Puoi guidarli direttamente con la patente B ma molti nemmeno lo sanno: la lista completa

Con la patente B, in Italia, si possono guidare auto, alcuni scooter, furgoni leggeri, mezzi agricoli e rimorchi. Ma non tutto, e non sempre.
Con la patente B, in Italia, si possono guidare auto, alcuni scooter, furgoni leggeri, mezzi agricoli e rimorchi. Ma non tutto, e non sempre.
Puoi guidarli direttamente con la patente B ma molti nemmeno lo sanno: la lista completa

A fare la differenza sono i limiti fissati dal Codice della Strada: peso, posti, cilindrata, potenza e massa trainabile. È qui che spesso nascono dubbi, errori e, nei casi peggiori, sanzioni. La regola di partenza sembra semplice: la patente “dell’auto” non basta da sola. Prima di mettersi alla guida bisogna controllare che il veicolo rientri davvero nella categoria consentita.

La patente B permette di guidare autovetture con massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 tonnellate e con al massimo 9 posti, conducente compreso. È quanto prevede l’articolo 116 del Codice della Strada. Dentro questo limite rientra la maggior parte dei veicoli che si vedono ogni giorno: utilitarie, berline, station wagon, SUV, crossover, auto a benzina, diesel, ibride ed elettriche. Il peso, però, non va mai dato per scontato. Alcuni modelli elettrici di grandi dimensioni, tra batterie e allestimenti, possono avere una massa omologata più alta di quanto si immagini.

C’è poi il caso del cambio automatico. Chi fa l’esame pratico con un’auto automatica ottiene una patente con una limitazione: può guidare solo veicoli con quel tipo di trasmissione. Per usare anche mezzi con cambio manuale serve una prova integrativa. Nelle autoscuole lo ripetono spesso: molti se ne accorgono solo quando devono prendere l’auto di famiglia o un mezzo aziendale. Una piccola nota sulla patente, ma con effetti molto concreti.

Moto e scooter con patente B: il 125 vale solo in Italia

Con la patente B si possono guidare in Italia motocicli leggeri e scooter fino a 125 cc, con potenza massima di 11 kW. La parola chiave, però, è “Italia”. Questa possibilità vale sul territorio nazionale. All’estero, per circolare con lo stesso mezzo, possono servire categorie diverse, come la A1, in base alle regole del Paese in cui si guida. Un dettaglio tutt’altro che secondario per chi vive vicino al confine o pensa di fare un viaggio in scooter fuori dall’Italia.

Istruttore e allieva accanto a un’auto compatta in parcheggio, con furgone e scooter sullo sfondo
Un istruttore di guida spiega le regole della patente B accanto a un’auto, con furgone e scooter sullo sfondo.

Restano fuori, invece, le moto di cilindrata e potenza superiori. Per guidarle servono le patenti A1, A2 o A, a seconda dell’età del conducente e delle caratteristiche del mezzo. In pratica, con la B si può usare uno scooter 125 per andare al lavoro, muoversi in città o raggiungere i comuni vicini. Non si può però salire su una moto più potente pensando che basti la patente dell’auto. A un controllo, la differenza emerge subito.

Furgoni, mezzi agricoli e veicoli speciali: le soglie da non superare

La patente B consente anche di guidare furgoni e veicoli commerciali leggeri, a patto che la massa complessiva non superi le 3,5 tonnellate. È il caso di molti mezzi usati da artigiani, commercianti, tecnici e piccole imprese per trasportare attrezzi o merci. Anche qui, però, decide la carta di circolazione. Non conta quanto il mezzo sembri grande o pesante: conta il dato omologato. E un furgone caricato oltre i limiti può portare a contestazioni, oltre che a rischi per la sicurezza.

Per il trasporto professionale di merci o persone, quando si superano certe soglie o si svolgono attività specifiche, possono servire patenti superiori, come la C o la D, e in alcuni casi la CQC, cioè la Carta di qualificazione del conducente. La patente B copre molti usi quotidiani, ma non sostituisce i titoli professionali. Quanto ai mezzi agricoli e alle macchine operatrici, l’articolo 124 del Codice della Strada consente di guidarne alcune categorie anche con la B, sempre entro precisi limiti tecnici e d’uso. Trattori, mietitrebbie e macchine operatrici leggere possono rientrare nei casi ammessi. Mezzi più grandi o più potenti, invece, possono richiedere patenti diverse.

Rimorchi, roulotte e carrelli: quando non basta più la patente B

Il tema rimorchi è tra quelli che creano più confusione. Con la patente B si può trainare un rimorchio leggero fino a 750 kg. In alcune configurazioni sono ammessi anche rimorchi più pesanti, ma solo se la massa complessiva del complesso veicolare resta nei limiti previsti. Per questo, prima di agganciare una roulotte, un carrello portamoto o un rimorchio da lavoro, bisogna controllare sia la carta di circolazione dell’auto sia quella del rimorchio. Il punto decisivo non è “quanto sembra pesante”, ma la massa scritta nei documenti.

Quando si superano i limiti ordinari della patente B, entrano in gioco la B96 e la BE. La B96 consente, nei casi previsti, di arrivare a una massa complessiva fino a 4,25 tonnellate. La BE, invece, serve per rimorchi oltre i 750 kg in configurazioni che non rientrano nella B semplice. È una distinzione importante per camperisti, famiglie con roulotte, sportivi che trasportano attrezzature e lavoratori. Prima di partire, una verifica in autoscuola o alla Motorizzazione può evitare equivoci: pochi minuti di controllo valgono molto più di una multa presa al casello o durante un controllo su strada.

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