Enzo Mazza: AGCOM, “profonda delusione”

Giacomo Dotta,

La Federazione Industria Musicale Italiana saluta con «profonda delusione» la chiusura del mandato di Corrado Calabrò ai vertici AGCOM. Il commento di Enzo Mazza, Presidente FIMI, al discorso di commiato del Garante per le Comunicazioni è del tutto esplicito:

Il Presidente Calabrò oggi ha di fatto sancito la resa dell’Autorità, consegnando virtualmente la maglia dell’Agcom agli ultras della pirateria. Bene ha fatto l’amministrazione Obama ha mantenere l’Italia nella lista nera dei Paesi con scarsa tutela dei diritti di proprietà intellettuale a causa della mancata adozione del regolamento Agcom, ampiamente promesso anche dal Presidente dell’Autorità in più occasioni. Situazione resa ancora più paradossale dal fatto che la Spagna é invece uscita dalla lista nera con l’adozione di una nuova norma antipirateria

Trattasi di una presa di posizione dovuta al fatto che l’AGCOM chiude il proprio mandato senza approvare quel regolamento sul copyright a lungo discusso e per il quale l’Authority sperava in un appoggio dal Governo (venuto invece a mancare). Calabrò, pur sostenendo la causa dell’antipirateria, si è chiamato fuori dal problema e non ha pertanto inciso, lasciando la patata bollente nelle mani di chi ne prenderà il posto.

La FIMI però non intende mollare la presa e ricorda pertanto quali siano le dimensioni del fenomeno su cui si intende intervenire con una misura ad hoc. In Italia, infatti, secondo i dati di Comscore, circa il 26% degli utenti di internet avrebbe accesso a servizi illegali di download: «Proprio in questa fase nella quale si sta sempre più affermando il mercato digitale della musica, in Italia secondo i dati Deloitte, nel primo trimestre del 2012, la musica online ha superato il 30% del totale mercato, con una crescita del 44%, sarebbe stato necessario dare un segnale all’offerta illecita con un provvedimento coraggioso. Alla fine però abbiamo assistito ad un discutibile dietro-front che di certo non ha messo in buona luce il nostro Paese nei confronti dei principali partner commerciali stranieri».