Perché tutti dovrebbero fare la calibrazione alla batteria dello smartphone

La calibrazione della batteria può aiutare lo smartphone a mostrare percentuali più affidabili, soprattutto quando compaiono cali improvvisi, spegnimenti anticipati o ricariche anomale.
La calibrazione della batteria può aiutare lo smartphone a mostrare percentuali più affidabili, soprattutto quando compaiono cali improvvisi, spegnimenti anticipati o ricariche anomale.
Perché tutti dovrebbero fare la calibrazione alla batteria dello smartphone

Quando la percentuale della batteria sembra impazzire, una semplice calibrazione può aiutare lo smartphone a stimare meglio quanta energia resta davvero disponibile.

Non serve a rigenerare la batteria né a recuperare capacità persa, ma può rendere più affidabile l’indicatore sullo schermo. È utile soprattutto in presenza di cali improvvisi, spegnimenti anticipati o ricariche che sembrano bloccarsi senza motivo.

I segnali da non ignorare: percentuali ballerine, spegnimenti improvvisi e ricariche bloccate

Il primo indizio è quasi sempre una percentuale della batteria instabile. Il telefono passa dal 30% al 15% in pochi minuti, oppure si spegne anche se sul display risulta ancora carico. Altre volte lo si mette in carica, magari la sera sul comodino, e il numero resta inchiodato lì.

Capita spesso e non vuol dire per forza che la batteria sia guasta. Il sistema di gestione della batteria fa una stima della carica rimasta attraverso misurazioni interne, ma con il tempo può perdere precisione. Google, nelle indicazioni per i dispositivi Pixel, spiega per esempio che una carica completa ogni dieci cicli può aiutare a rendere più accurate le letture. Non recupera capacità persa. Semplicemente, aiuta a leggere meglio quella che c’è.

Android e iPhone, cosa cambia nella calibrazione della batteria

Su Android la procedura più prudente è piuttosto semplice e non prevede di scaricare del tutto il telefono. Google indica di usare il dispositivo normalmente fino a circa il 10%, poi collegarlo a un caricatore compatibile e aspettare che arrivi al 100%. Una volta raggiunta la carica completa, meglio lasciarlo collegato ancora per circa 30 minuti, o per il tempo indicato dal produttore. Poi si scollega e si torna all’uso normale.

Smartphone in carica su un tavolo con icona di batteria quasi scarica, cavo collegato e caricatore in presa

Uno smartphone collegato al caricatore con batteria quasi scarica, immagine che richiama la calibrazione della batteria.

Su iPhone il discorso è diverso: Apple fa calcolare capacità e stato della batteria durante l’uso quotidiano. Con iPhone 11, iPhone 11 Pro e iPhone 11 Pro Max, da iOS 14.5, era stato introdotto un sistema di ricalibrazione automatica che poteva richiedere alcune settimane. Nei modelli più recenti lo stato della batteria si controlla da “Impostazioni”, nella sezione “Batteria”. Da iPhone 15 con iOS 17.4 o versioni successive, Apple mostra anche cicli di carica, capacità massima e altri dati utili.

Quando la calibrazione non basta: batteria consumata, caldo e controlli da fare

Se dopo una carica completa il telefono continua a scaricarsi troppo in fretta, il problema potrebbe essere un altro. Le batterie agli ioni di litio si consumano con il tempo: è normale, succede con i cicli di ricarica, con le abitudini d’uso e anche con le condizioni in cui viene tenuto il dispositivo.

I segnali sono abbastanza chiari: autonomia più bassa, cali improvvisi, spegnimenti senza preavviso. Conta anche la temperatura. Samsung avverte che usare o ricaricare a lungo il telefono con caldo o freddo estremi può accelerare il deterioramento della batteria.

Conviene quindi controllare lo stato della batteria dalle impostazioni, verificare se ci sono aggiornamenti software e usare accessori affidabili. Se il telefono si scalda spesso o l’autonomia crolla anche dopo questi passaggi, meglio farlo vedere all’assistenza. La calibrazione dello smartphone aiuta a leggere meglio la carica, non a far tornare nuova una batteria ormai consumata.

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