Piovono OLPC sulle popolazioni isolate

Giacomo Dotta,

L’ultima di Nicholas Negroponte ha dell’incredibile: alla luce delle difficoltà che il progetto OLPC (One Laptop Per Child) sta vivendo, l’idea è quella di tentare una sorta di ultima spiaggia tanto spettacolare quanto improbabile. L’ipotesi infatti è quella di lanciare gli OLPC da un elicottero, per verificare a posteriori quali conseguenze possano aver avuto sulle popolazioni locali.

Boutade? Forse. Ma la notizia è questa ed è stata illustrata dallo stesso Negroponte all’Open Mobile Summit di San Francisco. Il progetto è quello di riuscire, entro un anno, a gettare letteralmente da un elicottero dei tablet OLPC a popolazioni isolate in territori impervi, raggiungendo così con la tecnologia delle comunità altrimenti irraggiungibili con altri sistemi di trasporto. Ma il lancio ha anche un altro significato: l’idea è quella di evitare il contatto, mettendo semplicemente a disposizione delle popolazioni uno strumento.

Tutto nasce sul presupposto per cui, secondo alcune teorie, anche se un bambino non è capace a leggere e scrivere, potrebbe imparare se solo messo davanti al giusto strumento. Negroponte intende mettere alla prova questo teorema lanciando gli OLPC e poi tornando a distanza di tempo per verificare quale sia stato l’impatto sulle comunità coinvolte.

La promessa del tablet a manovella è mutato più volte nel tempo, vendendo milioni di unità pur senza mai raggiungere gli obiettivi prefissati. Cambia il concept, cambia il software, non cambia Negroponte: l’OLPC rimane un progetto fatto più di disegni che non di risultati concreti nel tentativo di erudire popolazioni lontane dalla civiltà o paesi del terzo mondo che ambiscono ad iniziare un percorso di crescita.