Italia-programmi: piccoli Easy Download crescono

Davide Falanga,

Easy Download ha rappresentato uno dei primi esempi di truffa ai danni degli utenti legata al download di software gratuito. Italia-programmi.net vuole ora ricalcarne le orme, proponendo un servizio del tutto simile al portale finito nel mirino delle associazioni dei consumatori e condannato a versare un indennizzo pari a 960 mila euro. Associazioni dei consumatori che, tramite l’ADUC, segnalano ora all’Antitrust una possibile pratica commerciale ingannevole da parte di Italia-programmi.net.

Il modus operandi è di fatto simile a quello di Easy Download: promuovendo il proprio posizionamento nei risultati delle ricerche mediante l’acquisizione di keyword mediante AdWords di Google, infatti, la società alle spalle del sito web (Estesa Limited, con sede nella Repubblica delle Seychelles) è riuscita a collocare i propri link ingannevoli in cima alle SERP, ognuno caratterizzato dalla parola “gratis” accanto al nome di un determinato software. Per accedere al download è necessario registrarsi tramite un apposito modulo, nel quale risiede il vero e proprio tranello.

Procedendo nella registrazione si accetta infatti un contratto che obbliga l’utente a versare la somma di 96 euro come canone di abbonamento al servizio. Tale cifra non viene però richiesta immediatamente, lasciando trasparire un’essenza gratuita alla base del portale: solo una volta scaduti i tempi utili per esercitare il proprio diritto di revoca si riceve l’email nella quale Estesa Limited richiede il pagamento. All’orizzonte sembra dunque giungere un nuovo caso Easy Download, con l’Antitrust che dovrà verificare la legittimità dell’operato del gruppo ed emettere un’eventuale sentenza.

Impossibile, ad oggi, ricollegare direttamente la nuova truffa ai responsabili della precedente. Le analogie sono però molte e tale possibilità non può essere negata a priori. Le indagini approfondiranno lo schema truffaldino, ma l’urgenza è anzitutto quella di fermare la truffa ed informare gli utenti del nuovo pericolo in atto.

Fonte: ADUC