POS meno caro per gli esercenti: cosa cambia con il nuovo protocollo del Mef

Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha firmato lunedì 15 giugno 2026, a Roma, un nuovo protocollo d’intesa sui pagamenti POS con banche, prestatori di servizi di pagamento e associazioni degli esercenti.
Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha firmato lunedì 15 giugno 2026, a Roma, un nuovo protocollo d’intesa sui pagamenti POS con banche, prestatori di servizi di pagamento e associazioni degli esercenti.
POS meno caro per gli esercenti: cosa cambia con il nuovo protocollo del Mef

L’obiettivo è abbassare e rendere più chiari i costi delle transazioni elettroniche, soprattutto per negozi, bar, ristoranti e piccole attività.

Protocollo firmato al Mef: chi c’è e quando partiranno le novità

L’accordo arriva dal Tavolo permanente sulle transazioni elettroniche, istituito presso il Dipartimento del Tesoro, e prosegue il percorso avviato dal governo nel luglio 2023 sul tema dei costi dei pagamenti digitali. Al tavolo, ha fatto sapere il Mef, hanno aderito Abi, Apsp, Assofin, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Fipe. Dentro ci sono quindi banche, gestori dei servizi di pagamento e le principali sigle del commercio e dell’artigianato. Il nodo è semplice: spingere l’uso delle carte di pagamento, senza far pesare troppo le commissioni sugli esercenti più piccoli. Il ministero parla di costi da “ridurre, rendere più chiari, trasparenti e confrontabili” per chi accetta pagamenti tramite POS. Non è però una regola che scatta subito e per tutti. Il protocollo dovrà tradursi in offerte commerciali concrete, con tempi legati all’adesione dei singoli operatori e alla pubblicazione dei modelli standard previsti dall’intesa.

Commissioni POS più basse per chi fattura fino a 400 mila euro

La parte più attesa riguarda gli esercenti con fatturato annuo fino a 400 mila euro. È la fascia in cui rientrano molte attività di quartiere: alimentari, edicole, bar, piccoli negozi. Per loro il protocollo prevede offerte promozionali pensate per alleggerire i costi sui pagamenti con carta di importo ridotto, in particolare fino a 30 euro. È il terreno dei micro-pagamenti, da anni al centro del confronto tra commercianti, clienti e istituzioni. Non ci sarà uno sconto unico imposto a tutti. Gli operatori si impegnano invece a preparare proposte più convenienti e più facili da leggere. Una formula flessibile, dunque. Per gli esercenti con fatturato tra 400 mila e 750 mila euro, il testo indica la possibilità di offerte dedicate, costruite su volumi e caratteristiche diverse. Le associazioni di categoria, intanto, aspettano di vedere le condizioni effettive. “Ora bisogna vedere le condizioni reali”, ha spiegato un rappresentante del commercio, sintetizzando la prudenza che circola tra gli addetti ai lavori.

Costi POS più trasparenti: tariffe a confronto sul sito del Cnel

Accanto al taglio delle commissioni, il protocollo punta molto sulla trasparenza dei costi POS. È uno dei punti che gli esercenti segnalano più spesso come problematici nei rapporti con banche e operatori. Canoni mensili, percentuali sulle transazioni, costi fissi, promozioni a tempo: per una piccola impresa capire quale offerta convenga davvero non è sempre facile. Per questo l’intesa prevede modelli standard, uguali per tutti, con cui gli operatori dovranno presentare le proprie condizioni. L’idea è rendere le tariffe più chiare e confrontabili. I modelli saranno pubblicati online sul sito del Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, che diventerà uno dei punti di riferimento per consultare le proposte disponibili. L’obiettivo è evitare che il taglio dei costi resti solo sulla carta o dentro formule commerciali poco comprensibili. Un barista, un artigiano o il titolare di una piccola bottega dovrebbero poter capire rapidamente quanto costa incassare con carta 5, 10 o 30 euro. Meno slogan, più numeri.

Intesa volontaria: nessun tetto alle commissioni POS

Il nuovo protocollo sui pagamenti elettronici non introduce un tetto obbligatorio alle commissioni e non rende gratuite per legge le transazioni di piccolo importo. È un passaggio decisivo, perché chiarisce il peso reale dell’accordo. L’intesa è volontaria e resta aperta: potranno aderire altre associazioni di categoria e anche singoli operatori non iscritti alle organizzazioni firmatarie. Ogni prestatore di servizi di pagamento, però, mantiene la propria autonomia nel fissare le condizioni economiche. Sul testo si è espressa anche l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che non ha rilevato particolari criticità sul fronte della concorrenza proprio perché il protocollo non coordina i prezzi e non impone una tariffa comune. In sostanza, l’accordo spinge verso commissioni più leggere e più chiarezza, ma lascia al mercato il compito di definire le singole offerte. Per gli esercenti, il vantaggio dipenderà quindi dalla qualità delle proposte che arriveranno nelle prossime settimane e dalla possibilità di confrontarle davvero. Il cambio di passo c’è, almeno sulla carta. La prova sarà allo sportello, o davanti al terminale POS, quando arriveranno i nuovi contratti.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti
Change privacy settings
×