Se nell’auto si sente puzza di muffa appena si accende il climatizzatore, soprattutto nelle giornate più calde, un motivo c’è. E non andrebbe ignorato.
Il problema nasce spesso nel sistema di ventilazione: lo segnala l’ADAC, l’automobile club tedesco, che richiama l’attenzione su batteri, funghi e umidità che possono accumularsi nei condotti dell’aria.
Non è quindi solo un fastidio da viaggio. Quell’odore chiuso che arriva dalle bocchette può indicare che all’interno dell’impianto si sono create condizioni favorevoli alla proliferazione di microrganismi.
Perché il climatizzatore può trasformarsi in una fonte di cattivi odori
Il climatizzatore dell’auto non produce cattivi odori senza motivo. Quando l’impianto resta umido e sporco, l’aria che entra nell’abitacolo può trascinare con sé particelle e microrganismi.
Secondo le misurazioni citate dall’ADAC, in circa un veicolo su tre la qualità dell’aria interna risulta al limite o già sensibilmente peggiorata. Il problema tende a diventare più evidente nei periodi in cui la ventilazione viene utilizzata più a lungo e con maggiore frequenza.
Il sintomo è facile da riconoscere: si accende l’aria fredda e dalle bocchette arriva un odore umido, simile a quello di una cantina. In molti casi la causa non si trova nell’abitacolo, ma nel circuito dell’aria.
Profumatori e deodoranti possono coprire temporaneamente l’odore, ma non eliminano ciò che lo provoca.
Filtro abitacolo ed evaporatore: dove si accumulano umidità e sporco
I punti più delicati sono soprattutto due: il filtro abitacolo e l’evaporatore del climatizzatore.
Il filtro ha il compito di trattenere polvere, pollini e altre impurità provenienti dall’esterno. Con il tempo, però, può intasarsi e accumulare sporco. Foglie, residui e umidità possono trasformarlo in una delle cause dei cattivi odori.
L’evaporatore lavora invece in condizioni particolarmente favorevoli alla formazione di muffe. Durante il funzionamento dell’aria condizionata si genera condensa e la superficie può rimanere umida.
Se all’acqua si aggiungono polvere e residui, si crea un ambiente favorevole alla crescita di batteri, muffe e funghi.
All’inizio l’odore può comparire soltanto per pochi secondi e poi sparire. Con il tempo, però, può diventare più persistente e fastidioso sia per chi guida sia per i passeggeri.
Cinque mosse pratiche per evitare la puzza di muffa in auto
Il primo consiglio dell’ADAC è sostituire il filtro abitacolo almeno una volta all’anno, magari approfittando di un controllo già previsto in officina.
Conviene anche pulire la zona intorno al filtro. Se restano foglie, polvere e altri detriti, infatti, anche un componente appena sostituito può sporcarsi rapidamente.
Un’altra buona abitudine è utilizzare il climatizzatore in modalità automatica, quando disponibile, in modo che il sistema gestisca autonomamente temperatura e flussi d’aria.
Sulle auto più vecchie può essere utile anche spegnere l’aria condizionata poco prima di arrivare a destinazione, lasciando invece accesa la ventilazione. In questo modo l’evaporatore può asciugarsi più facilmente e trattenere meno umidità.
Esistono poi prodotti specifici da utilizzare nella zona del filtro o nei condotti dell’aria. Vanno però scelti e applicati con attenzione, perché non tutti raggiungono davvero le parti dell’impianto dove si accumula lo sporco.
Se l’odore ricompare rapidamente dopo la pulizia, il problema potrebbe trovarsi più in profondità e richiedere un controllo professionale.
Quando serve una pulizia professionale e perché gli spray rapidi possono non bastare
Quando la puzza di muffa in auto è forte o torna dopo pochi giorni, può essere necessario intervenire direttamente sull’evaporatore e sull’impianto di climatizzazione.
L’ADAC invita a non fare troppo affidamento sui cosiddetti spray rapidi da lasciare nell’abitacolo con il climatizzatore acceso. Possono attenuare temporaneamente il cattivo odore, ma non sempre raggiungono il punto in cui si sono accumulati batteri e sporco.
In pratica, rischiano di profumare l’aria senza rimuovere la causa del problema.
Una pulizia professionale del climatizzatore può superare i 100 euro, a seconda del modello dell’auto e dell’accessibilità dei componenti. Può però avere senso quando l’impianto è molto sporco o l’odore continua a tornare nonostante i tentativi di pulizia.
Dopo l’intervento torna importante la prevenzione: filtro abitacolo pulito, zona di aspirazione libera da foglie e un uso corretto del climatizzatore aiutano a ridurre la formazione di umidità e cattivi odori.