Numeri sulla valvola del riscaldamento: il livello 3 non significa quello che la maggior parte delle persone pensa

Con l’arrivo del freddo, da settembre in poi, milioni di famiglie tornano a mettere mano alla manopola del termosifone.
Con l’arrivo del freddo, da settembre in poi, milioni di famiglie tornano a mettere mano alla manopola del termosifone.
Numeri sulla valvola del riscaldamento: il livello 3 non significa quello che la maggior parte delle persone pensa

Spesso, però, quei numeri sul termostato del radiatore vengono letti nel modo sbagliato: non indicano la potenza del calore, ma la temperatura da raggiungere nella stanza. Capirlo fa la differenza, anche sulla bolletta. Il tema, rilanciato dal portale tedesco Netzwelt, riguarda da vicino anche le case italiane, dove girare la valvola sul 5 viene ancora visto come un modo per scaldare prima. Ma non funziona così. Ed è proprio da questo equivoco che nascono molti sprechi.

Il punto è semplice: il termostato del termosifone non è un acceleratore. Non dà più “spinta” al radiatore. Serve invece a stabilire a quale temperatura ambiente la valvola deve ridurre, o fermare, il passaggio dell’acqua calda. Se si alza il livello, quindi, l’impianto non scalda più in fretta: continua solo a lavorare più a lungo, finché la stanza non arriva a una temperatura più alta.

Dentro la testa termostatica c’è un elemento sensibile al calore, spesso un materiale che si dilata quando la temperatura sale. Man mano che l’aria si scalda, questo elemento si espande e spinge un piccolo pistone, che chiude la valvola e limita il passaggio dell’acqua calda. A quel punto il radiatore smette di scaldare, o comunque riduce il calore.

Il meccanismo è lineare, ma non sempre immediato da capire. “Molti utenti pensano che il numero 5 serva per dare una spinta iniziale”, ricordano da tempo anche le associazioni dei consumatori nei consigli sul risparmio energetico domestico. In realtà significa solo chiedere al termosifone di arrivare a una temperatura più alta. Con consumi più alti.

Da 1 a 5: la mappa delle temperature e il ruolo dell’antigelo

Nei termostati tradizionali dei radiatori, i numeri corrispondono di solito a temperature indicative. La scala più comune parte dall’asterisco, cioè dalla funzione antigelo: mantiene la stanza attorno ai 6 gradi ed è utile per evitare danni alle tubature in locali non abitati o in case lasciate vuote per qualche giorno.

Mano che regola la valvola termostatica del termosifone sul numero 3 in un soggiorno con luce invernale
Una mano imposta il termostato del radiatore su 3, richiamando l’uso corretto dei numeri per evitare sprechi e risparmiare energia.

Il livello 1 vale in genere circa 12 gradi, il 2 circa 16 gradi, il 3 circa 20 gradi, il 4 circa 24 gradi e il 5 arriva intorno ai 28 gradi. Sono valori medi, non assoluti. Possono cambiare in base al modello della valvola, alla posizione del termosifone, all’isolamento della casa e anche a dettagli molto pratici, come tende pesanti davanti al radiatore.

Nelle abitazioni, la regolazione più usata resta il livello 3, che porta la stanza attorno ai 20 gradi: una temperatura adatta, in genere, a soggiorni e cucine. In bagno può servire salire verso il 4, soprattutto nei momenti di utilizzo. In camera da letto, invece, spesso basta il 2, in particolare di notte. Corridoi e zone di passaggio possono restare tra 1 e 2. Sembrano piccole scelte, ma ripetute ogni giorno incidono.

Gli errori più comuni: alzare a 5 non scalda prima e fa salire i costi

L’errore classico è rientrare in casa, sentire freddo e girare subito la valvola termostatica sul 5. Il termosifone, però, non diventa più veloce. Continuerà semplicemente a scaldare finché la stanza non raggiungerà una temperatura molto alta, spesso più alta del necessario. Il conto arriva dopo, in bolletta.

Secondo le indicazioni diffuse dalle associazioni dei consumatori europee, ogni grado in meno nella temperatura interna può ridurre i consumi di riscaldamento di circa il 6%. Una differenza non da poco, soprattutto quando il gas resta una delle spese più pesanti per le famiglie. Non si tratta di stare al freddo, ma di evitare impostazioni esagerate.

C’è anche un altro sbaglio molto comune: coprire il termostato del termosifone con tende, mobili o copritermosifoni troppo chiusi. In quel caso la valvola legge una temperatura falsata, perché l’aria vicino al radiatore si scalda più in fretta rispetto al resto della stanza. Il sistema può chiudere troppo presto, lasciando l’ambiente freddo, oppure funzionare male. Un dettaglio da casa, certo. Ma conta.

La checklist per l’inverno: stanze, ricambio d’aria, polvere e termostati smart

Prima che il freddo entri davvero nel vivo, conviene controllare i radiatori. Si parte dallo sfiato dei termosifoni: se c’è aria nell’impianto, il calore si distribuisce peggio e il rendimento cala. Non serve mettere la manopola sul 5 durante questa operazione. Per molti impianti basta seguire le indicazioni del tecnico o dell’amministratore, tenendo la regolazione su livelli bassi o sulla funzione antigelo quando richiesto.

Poi c’è la gestione delle stanze. Soggiorno e cucina possono restare intorno al livello 3, il bagno al 4 nei momenti in cui viene usato, la camera al 2 e i locali di passaggio più bassi. Attenzione, però, a non esagerare al contrario: se le pareti restano fredde troppo a lungo e l’umidità aumenta, cresce il rischio di muffa, soprattutto negli angoli e dietro gli armadi.

Anche il ricambio d’aria va fatto con un po’ di buon senso. Meglio aprire bene le finestre per pochi minuti, con aerazione intensa e incrociata, invece di lasciarle socchiuse per ore disperdendo calore. Prima dell’accensione stabile, poi, una passata di panno sui radiatori aiuta a togliere la polvere, che ostacola lo scambio di calore e peggiora la qualità dell’aria.

Per chi preferisce automatizzare la gestione, i termostati smart permettono di impostare orari, temperature diverse da una stanza all’altra e funzioni come il rilevamento della finestra aperta. Non fanno miracoli, ma evitano molte dimenticanze: il riscaldamento si abbassa quando la casa è vuota e riparte prima del rientro. Alla fine, spesso, il risparmio nasce proprio da qui: da una manopola capita meglio e usata con meno fretta.

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