GitHub con licenza aperta, permettendo analisi e verifiche indipendenti. L’idea centrale è mostrare ciò che il sistema già espone, senza inviare dati verso l’esterno o server remoti.
Il lavoro del team Mysk si inserisce in un contesto più ampio di ricerca sulla privacy digitale e sulla comprensione dei dati raccolti dai dispositivi mobili.
Il punto chiave è che la protezione dagli strumenti pubblicitari tradizionali non elimina completamente il problema. Il fingerprinting sfrutta la combinazione di decine di segnali tecnici per creare profili stabili nel tempo.