Questi dispositivi per lo streaming stanno per disattivarsi: la lista dei 25 apparecchi Sony che saranno spenti a breve

Una svolta importante sta per colpire il mondo dell’audio e dell’home entertainment: a partire dal 17 novembre 2026, diversi dispositivi Sony perderanno definitivamente le funzionalità legate ai servizi online.
Una svolta importante sta per colpire il mondo dell’audio e dell’home entertainment: a partire dal 17 novembre 2026, diversi dispositivi Sony perderanno definitivamente le funzionalità legate ai servizi online.
Questi dispositivi per lo streaming stanno per disattivarsi: la lista dei 25 apparecchi Sony che saranno spenti a breve

Si tratta di modelli diffusi tra il 2010 e il 2016 che, per anni, hanno fatto leva proprio sulle capacità di connessione e streaming come elemento distintivo.

La decisione prevede la disattivazione progressiva dei servizi di rete, con un impatto diretto su piattaforme ormai centrali nell’uso quotidiano come servizi musicali, app video e sistemi di casting. In pratica, le funzioni “smart” integrate nei dispositivi non saranno più accessibili.

Gli apparecchi coinvolti non smetteranno di funzionare del tutto, ma perderanno la loro componente più moderna. Le funzioni di streaming verranno disattivate e le applicazioni integrate non saranno più disponibili.

Questo significa che contenuti come musica online, video in streaming e servizi collegati non potranno più essere avviati direttamente dai dispositivi. Rimarranno invece attive le funzioni base: la riproduzione da sorgenti esterne, la gestione dell’audio tradizionale e l’utilizzo come sistemi home cinema o amplificatori.

Un cambiamento sostanziale, soprattutto per modelli che avevano proprio nella connettività il loro principale punto di forza.

I dispositivi coinvolti: dalle soundbar ai sintoamplificatori

L’intervento riguarda una gamma molto ampia di prodotti. Tra questi figurano:

  • lettori Blu-ray con funzioni smart
  • sistemi home cinema integrati
  • sintoamplificatori AV
  • streamer di rete e dispositivi dedicati allo streaming
  • soundbar e diffusori wireless

Molti di questi dispositivi appartengono a una generazione che ha accompagnato la diffusione dei servizi digitali nelle case, diventando per anni un riferimento nel settore dell’intrattenimento domestico.

Quali servizi stanno per essere disattivati – Webnews.it

In particolare, alcuni modelli di sintoamplificatori sono stati tra i più diffusi nella fascia media, proprio grazie alla combinazione tra prestazioni audio e accesso diretto ai servizi online.

Perché i servizi vengono disattivati

Alla base della decisione ci sono motivazioni tecniche ed economiche. Il mantenimento delle infrastrutture necessarie per supportare dispositivi datati comporta costi elevati, così come la gestione delle licenze e l’adeguamento agli standard di sicurezza più recenti.

Con il passare del tempo, garantire la compatibilità con hardware di oltre dieci anni diventa sempre meno sostenibile per i produttori.

Non si tratta di un caso isolato. Anche altri marchi del settore hanno già iniziato a rimuovere o ridurre il supporto ai propri sistemi connessi più datati. Il risultato è una tendenza sempre più evidente: la durata delle funzioni smart non coincide più con la vita fisica del prodotto.

Un dispositivo può essere ancora perfettamente funzionante dal punto di vista hardware, ma perdere parte delle sue funzioni principali a causa dell’interruzione del supporto software.

Le alternative per continuare a usare lo streaming

Chi possiede uno dei dispositivi interessati non è obbligato a rinunciare completamente allo streaming. È possibile aggirare il problema utilizzando soluzioni esterne come box multimediali, stick HDMI, console o dispositivi collegati via Bluetooth.

In questo modo le funzioni smart vengono trasferite a strumenti aggiornabili separatamente, lasciando all’impianto audio il compito di riprodurre il suono.

La situazione evidenzia un cambiamento più ampio nel mercato: i dispositivi connessi non sono più pensati come strumenti eterni, ma come prodotti legati a un ecosistema digitale in continua evoluzione. Un’evoluzione che impone agli utenti di considerare non solo l’hardware, ma anche la durata reale dei servizi che lo accompagnano.

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