Dal 2021 il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà ha sostituito definitivamente la vecchia Carta di Circolazione e il Certificato di Proprietà, rendendo la gestione dei documenti del veicolo più digitale e, almeno sulla carta, più semplice. Questo non significa però che il passaggio di proprietà sia gratuito o dai costi imprevedibili: conoscere in anticipo l’ammontare della spesa resta importante per chi si appresta ad acquistare o vendere un’auto usata nel 2026.
Il costo complessivo si compone di due categorie di spesa ben distinte. La prima riguarda le spese fisse, uguali in tutta Italia e indipendenti dalla potenza del veicolo, che ammontano complessivamente a 101,20 euro: 32 euro di imposta di bollo per la registrazione al PRA, 10,20 euro di diritti della Motorizzazione Civile, 27 euro di emolumenti ACI, 16 euro di imposta di bollo per il Documento Unico e altri 16 euro di marca da bollo per l’autentica delle firme.
La seconda categoria è quella delle spese variabili, legate all’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT), che rappresenta di gran lunga la voce più consistente. Per le auto fino a 53 kW, circa 72 CV, si applica una tariffa fissa di 150,81 euro; oltre questa soglia, l’importo si calcola moltiplicando 3,56 euro per ogni kW di potenza complessiva.
Cosa cambia per il passaggio di proprietà
Le singole province possono però aumentare questa tariffa fino a un massimo del 30%, maggiorazione che la maggior parte dei territori applica già oggi per intero, portando la tariffa fino a 196,05 euro per i veicoli meno potenti e a circa 4,63 euro per ogni kW oltre quella soglia.

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Facendo qualche simulazione pratica, ipotizzando di vivere in una provincia con la maggiorazione IPT al 30% come Milano, Roma, Torino o Napoli, per una citycar da 50 kW (circa 68 CV) la spesa totale con gestione fai da te si ferma a 297,25 euro. Per una berlina o un crossover medio da 85 kW (circa 115 CV) si sale a 494,75 euro, mentre per un Suv o un’auto ad alte prestazioni da 150 kW (circa 204 CV) il totale arriva a 795,70 euro.
Chi non rispetta i tempi previsti rischia sanzioni non trascurabili. L’articolo 94 del Codice della Strada stabilisce che la trascrizione al PRA e l’aggiornamento del Documento Unico debbano avvenire entro 60 giorni dalla data dell’autentica della firma sull’atto di vendita. Superato questo termine, scatta una sanzione amministrativa che va da 363 fino a 1.813 euro, con il contestuale ritiro della carta di circolazione se il veicolo viene trovato a circolare su strada. A questa si aggiunge anche una sanzione tributaria per il ritardato pagamento dell’IPT, pari al 30% dell’importo dovuto più gli interessi maturati per ogni giorno di ritardo.
Sul fronte del risparmio, le imposte fisse statali e l’IPT non sono riducibili in alcun modo: l’unico margine di manovra riguarda i costi di intermediazione della pratica. Scegliendo di effettuare il passaggio di proprietà online, senza rivolgersi a una delegazione ACI o a un’agenzia di pratiche auto, il risparmio può variare dai 100 ai 200 euro.
Rivolgendosi direttamente allo Sportello Telematico dell’Automobilista si pagano infatti solo le tasse dovute, senza alcun costo aggiuntivo di agenzia. Se acquirente e venditore non possono recarsi insieme allo sportello della Motorizzazione, il venditore può autenticare la firma anche presso gli Uffici Anagrafe del proprio Comune, pagando in quel caso solo il costo della marca da bollo da 16 euro.
Esistono infine alcune riduzioni specifiche da non dimenticare: per i veicoli storici immatricolati da oltre 30 anni si applica un’IPT ridotta e fissa pari a 51,65 euro, mentre per i titolari di legge 104 che acquistano veicoli adattati o destinati al proprio trasporto è prevista la totale esenzione dall’IPT.
Dal punto di vista pratico, chi sceglie la strada del fai da te deve mettere in conto anche il tempo da dedicare alla pratica: presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista occorre presentarsi muniti di documento d’identità, codice fiscale di acquirente e venditore, atto di vendita con firme autenticate e il Documento Unico originale del veicolo. La procedura, una volta completata, aggiorna contestualmente sia la parte di proprietà sia quella di circolazione, evitando i tempi doppi che in passato caratterizzavano la gestione separata di PRA e Motorizzazione.
Va infine ricordato che il passaggio di proprietà non esaurisce da solo gli adempimenti legati al cambio di titolarità di un veicolo: parallelamente occorre gestire anche la voltura dell’assicurazione RC Auto, comunicando la vendita alla propria compagnia e attivando una nuova polizza a nome dell’acquirente, pena il rischio di circolare senza copertura assicurativa valida. Molte agenzie di pratiche auto includono questo servizio nel pacchetto complessivo, un ulteriore motivo per cui il costo dell’intermediazione, seppur evitabile, viene scelto da chi preferisce non doversi occupare personalmente di ogni singolo passaggio burocratico.