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Huawei Mate 20 Pro: tutto e di più

Huawei Mate 20 Pro è uno smartphone con display OLED da 6,39 pollici, processore Kirin 980, 6 GB di RAM, 128 GB di storage e tre fotocamere posteriori.

Prezzo

€ 1.099

In offerta su Amazon

€ 0

Giudizi
  • Caratteristiche10
  • Design9,6
  • Prestazioni9,8
  • Qualità prezzo9,1
Pro

Display eccezionale, autonomia oltre la media

Contro

Il display si graffia facilmente, riconoscimento con sensore di impronte non perfetto

Di , 5 novembre 2018

Huawei ha annunciato la nuova serie Mate 20 durante un evento organizzato a Londra. In totale il produttore ha svelato tre modelli (Mate 20, Mate 20 Pro e Mate 20 X) che si aggiungono al Mate 20 lite presentato un mese fa. Caratteristica comune è la tripla fotocamera posteriore con differenti lunghezze focali. Il Mate 20 Pro è sicuramente il più interessante del gruppo, in quanto offre tutte le tecnologie desiderate per lo smartphone ideale, alcune delle quali mai viste nei prodotti concorrenti.

Design ()

Lo smartphone ha lo stesso design degli altri modelli, ad eccezione di piccoli particolari. Il telaio è in alluminio (frame) e vetro (cover). La parte posteriore dei modelli Midnight Blue (blu notte) e Emerald Green (verde smeraldo) è stata realizzata con una tecnica denominata Hyper Optical Pattern che, oltre a riflettere la luce, rende la superficie meno scivolosa e meno sensibile alle impronte digitali. Il Mate 20 Pro possiede lati e bordi più arrotondati che agevolano la presa, riducendo il rischio di cadute accidentali.

Sul retro spicca il modulo fotografico con design a matrice 2×2. Negli angoli sono disposti le tre lenti Leica e il flash dual LED (in alto a sinistra). Il Mate 20 Pro non ha nessun lettore di impronte digitali sul retro, in quanto il sensore biometrico è di tipo in-display. Oltre alla fotocamera frontale e alla capsula auricolare, l’ampio notch nella parte superiore ospita i sensori per il riconoscimento facciale 3D. Lo smartphone ha ricevuto la certificazione IP68, quindi resiste all’acqua e alla polvere.

Matrix Camera System ()

Huawei aveva introdotto la tripla fotocamera posteriore con il P20 Pro. Quella del Mate 20 Pro non ha più un sensore monocromatico, ma conserva il sensore RGB principale da 40 megapixel, abbinato ad un obiettivo con apertura f/1.8. Le altre due fotocamere hanno sensori RGB da 20 e 8 megapixel, abbinati rispettivamente ad un obiettivo ultra grandangolare con apertura f/2.2 e ad un teleobiettivo con apertura f/2.4 e zoom ottico 3x.

Gli utenti possono quindi scattare foto con diverse lunghezze focali (equivalenti a 16-270 mm), tra cui macro da una distanza di 2,5 centimetri. Grazie all’autofocus ibrido (profondità, fase, contrasto e laser) è possibile ottenere scatti perfetti in qualsiasi condizione di luce. Huawei ha ovviamente sfruttato la Dual NPU integrata nel processore Kirin 980 per offrire numerose funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, tra cui il riconoscimento della scena (1.500, suddivise in 25 categorie) che regola automaticamente colore, luminosità e contrasto, la modalità notturna, la registrazione video con HDR e i filtri in tempo reale.

La fotocamera frontale da 24 megapixel (obiettivo con apertura f/2.0), insieme ad altri sensori (IR, dot projector, flood illuminator e prossimità time-of-flight), costituisce il 3D Depth Sensing System che viene utilizzato per riconoscere 30.000 punti del viso e sbloccare lo smartphone in 0,6 secondi. Lo stesso sistema consente di ottenere una versione digitale interattiva di giocattoli reali e le 3D Live Emoji che simulano le espressioni del volto.

Scheda tecnica ()

Il Mate 20 Pro possiede uno schermo OLED da 6,39 pollici con risoluzione Quad HD+ (3120×1440 pixel) e rapporto di aspetto 19.5:9. La dotazione hardware comprende inoltre il processore octa core Kirin 980, 6 GB di RAM e 128 GB di storage, espandibili con NM card fino a 256 GB.

La connettività è garantita di moduli WiFi 802.11ac, Bluetooth 5.0, GPS dual band (L1+L5), Galileo, NFC e LTE Cat. 21 (1,4 Gbps in download) con supporto dual SIM. È inoltre presente la porta USB 3.1 Type-C, mentre è assente il jack audio da 3,5 millimetri. La batteria da 4.200 mAh supporta sia la ricarica rapida (Super Charge 40 Watt) che la ricarica wireless (15 Watt). Grazie alla tecnologia Wireless Reverse Charging, il Mate 20 Pro può ricaricare altri smartphone compatibili con lo standard Qi.

Software ()

Il sistema operativo installato è Android 9 Pie con interfaccia EMUI 9.0. Huawei ha semplificato il layout e l’accesso alle principali impostazioni. L’intelligenza artificiale viene sfruttata per l’allocazione ottimale delle risorse e l’esecuzione di alcune funzionalità, come il riconoscimento degli oggetti e la visualizzazione delle calorie degli alimenti.

Prezzo ()

Il Mate 20 Pro è disponibile dal 17 ottobre nelle colorazioni nero, blu notte, twilight e verde smeraldo. Può essere acquistato su Amazon e nelle principali catene dell’elettronica di consumo ad un prezzo di 1.099,00 euro.

