Questa è la distanza minima che deve esserci tra lavatrice e parete: è fondamentale per il funzionamento

Installare una lavatrice vicino al muro non è solo una questione di spazio. Già al momento dell’acquisto, o quando l’elettrodomestico arriva in casa, bisogna fare i conti con alcune distanze minime in bagno o in lavanderia.
Installare una lavatrice vicino al muro non è solo una questione di spazio. Già al momento dell’acquisto, o quando l’elettrodomestico arriva in casa, bisogna fare i conti con alcune distanze minime in bagno o in lavanderia.
Questa è la distanza minima che deve esserci tra lavatrice e parete: è fondamentale per il funzionamento

Tubi, cavi, aerazione e vibrazioni pesano sulla sicurezza della macchina e sulla sua durata. La misura da ricordare è una: dietro servono almeno 15 centimetri, circa 6 pollici. Ai lati, invece, di solito basta un margine più piccolo. Sembra un dettaglio da addetti ai lavori. In realtà è proprio da lì che spesso partono perdite, rumori e piccoli danni.

La regola pratica, indicata nelle principali guide di installazione domestica, è lasciare almeno 15 centimetri tra il retro della lavatrice e la parete. Non è uno spazio “di comodo”, o almeno non solo. Serve a collegare bene i tubi dell’acqua, il tubo di scarico e il cavo di alimentazione, senza pieghe strette né schiacciamenti contro il muro. In molte case, soprattutto nei bagni piccoli o nei ripostigli trasformati in lavanderia, viene naturale spingere la lavatrice fino in fondo per recuperare qualche centimetro davanti.

Ma quel poco spazio risparmiato, alla lunga, può presentare il conto. Il margine dietro aiuta anche quando bisogna intervenire: chiudere il rubinetto, controllare una perdita, staccare la spina. Gli installatori lo ripetono spesso durante la consegna: meglio perdere dieci minuti prima che dover smontare mezza lavanderia dopo.

Tubi, cavi e aerazione: cosa si rischia se la lavatrice è troppo vicina al muro

Una lavatrice installata troppo vicino al muro può schiacciare i raccordi idraulici e accorciare la vita dei tubi, soprattutto quelli di carico dell’acqua. Se un tubo resta piegato o lavora in tensione, con il tempo possono comparire microfessure, gocciolamenti o distacchi improvvisi.

Spazio dietro una lavatrice con tubo di scarico, tubo dell’acqua e cavo elettrico collegati alla parete
La distanza tra lavatrice e muro lascia spazio a tubi e cavo, riducendo rischi di schiacciamento e vibrazioni.

Non succede per forza subito. Anzi, spesso il problema viene fuori dopo mesi, quando la macchina è ormai incastrata tra mobile, asciugatrice e parete. C’è poi il tema dell’aerazione della lavatrice. Non scalda come un forno, certo, ma durante il lavaggio motore, parti elettriche e componenti meccaniche hanno comunque bisogno di un minimo ricambio d’aria.

Lasciare spazio dietro aiuta a ridurre l’umidità e rende più semplice controllare i collegamenti. Vale ancora di più in locali poco arieggiati, cantine o bagni ciechi, dove la condensa resta più a lungo. Anche il cavo elettrico non dovrebbe mai finire schiacciato o tirato. Una presa raggiungibile, senza prolunghe improvvisate, resta la scelta più sicura. Qui il buon senso conta quanto il libretto di istruzioni.

Spazio laterale e vibrazioni: il margine giusto da lasciare su entrambi i lati

Oltre ai 15 centimetri sul retro, conviene lasciare circa 2,5 centimetri di spazio su ciascun lato della lavatrice, più o meno un pollice. Questo margine serve alla ventilazione, ma anche a evitare urti e sfregamenti contro mobili, pareti o altri elettrodomestici.

Durante la centrifuga, infatti, la macchina può muoversi un po’, soprattutto se il pavimento non è perfettamente in piano o se il bucato è distribuito male nel cestello. Chi ha una lavatrice che “cammina” sul pavimento lo sa: bastano pochi millimetri di dislivello perché il rumore aumenti e l’elettrodomestico finisca per battere contro ciò che ha intorno. In quel caso, lo spazio laterale diventa una piccola protezione. Non risolve tutto — per quello bisogna regolare i piedini e controllare la stabilità — ma limita graffi, colpi e vibrazioni sui mobili vicini.

Le misure, poi, cambiano molto da modello a modello. Una lavatrice a carica frontale, una carica dall’alto, un modello compatto, una colonna con asciugatrice o una macchina a grande capacità non hanno lo stesso ingombro. Per questo le misure vanno prese prima, metro alla mano, non quando il corriere è già sul pianerottolo.

Misure da verificare prima dell’acquisto: porta, apertura e percorso di consegna

Prima di comprare una nuova lavatrice non basta controllare la nicchia dove andrà sistemata. Bisogna verificare anche porta, corridoio, scale e percorso di consegna. L’elettrodomestico deve passare dagli accessi di casa, superare eventuali angoli stretti e arrivare al punto di installazione senza forzature.

Sulla carta sembra un passaggio banale. Nei condomìni con pianerottoli piccoli, o nelle abitazioni più vecchie, può diventare il vero problema. Va calcolato anche lo spazio per aprire lo sportello. Per una lavatrice a carica frontale servono almeno 50 centimetri liberi davanti, così da caricare e scaricare il bucato senza urtare pareti o mobili.

Nei modelli a carica dall’alto, invece, il margine va controllato sopra la macchina: mensole troppo basse o pensili messi male possono rendere scomoda l’apertura. La verifica finale è semplice: larghezza e profondità della lavatrice, 15 centimetri dietro, circa 2,5 centimetri ai lati, spazio per sportello e passaggio. Solo dopo ha senso scegliere il modello. Una lavatrice capiente è utile, certo. Ma se non respira, vibra troppo o non entra dalla porta, il problema comincia prima ancora del primo lavaggio.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti
Change privacy settings
×