Anonymous vendica Megavideo con i DDoS

Marco Grigis,

La chiusura di Megaupload e di Megavideo da parte dell’FBI sta portando a una vera e propria situazione di delirio collettivo sul Web. Sui social network non si parla d’altro e Twitter inizia a dare segni di cedimento, considerato come la nota “balena” – il segnale di problemi di banda per la piattaforma – inizi ad apparire con una certa frequenza.

Ma a funzionare a stento non è solo il microblogging, ma anche il sito della giustizia americana e le versioni a stelle e strisce delle major della musica e dell’intrattenimento. La causa? Degli attacchi di tipo DDoS ben mirati che, stando alle dichiarazioni apparse su Twitter, sarebbero stati orchestrati per protesta da Anonymous.

Tra i target dei vendicatori di Megaupload ci sono justice.gov, universalmusic.com, RIAA.org MPAA.org, ma la lista è destinata ad aumentare nelle prossime ore considerato come Anonymous abbia lasciato intendere di non volersi fermare nella sua azione di disturbo. Colpiti, affondati: dall’annuncio all’irraggiungibilità dei siti presi di mira passano soltanto pochi minuti, dimostrando così una potenza di fuoco di enorme efficacia.

A pochi minuti dall’annuncio della cessazione del famoso servizio di web hosting e del relativo sistema di streaming, con l’arresto del fondatore Kim Schimitz e la sua possibile condanna a oltre 20 anni di carcere, gli anonimi della Rete avevano così commentato:

«Una cosa è certa: aspettateci!»

La promessa è stata mantenuta e, a quanto pare, l’intenzione sarebbe quella di proseguire a tempo indefinito.

Fonte: @AnonOps