Sabam/Scarlet: una sentenza quasi rivoluzionaria

Giacomo Dotta,

La sentenza Sabam/Scarlet ha fatto molto discutere nelle ultime ore. Chi la considera storica, chi la considera una pistola a salve, chi ne guarda all’applicazione concreta senza intravedere proiezioni di particolare portata sulla giurisprudenza comunitaria. Rimane, in ogni caso, una sentenza destinata a segnare un precedente e, limitatamente o meno al caso Sabam, rimarrà un punto di riferimento per il settore.

Il Sole 24 ore la considera una sentenza “sopravvalutata”: nell’analisi della decisione della Corte di Giustizia, infatti, emerge una minore incisività rispetto a quanto aveva proposto invece l’Avvocato Generale Pedro Cruz Villalón e ciò dirime sì nel modo giusto la questione, ma si astiene invece dal porre paletti ben più solidi che il settore possa sfruttare in futuro. Dello stesso avviso l’interessante analisi di Francesco Paolo Micozzi, secondo cui «ci troviamo di fronte ad una sentenza certamente interessante e di enorme impatto sulle vicende giudiziarie degli Internet Service Provider ma che, probabilmente, avrebbe potuto vestire i panni di “pietra miliare” qualora dalla Corte di Giustizia fosse giunto un approfondimento maggiore sulla prima questione pregiudiziale sollevata da Scarlet».

Nel contempo Confindustria Cultura Italia aveva già preso posizione rivendicando il proprio diritto a veder tutelata la battaglia contro la pirateria, fermo restando il diritto dell’utenza a veder rispettati i propri diritti online.

Una sentenza, insomma, che per mancanza di incisività rischia ora di poter essere tirata per la giacchetta e sfruttata a piacimento dall’una e dall’altra parte in base alle necessità interpretative del momento. Qualcosa di solido, però, rimane: gli ISP non possono essere considerati i controllori della Rete e qualsivoglia filtro preventivo non può essere accettato in nessun paese dell’UE.

E di qui occorre ripartire.

Fonte: Il Sole 24 Ore • Via: LeggiOggi