Quelle vecchie carte Pokemon che collezionavi da ragazzo oggi sono un investimento vero e proprio

C'è chi le teneva chiuse in un raccoglitore da bambino, convinto che fossero solo un gioco, e chi oggi le rivende scoprendo che valgono più di quanto avrebbe mai immaginato. Ecco come funziona davvero questo mercato.
C'è chi le teneva chiuse in un raccoglitore da bambino, convinto che fossero solo un gioco, e chi oggi le rivende scoprendo che valgono più di quanto avrebbe mai immaginato. Ecco come funziona davvero questo mercato.
Quelle vecchie carte Pokemon che collezionavi da ragazzo oggi sono un investimento vero e proprio

Attorno alle carte collezionabili — Pokémon in testa, ma anche Magic, Yu-Gi-Oh!, One Piece e Disney Lorcana — si è sviluppato negli ultimi anni un vero mercato finanziario, con un linguaggio che ricorda sempre più quello della Borsa: si parla di rialzi, ribassi, liquidità e persino di beni rifugio.

A raccontarlo sono Federico e Mauro, conosciuti sui social come i Broker Brothers, intervistati nella rubrica Money Talks – Z-ocial di Money.it. Il valore di una carta, spiegano, dipende da diversi fattori che vanno letti insieme: le condizioni fisiche, decisive soprattutto in fase di certificazione, la rarità, l’edizione e il personaggio raffigurato. Non tutti i Pokémon hanno lo stesso richiamo: Pikachu e Charizard restano tra i più riconoscibili anche da chi non segue il settore, e proprio per questo godono di una domanda più ampia e costante nel tempo.

Le carte Pokemon che oggi valgono oro

Un ruolo enorme lo gioca il cosiddetto grading, la certificazione delle condizioni della carta: la differenza tra una carta valutata PSA 9 e una PSA 10 — spiegano i due fratelli — può tradursi in un divario di prezzo spropositato rispetto a quello che sembra, a occhio nudo, un difetto quasi impercettibile. Per questo, a chi si avvicina al settore con l’idea di rivendere in futuro, i Broker Brothers consigliano generalmente di acquistare carte già certificate, per conoscere fin da subito condizioni e valore indicativo del prodotto.

Le carte Pokemon che oggi valgono oro-webnews.it

Sul fronte del budget, i tempi in cui bastavano poche centinaia di euro per costruire una selezione interessante sembrano ormai lontani: secondo gli intervistati, oggi servono più realisticamente tra i 4.000 e i 5.000 euro per mettere insieme qualcosa di solido. Con cifre più contenute, attorno ai 500 euro, conviene un approccio più speculativo su mercati emergenti come One Piece, mentre con un budget di 10.000 euro si può iniziare a diversificare tra box sigillati, prodotti Bandai e carte vintage già gradate.

Proprio il vintage, secondo i Broker Brothers, si comporta in modo diverso rispetto alle uscite più recenti: cresce in modo meno esplosivo, ma risulta anche meno dipendente dalle mode del momento, un po’ come una blue chip rispetto a una carta moderna legata a un trend passeggero, più simile a una penny stock.

Tra gli errori più comuni segnalati dagli esperti c’è l’acquisto impulsivo di un prodotto solo perché è già al centro dell’attenzione — un comportamento che spesso significa comprare quando il prezzo è già stato spinto artificiosamente verso l’alto — oltre al rischio, sempre più diffuso, di imbattersi in carte contraffatte quando il prezzo proposto appare sospettosamente più basso di quello di mercato. La regola più ripetuta nell’intervista resta la stessa valida per qualsiasi investimento: fissare un budget, conoscere davvero ciò che si acquista, e non lasciarsi guidare solo dall’entusiasmo del momento.

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