Quale auto guida Piersilvio Berlusconi? Non indovineresti mai

L'Ad di Mediaset vanta un garage di tutto rispetto con modelli veramente spettacolari.
L'Ad di Mediaset vanta un garage di tutto rispetto con modelli veramente spettacolari.
Quale auto guida Piersilvio Berlusconi? Non indovineresti mai

Di recente si è parlato dell’incidente avvenuto in serata lungo la provinciale 45 di Vimercate in cui è stato coinvolto Berlusconi. In poche ore, un dettaglio privato è diventato argomento pubblico: l’auto coinvolta era una Aston Martin DBX707, il super SUV britannico, versione più potente della famiglia DBX. Secondo le prime ricostruzioni, l’impatto frontale ha danneggiato seriamente la vettura.

Pier Silvio Berlusconi, però, sarebbe riuscito a uscire dall’abitacolo senza conseguenze importanti, anche grazie ad airbag e cinture di sicurezza. Un esito che, oltre alla curiosità per il proprietario, ha riportato l’attenzione sulle caratteristiche del modello: scocca in alluminio, sistemi di protezione avanzati e un’anima da auto ad alte prestazioni, più che da semplice SUV di rappresentanza.

Aston Martin, Mercedes e Porsche: i modelli chiave della collezione

La Aston Martin DBX707, prodotta dal 2022, monta un V8 biturbo 4.0 sviluppato con tecnologia Mercedes-AMG: 707 cavalli, 900 Nm di coppia, da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi e velocità massima dichiarata di 310 km/h. Il prezzo si muove attorno ai 250 mila euro e può salire parecchio con gli allestimenti e le personalizzazioni. Non proprio un’auto per passare inosservati.

SUV nero di lusso con frontale gravemente danneggiato fermo sulla banchina di una strada provinciale al tramonto
Un SUV di lusso incidentato lungo una provinciale al crepuscolo, immagine che richiama il tema delle auto potenti e della sicurezza stradale.

Eppure chi conosce l’amministratore delegato di Mediaset racconta una passione vissuta con discrezione, senza ostentazioni. Nel suo garage, secondo quanto ricostruito dalla stampa specializzata, ci sarebbero anche modelli Mercedes, Audi, alcune italiane — tra Fiat, Alfa Romeo e Maserati — e una Porsche 911, spesso accostata ai suoi spostamenti tra Milano e la Liguria. In questo racconto torna spesso anche Portofino: non solo luogo di famiglia, ma scenario di avvistamenti e abitudini.

La G500 Cabriolet e il valore dei fuoristrada diventati instant classic

Il pezzo più raro attribuito al garage di Pier Silvio Berlusconi sarebbe una Mercedes G500 Cabriolet a passo corto, versione scoperta della Classe G uscita di produzione nel 2013 e oggi molto cercata dai collezionisti. È un modello particolare: linee squadrate, tetto in tela apribile, vera impostazione da fuoristrada e motore V8 aspirato 5.5 da 387 cavalli e 530 Nm di coppia.

Negli ultimi anni le quotazioni hanno superato spesso i 200 mila euro, spinte dalla rarità e dalla richiesta internazionale per le Classe G meno comuni. Qui il gusto sembra diverso rispetto alla DBX707: meno tecnologia recente, più fascino da pezzo difficile da trovare. Una scelta da intenditore, si direbbe, anche se attorno al garage dell’ad Mediaset resta la consueta riservatezza. Pochi avvistamenti, poche conferme dirette. Ma abbastanza per tracciare una linea: SUV potenti, cabriolet fuori dal comune e fuoristrada di pregio.

Dall’Audi A8 di Silvio alla nuova generazione: come cambia il garage di famiglia

Il confronto con il garage di Silvio Berlusconi viene quasi naturale. L’ex presidente del Consiglio era legato ad auto di rappresentanza, spesso blindate, pensate per comfort, sicurezza e immagine istituzionale. Tra queste l’Audi A8 W12 da 6.3 litri, circa 500 cavalli, ma anche Mercedes 600 SEL, BMW 750 e Audi 100 Avant.

Nella sua storia automobilistica entrarono anche mezzi meno convenzionali, come la Range Rover Classic del 1988 personalizzata dalla carrozzeria milanese Pavesi, con blindatura e interni in materiali pregiati, e la UAZ Patriot acquistata dopo una nota scommessa con Vladimir Putin. Con Pier Silvio il baricentro sembra cambiato: meno ammiraglie da autista, più guida diretta, più modelli sportivi e fuoristrada da collezione.

Sullo sfondo resta una continuità familiare fatta di motori importanti e scelte riconoscibili. Colpisce anche l’assenza della Ferrari, già notata nelle ricostruzioni sulla famiglia Berlusconi: più che una regola dichiarata, una piccola tradizione di casa. Mercoledì sera, però, la cronaca ha lasciato da parte ogni lettura di costume. In quel momento contavano soltanto sicurezza, cinture allacciate e una cellula abitativa capace di reggere l’urto.

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