Quali sono i telefoni più rubati? I marchi (famosissimi) e come fanno i ladri ad eludere i 1000 sistemi di sicurezza

Il mercato dei telefoni rubati continua a generare numeri enormi e non mostra segnali di rallentamento.
Il mercato dei telefoni rubati continua a generare numeri enormi e non mostra segnali di rallentamento.
Quali sono i telefoni più rubati? I marchi (famosissimi) e come fanno i ladri ad eludere i 1000 sistemi di sicurezza

Per anni l’evoluzione della sicurezza sugli smartphone ha fatto pensare a una progressiva scomparsa dei furti di telefoni. Blocchi biometrici, geolocalizzazione, sistemi antifurto e protezioni remote sembravano aver reso quasi impossibile trasformare un dispositivo rubato in un guadagno reale.

Tra i telefoni più rubati al mondo dominano soprattutto i modelli premium, quelli con un elevato valore di rivendita. Gli iPhone restano tra i dispositivi più ricercati dai ladri, ma non rappresentano l’unico obiettivo. Anche smartphone di fascia alta prodotti da Samsung, Xiaomi, Huawei e Google con la gamma Pixel sono finiti stabilmente nel mirino delle organizzazioni criminali.

La ragione è principalmente economica. Un dispositivo bloccato dopo un furto può perdere gran parte del proprio valore, mentre uno sbloccato può tornare sul mercato a prezzi molto più alti. In alcuni casi la differenza può tradursi in centinaia di euro di guadagno per singolo smartphone.

L’aspetto che sorprende maggiormente è un altro: i criminali non sono interessati soprattutto a fotografie, messaggi privati o dati bancari. Il vero obiettivo è il telefono stesso. Quello che conta è renderlo nuovamente utilizzabile e rivendibile.

Come i ladri riescono ad aggirare i sistemi di sicurezza

La strategia dei furti è cambiata profondamente nel tempo. I moderni sistemi di protezione installati sugli smartphone sono diventati sempre più difficili da violare direttamente, spingendo i criminali a cambiare approccio.

Oggi il punto debole non è più il software, ma la persona che utilizza il telefono. Dopo il furto entrano in azione strumenti capaci di inviare SMS, email, messaggi sulle app di chat o perfino chiamate vocali automatiche create con l’intelligenza artificiale, simulando comunicazioni ufficiali del supporto tecnico.

Quali sono gli smartphone più rubati – Webnews.it

La vittima riceve messaggi che sembrano autentici: il telefono sarebbe stato localizzato oppure richiederebbe una procedura urgente di verifica. I collegamenti presenti conducono a pagine praticamente identiche a quelle ufficiali, costruite per apparire credibili sotto ogni aspetto.

Nel momento in cui vengono inseriti PIN, codici di sblocco o credenziali personali, l’operazione può considerarsi conclusa. Lo scopo finale non è entrare nella vita digitale della vittima, ma liberare rapidamente il dispositivo dai blocchi di sicurezza e reimmetterlo nel circuito della rivendita illegale.

Per questo oggi la protezione non dipende soltanto da riconoscimento facciale, password o blocchi remoti. La vera sicurezza passa soprattutto dall’attenzione verso messaggi e comunicazioni ricevute dopo un furto, anche quando sembrano assolutamente autentiche.

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