L’obiettivo è chiaro: intercettare chi vuole ritrovare chiavi, borse, zaini e piccoli oggetti senza spendere le cifre richieste da accessori più noti come gli Apple AirTag. I dispositivi arrivano dal marchio tecnologico Tronic, distribuito dalla catena tedesca, e vengono proposti in due versioni distinte: una per iPhone, l’altra per smartphone Android.
Il numero che salta subito all’occhio è uno: 9,99 euro per tre Smart Tag Finder. Tradotto, circa 3,33 euro a dispositivo. Un prezzo che piazza i piccoli localizzatori di Lidl nella fascia più bassa del mercato, soprattutto se messi a confronto con i tracker più conosciuti, spesso venduti singolarmente a cifre ben più alte.
I Tronic Smart Tag Finder sono pensati per la vita di tutti i giorni, senza grandi complicazioni. Si attaccano a un mazzo di chiavi, si infilano in una borsa, si fissano a uno zaino o a un oggetto che si rischia di dimenticare in auto, in ufficio o sul treno. Nella confezione, secondo le informazioni di prodotto, ci sono anche una custodia protettiva, un cinturino in silicone per agganciarli e la batteria necessaria per usarli subito.
Non sono dispositivi pensati per sostituire sistemi professionali di tracciamento. L’idea è molto più quotidiana: “Dove ho lasciato le chiavi?”, “La borsa è ancora in macchina?”. In casi del genere, il piccolo tag può aiutare a risalire all’ultimo punto in cui l’oggetto è stato rilevato.
Apple o Android: la scelta da fare prima di arrivare alla cassa
Prima di comprare il set, c’è un dettaglio da non sbagliare. Lidl propone infatti due varianti dei Tronic Smart Tag Finder: una compatibile con la rete Dov’è di Apple, l’altra con Google Find Hub per dispositivi Android. Non sono intercambiabili. E per chi acquista d’impulso davanti allo scaffale non è un particolare da poco.
La versione per Apple richiede, secondo la scheda tecnica, almeno iOS 14.5. In questo caso il tag può appoggiarsi alla rete formata dai dispositivi Apple nelle vicinanze, che aiutano a segnalare la posizione del tracker in modo anonimo e cifrato. È lo stesso principio degli accessori compatibili con l’ecosistema Dov’è, pur con funzioni che possono cambiare in base all’hardware.
Chi usa uno smartphone Android, invece, deve scegliere la variante compatibile con Google Find Hub, indicata per dispositivi con almeno Android 9. Anche qui il funzionamento passa dalla rete di telefoni e dispositivi compatibili presenti attorno al tracker. In sostanza: se si prende la versione sbagliata, il dispositivo rischia di non servire a nulla con il proprio telefono. Una svista semplice, ma tutt’altro che impossibile.
Bluetooth, rete e ultimi avvistamenti: cosa fanno davvero i tracker Lidl
Il funzionamento dei tracker Bluetooth è piuttosto diretto. Quando il Tronic Smart Tag Finder è vicino allo smartphone del proprietario, il collegamento passa dal Bluetooth. Quando invece l’oggetto finisce fuori portata, entrano in gioco le reti di localizzazione di Apple o Google, che possono indicare l’ultimo punto in cui il tag è stato rilevato.
Secondo le specifiche diffuse per il prodotto, il raggio d’azione in Bluetooth arriva fino a circa 10 metri. È però un valore teorico. Muri, porte, piani diversi di un palazzo o una stanza piena di ostacoli possono ridurre la distanza reale. In casa, per esempio, il tracker può aiutare a capire se le chiavi sono ancora in soggiorno, nello zaino all’ingresso o magari sotto un giaccone.
La funzione più utile resta quella degli ultimi avvistamenti. Se una borsa viene dimenticata in palestra o un mazzo di chiavi resta in ufficio, l’app collegata alla rete scelta può mostrare l’ultimo punto in cui il tag è stato visto da un dispositivo compatibile. Non è una certezza di recupero, certo. Ma almeno offre un punto concreto da cui ripartire.
Il confronto con gli AirTag: niente UWB, pila CR2032 e resistenza IPX5
Il prezzo basso porta con sé qualche rinuncia. La più importante è l’assenza della tecnologia Ultra Wideband, o UWB, presente negli Apple AirTag e utilizzabile con alcuni modelli di iPhone per la ricerca precisa a breve distanza. Con l’UWB, il telefono può indicare con più precisione direzione e distanza del tracker. Con i Tronic Smart Tag Finder, invece, ci si affida al Bluetooth e alla localizzazione tramite rete.
La batteria non è ricaricabile. Ogni tracker usa una pila a bottone CR2032, sostituibile. Secondo i dati indicati, l’autonomia in standby può arrivare a circa otto mesi. È una soluzione pratica: quando la pila si scarica, non bisogna buttare il dispositivo. Basta aprirlo e inserire una nuova batteria compatibile, facile da trovare nei supermercati e nei negozi di elettronica.
C’è poi il tema dell’acqua. La custodia è indicata con certificazione IPX5: resiste agli spruzzi e ai getti d’acqua, ma non all’immersione. Una pioggia leggera o qualche goccia nello zaino non dovrebbero creare problemi; farlo cadere in una pozzanghera o usarlo in situazioni più dure è un’altra cosa. Per chi cerca un sistema economico per tenere d’occhio più oggetti, il compromesso è evidente: meno funzioni avanzate, ma tre tracker Bluetooth a meno di dieci euro.