Prelievo contanti, si cambia ancora: le nuove regole a cui fare attenzione

Prelevare contanti al bancomat sembra un gesto semplice e immutato nel tempo, ma nel 2026 qualcosa è davvero cambiato, tra soglie di segnalazione, commissioni personalizzate e nuove modalità allo sportello. Ecco cosa sapere per non farsi cogliere impreparati.
Prelevare contanti al bancomat sembra un gesto semplice e immutato nel tempo, ma nel 2026 qualcosa è davvero cambiato, tra soglie di segnalazione, commissioni personalizzate e nuove modalità allo sportello. Ecco cosa sapere per non farsi cogliere impreparati.
Prelievo contanti, si cambia ancora: le nuove regole a cui fare attenzione

Partiamo da un punto che genera spesso confusione: prelevare i propri soldi dal conto corrente resta un’operazione del tutto lecita, trattandosi di denaro già tassato. Non esiste alcun reato legato al “prelievo eccessivo”.

Quello che è cambiato, semmai, è il livello di raffinatezza dei sistemi di monitoraggio: i prelievi complessivi che superano i 10.000 euro in un mese — anche se accumulati con più operazioni di importo minore — fanno scattare una segnalazione automatica all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF). Non si tratta di una sanzione, ma di una procedura di controllo standard, sebbene alcune fonti indichino soglie di attenzione anche più basse, attorno ai 1.000 euro per singola operazione.

Prelievo contanti: cosa cambia

Il rischio reale, per chi preleva regolarmente grosse somme, non riguarda quindi il gesto in sé, ma la capacità di giustificarne l’utilizzo in caso di accertamento fiscale: se il Fisco non riesce a ricostruire dove sono finiti quei soldi, può presumere pagamenti in nero o compensi non dichiarati. Per chi ha una partita IVA o gestisce un conto aziendale, questa attenzione si fa ancora più stretta, con una richiesta di documentazione più puntuale su ogni uscita di cassa.

Prelievo contanti: cosa cambia-webnews.it

Sul fronte delle commissioni, il 2026 porta con sé un cambiamento importante nella trasparenza: dal 28 giugno 2025, le banche proprietarie degli sportelli automatici sono tenute a mostrare l’importo della commissione prima che l’operazione venga confermata, lasciando all’utente la possibilità di decidere se procedere oppure no.

Il prelievo presso la propria banca resta generalmente gratuito per i conti correnti standard, mentre quello effettuato su ATM di istituti diversi può comportare commissioni proporzionali all’importo, che in alcuni casi variano tra 1,50 e 3 euro. Diverse banche, al contrario, stanno azzerando i costi per i prelievi sotto i 100 euro, per non penalizzare chi ha bisogno di piccole somme.

Non esiste, va ribadito, un limite legale al prelievo dei propri risparmi: si tratta piuttosto di limiti contrattuali fissati dalle singole banche per ragioni di sicurezza, che in alcuni casi arrivano a consentire prelievi anche fino a 6.000 euro mensili. Diverso è il discorso sui pagamenti in contanti per un singolo acquisto, dove la soglia di tracciabilità resta fissata a 5.000 euro.

Le novità più visibili, però, riguardano probabilmente l’esperienza fisica allo sportello. Sempre più bancomat permettono il cosiddetto prelievo cardless, effettuato inquadrando un QR Code con lo smartphone senza bisogno di inserire la tessera fisica — una soluzione che riduce sensibilmente il rischio di clonazione tramite skimming. Gli sportelli di nuova generazione, inoltre, si stanno trasformando in veri e propri terminali multiservizio, capaci di accettare versamenti immediati e pagamenti di tributi tramite PagoPA direttamente dalla stessa interfaccia.

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