Dal 15 aprile, con un mese di tolleranza fino al 15 maggio, per molti automobilisti torna il momento di controllare le gomme. Su strade e autostrade dove valgono le ordinanze, gli pneumatici estivi devono essere in regola con quanto riportato sulla carta di circolazione. Non è solo una questione di multe: gomme fuori stagione o con codici sbagliati possono pesare anche sulla sicurezza.
Per riconoscere le gomme estive non bisogna aspettarsi un simbolo chiaro e uguale per tutti. Nella maggior parte dei casi, infatti, una marcatura specifica non c’è. Lo pneumatico estivo si riconosce soprattutto per quello che manca: se sulla spalla non compaiono M+S e, soprattutto, il simbolo 3PMSF — la montagna a tre cime con il fiocco di neve — è molto probabile che si tratti di una gomma pensata per la stagione calda.
Anche il battistrada dà qualche indizio. Gli pneumatici estivi hanno di solito tasselli più pieni, poche lamelle e scanalature longitudinali ben visibili, utili a spostare l’acqua sull’asfalto bagnato e a ridurre il rischio di aquaplaning. La mescola rende meglio sopra i 7 gradi, quando offre una guida più precisa e una minore resistenza al rotolamento. Sotto quella temperatura, invece, tende a indurirsi. E non è un dettaglio da poco.
M+S e 3PMSF, i simboli da leggere per non sbagliare stagione
La sigla M+S, cioè “Mud and Snow”, fango e neve, è una delle più fraintese dagli automobilisti. Indica una caratteristica dichiarata dal costruttore sul disegno del battistrada, ma da sola non certifica il superamento di prove specifiche sulla neve secondo gli standard europei. In Italia, nelle ordinanze invernali, la marcatura M+S è ancora valida per circolare, ma sul piano tecnico non garantisce le stesse prestazioni di una gomma invernale certificata.
Diverso il caso del 3PMSF, acronimo di “Three Peak Mountain Snowflake”. Quel simbolo, regolato da norme internazionali UNECE, indica che lo pneumatico ha superato test minimi di aderenza sulla neve. Se compare sulla spalla, non si tratta di una gomma estiva pura: può essere uno pneumatico invernale oppure un quattro stagioni omologato per freddo e neve. Per questo, al cambio stagionale, guardare la spalla resta il controllo più semplice. Una torcia, pochi secondi, e spesso il dubbio è già risolto.
Misure, indici e DOT: cosa dicono davvero le scritte sul fianco
Oltre ai simboli stagionali, sulla spalla ci sono le informazioni tecniche che devono combaciare con quelle indicate sul libretto. Una sigla come 205/55 R16 91V, per esempio, dice parecchio: 205 è la larghezza nominale in millimetri, 55 il rapporto tra altezza e larghezza, R indica la struttura radiale, 16 il diametro del cerchio in pollici. Il numero 91 è l’indice di carico, mentre la lettera V indica il codice di velocità, in questo caso fino a 240 km/h.
Poi c’è il codice DOT, spesso ignorato. Le ultime quattro cifre indicano settimana e anno di produzione: 0524, ad esempio, significa quinta settimana del 2024. Non è una scadenza automatica, ma aiuta a capire quanti anni ha la gomma e a valutarne le condizioni insieme a battistrada, screpolature e consumo irregolare. Altre scritte, come Tubeless, XL, Extra Load o le marcature legate ad alcune case automobilistiche, completano il quadro. «Non basta che la gomma entri nel cerchio», ripetono molti gommisti: deve essere quella giusta per quell’auto.
Cambio gomme e sicurezza, quando lo pneumatico sbagliato costa caro
Il rischio multe riguarda soprattutto chi, finito l’inverno, continua a viaggiare con pneumatici M+S con un codice di velocità più basso rispetto a quello previsto dalla carta di circolazione. La deroga è ammessa nel periodo invernale, di norma dal 15 novembre al 15 aprile, con tolleranza fino al 15 maggio per il cambio. Dopo quella data, secondo le indicazioni ministeriali, le gomme devono rispettare in pieno misure, indice di carico e codice di velocità riportati sul libretto. Altrimenti si rischiano sanzioni e, nei casi di non conformità, anche problemi alla revisione o durante un controllo su strada.
Ma non è solo burocrazia. Usare gomme invernali in piena estate può allungare gli spazi di frenata, aumentare l’usura e rendere l’auto meno stabile nei cambi di direzione, soprattutto con asfalto caldo e carichi pesanti. Le quattro stagioni, se omologate e compatibili con il veicolo, restano una possibilità per chi fa pochi chilometri o vive in zone dal clima mite, ma sono comunque un compromesso. Prima di partire, specie per rientri o viaggi lunghi, un controllo dal gommista può evitare discussioni, spese impreviste e rischi. Perché quei numeri sulla spalla, piccoli e spesso sporchi di polvere, raccontano più di quanto sembri.