Recensione ()

Tutto. Dopo qualche giorno d’uso, “tutto” è la parola che viene più in mente pensando al Huawei Mate 20 Pro. Perché c’è davvero tutto, dalla tecnologia integrata al software avanzato. Per questo tutto è ovvio che si debba pagare il massimo. Huawei Mate 20 Pro costa 1.099€, ed è proprio da qui che ha senso partire per elencare (e celebrare, giustamente) tutte le funzionalità che questo smartphone offre.

Partendo dal design, che è in realtà croce e delizia: il display è bellissimo, con colori accesi e di poco saturati per sostenere l’ampia luminosità a cui può arrivare. I bordi curvi sono leggermente più aggressivi, ricordano quelli del Galaxy S7, ma quasi nessuna app sfrutta davvero questa forma. In ogni caso, video e giochi sono uno spettacolo senza eguali sul pannello da 6,39 pollici.

Per quanto riguarda la grandezza del display, Huawei ci fa notare che la versione Pro non è per forza quella con uno schermo più grande, bensì quella con un occhio più attento ad alcune funzionalità avanzate: il pannello della versione normale di Mate 20 è di 6,53 pollici, poco più grande di quello nella versione Pro, perché quei 0,14 pollici sono occupati, nella versione Pro, da una fotocamera frontale più avanzata. Croce e delizia perché purtroppo, durante la settimana classica di test, lo smartphone non è mai caduto, eppure il display ha subito numerosi graffi in più punti, probabilmente a contatto con un altro smartphone in tasca e/o con tavolini e basi di appoggio: unica, vera, nota dolente.

La fotocamera di per sé è migliorata: non solo in qualità, anche in quantità. Basti sapere che il lavoro che su Mate 10 Pro facevano una ISP e una NPU, insieme a un doppio sensore posteriore, su Mate 20 Pro è effettuato da una ISP, due NPU e un triplo sensore posteriore. E con il riconoscimento automatico della scena, ogni foto sembra scattata e già manipolata con la maggiore resa: i tramonti sono perfettamente bilanciati, con le ombre degli edifici molto scuri e il cielo a gradazioni di giallo-arancio; le foto al cibo sono perfettamente a fuoco e sovrasaturate nel caso in cui ci siano fonti di luce esterna che influiscono sulla resa effettiva; i ritratti sono nitidi. Non entrando eccessivamente nel dettaglio, gli scatti e le registrazioni video con Huawei Mate 20 Pro daranno sempre soddisfazione.

Discutere delle prestazioni sembra ormai un esercizio di stile: il chip Kirin 980 con processo produttivo a 7 nm rende ogni app e ogni gioco scattante e fluido e, come ha insegnato l’esperienza con Mate 10 Pro, le prestazioni si manterranno nel tempo, anche a distanza di 1–2 anni.

L’autonomia è la ciliegina sulla torta: non solo i 4200 mAh garantiscono almeno una giornata di utilizzo medio-intenso, ma è possibile anche usare lo smartphone come battery pack per ricaricare altri smartphone, anche in wireless. Sembra di poco conto, ma in realtà la possibilità di ricaricare altri smartphone senza aver bisogno di un cavo è una funzionalità assolutamente determinante nel creare un nuovo bisogno quando non si ha Huawei Mate 20 Pro. E usarlo è facilissimo: basta abilitare la funzionalità all’interno della sezione Batteria nelle impostazioni, e poggiare lo smartphone sopra la scocca posteriore. Durante il periodo di test, le soluzioni migliori per tenere i due smartphone attaccati sono state: tenerli entrambi in una tasca dello zaino e tenere Mate 20 Pro appoggiato al tavolo e il secondo smartphone direttamente sopra. Probabilmente, come già detto, questa seconda soluzione porterà ad un progressivo deteriorarsi del display con graffi di varia entità.

La soluzione migliore per poter usare Mate 20 Pro (ma lo era anche con lo stesso modello della generazione precedente) è di impostare la modalità di risparmio energetico medio, che garantisce, con utilizzo medio-intenso, fino a 2 giornate di autonomia, anche con brevi sessioni di navigazione da 20–30 minuti al giorno.

Altre funzionalità introdotte con Mate 20 Pro sono il 3D Face Unlock e il sensore di impronte digitali nel display: sebbene lo sblocco sia praticamente sempre a buon fine usando entrambi i metodi di autenticazione insieme, ogni singolo metodo non riconosce il soggetto nel 100% dei casi. Durante il periodo di test, sono stati registrati sia il volto che il dito (pollice sinistro e destro), ed è chiaro che con questa doppia combinazione, lo smartphone di sbloccherà sempre. Tuttavia, quando non funziona il 3D Face Unlock (per esempio, se il volto non è perpendicolare allo smartphone), il sensore di impronte non è sempre preciso nel riconoscimento. Almeno 2 volte su 10 è necessario riposizionare il dito per effettuare un riconoscimento corretto. Il 3D Face Unlock singolarmente, invece, riconosce il volto 9 volte su 10.

In conclusione, Huawei Mate 20 Pro potrebbe essere definito come la soluzione Ultimate per qualsiasi tipo di consumatore che sia disposto a spendere 1.099€ per avere il massimo del massimo. Velocità, potenza, display spettacolare, autonomia oltre la media, sistemi di riconoscimento multipli che azzerano le probabilità di fallimento nello sblocco. Huawei è riuscita a concentrare tutta la tecnologia che aveva pronta per il 2018 in un solo smartphone, e a renderlo l’oggetto del desiderio.

Immagine: Huawei