La Kodak è prossima al fallimento

Giacomo Dotta,

131 anni di storia ed un marchio noto in tutto il mondo non bastano a salvare una azienda dal baratro. E non serviranno alla Eastman Kodak a salvarsi dal fallimento, triste traguardo a cui il gruppo sembra ormai ineludibilmente destinato da tempo.

Secondo quanto trapelato nelle ultime ore, infatti, tutte le carte sarebbero ormai pronte: la Kodak sarebbe ormai prossima all’accesso al regime tutelato dalla “Chapter 11“, la normativa USA che pilota le aziende verso il fallimento per una caduta morbida a garanzia dei creditori e dei dipendenti. Quanto successo pochi mesi or sono al gruppo Blockbuster, insomma, sta per succedere ora al gruppo che nel mondo si è fatto conoscere per le sue pellicole e le sue macchine fotografiche, con i titoli di coda pronti a scorrere su di una azienda che ha letteralmente scritto la storia della fotografia (e della pubblicità, per chi ricorda il famoso “Ciripiripì”).

Entro il mese di febbraio, secondo quanto ipotizzato in queste ore (pur ovviamente senza conferme ufficiali da parte del gruppo) la Kodak avvierà le pratiche e chiuderà così definitivamente la propria storia. L’asset di maggior valore, e quindi tra i più appetibili in sede di vendita, saranno centinaia di brevetti che gran parte del mondo della tecnologia tenterà di far propri.

Occorre ricordare infatti come la Kodak abbia tra le proprie invenzioni anche la macchina fotografica digitale, pur non essendo però riuscita a traghettare fuori dalla tradizione il proprio modello di business e quindi senza aver mai realmente lucrato sui risultati della propria ricerca.