È un prodotto di risparmio postale emesso da Cassa Depositi e Prestiti e distribuito da Poste, rivolto a chi porta nuova liquidità entro il 5 novembre 2026. La formula è quella classica: durata di un anno, tasso lordo del 3,25% e garanzia dello Stato.
La nuova serie TF101A260922 del Buono Premium Poste dura 12 mesi e riconosce un rendimento lordo annuo del 3,25%, a patto di arrivare fino alla scadenza. Il funzionamento è lineare: il tasso si conosce subito, non cambia lungo il percorso e non dipende dai movimenti dei mercati. In sostanza, capitale fermo per un anno e rendimento già fissato.
Il buono è emesso da Cassa Depositi e Prestiti, distribuito da Poste Italiane e rientra nel risparmio postale garantito dallo Stato. Il capitale nominale, quindi, non segue l’andamento della Borsa. Un aspetto che conta, soprattutto per i risparmiatori più prudenti. Agli sportelli viene spesso presentato come uno strumento da valutare per la parte più conservativa del portafoglio, fermo restando che ogni scelta va fatta in base alla propria situazione finanziaria.
Il Buono Premium si può sottoscrivere solo in forma dematerializzata, per importi da 50 euro e multipli. Non ci sono costi di sottoscrizione né di rimborso. Restano però le tasse. Ed è proprio tra ritenuta sugli interessi e imposta di bollo che si capisce quanto rende davvero.
Chi può sottoscriverlo: nuova liquidità e scadenza del 5 novembre 2026
Il Buono Premium Poste al 3,25% non è disponibile per tutti in modo indistinto. È riservato ai titolari di Libretto Smart o Libretto Ordinario che portano nuova liquidità nel periodo previsto. La finestra indicata da Poste va dal 18 settembre al 5 novembre 2026, salvo chiusura anticipata dell’offerta.
Per nuova liquidità si intendono le somme versate sui libretti in quel periodo, al netto di eventuali prelievi. Sono ammessi, secondo le condizioni del prodotto, i versamenti con bonifico bancario, assegni bancari o circolari, oppure l’accredito di stipendio o pensione. Non basta quindi spostare soldi già presenti da tempo sullo stesso rapporto: conta anche da dove arrivano le somme.
Chi ha denaro su altri Libretti o su conti BancoPosta può usarlo solo dopo averlo trasferito sul Libretto Smart tramite girofondo, seguendo le modalità previste. Per chi opera online, la sottoscrizione si può fare da poste.it o dall’app Poste Italiane, ma solo se il Libretto Smart è abilitato ai servizi dispositivi. Altrimenti bisogna andare in ufficio postale, con documento d’identità e codice fiscale.
Rendimento netto: tasse agevolate e bollo oltre i 5.000 euro
Il 3,25% del Buono Premium è un rendimento lordo. Sugli interessi dei buoni fruttiferi postali si applica la tassazione agevolata del 12,50%, più bassa rispetto al 26% previsto per molti altri strumenti finanziari. I buoni sono anche esenti da imposta di successione, un elemento che spesso viene valutato nella gestione del risparmio familiare.
Al rendimento netto, però, può aggiungersi l’imposta di bollo. I buoni fruttiferi postali ne sono esenti finché il valore complessivo del portafoglio resta entro i 5.000 euro. Superata questa soglia, si paga lo 0,20% annuo sul capitale, al momento del rimborso. Su 10.000 euro, per avere un riferimento semplice, il bollo vale 20 euro l’anno.
Non è un dettaglio da poco. Il simulatore di Poste calcola gli interessi al netto della ritenuta fiscale, ma il bollo può ridurre il guadagno effettivo per chi supera la soglia. Prima di sottoscrivere conviene quindi leggere Scheda di Sintesi e Foglio Informativo della serie TF101A260922, oltre a controllare il rendimento sul proprio importo.
Quanto rende su 1.000, 5.000 e 10.000 euro. E cosa accade se si ritira prima
Con il Buono Premium Poste al 3,25%, un investimento di 1.000 euro tenuto per tutto l’anno produce 32,50 euro lordi di interessi. Dopo la ritenuta del 12,50%, diventano circa 28,43 euro netti. Il rimborso a scadenza arriva quindi a 1.028,43 euro, senza considerare il bollo, che non scatta sotto la soglia dei 5.000 euro complessivi.
Su 5.000 euro, gli interessi lordi sono 162,50 euro, pari a circa 142,18 euro netti. Il rimborso a scadenza sale così a 5.142,18 euro. Con 10.000 euro, invece, il guadagno lordo è di 325 euro e quello netto dopo le tasse è di circa 284,37 euro, per un valore finale di 10.284,37 euro. In questo caso, se il portafoglio buoni supera la soglia prevista, va messo in conto anche il bollo dello 0,20%, cioè 20 euro l’anno su 10.000 euro.
Il buono può essere rimborsato anche prima della scadenza, in tutto o in parte, per importi di 50 euro e multipli, senza costi aggiuntivi. Ma il punto decisivo è un altro: prima dei 12 mesi, il risparmiatore riceve indietro solo il capitale nominale, senza interessi. Il rendimento, quindi, si ottiene solo portando il Buono Premium fino alla scadenza prevista.