Se apri la tenda ricevi la multa: cittadini nel panico dopo la bizzarra novità

Dal 1° ottobre 2026, in Spagna, chi viaggia in camper dovrà fare molta più attenzione a ciò che apre, appoggia o sistema fuori dal mezzo.
Dal 1° ottobre 2026, in Spagna, chi viaggia in camper dovrà fare molta più attenzione a ciò che apre, appoggia o sistema fuori dal mezzo.
Se apri la tenda ricevi la multa: cittadini nel panico dopo la bizzarra novità

La nuova linea della Dirección General de Tráfico, pubblicata nel Boletín Oficial del Estado e ripresa dalla stampa spagnola, separa in modo più netto la sosta del camper dal campeggio su suolo pubblico. Tradotto: parcheggiare è una cosa, aprire la veranda, mettere fuori tavolini o occupare il marciapiede è un’altra. E può costare caro, soprattutto a chi gira l’Europa in veicolo ricreazionale e si ferma anche solo per una pausa.

La modifica al Reglamento General de Circulación dice una cosa molto chiara: un camper parcheggiato deve restare dentro la propria sagoma, senza parti che sporgano oltre il perimetro del veicolo. Quindi niente strutture aperte verso l’esterno, niente appoggi fuori misura, niente uso dello spazio pubblico come se fosse il cortile di casa. Secondo quanto riportato dai media spagnoli citando il BOE, il mezzo deve poggiare solo sugli pneumatici e non devono esserci scarichi di liquidi dalla cellula abitativa.

La veranda del camper non viene nominata espressamente, parola per parola, ma il senso della norma la riguarda da vicino. Se qualcosa supera l’ingombro originale del mezzo, la sosta può non essere più considerata un semplice parcheggio. Ed è qui che nasce il nodo per tanti turisti italiani ed europei abituati a fermarsi lungo la costa, nei centri abitati o nei parcheggi vicino alle spiagge. Il messaggio, in sostanza, è questo: parcheggiare non vuol dire vivere fuori dal veicolo. Sulle multe, per ora, le fonti spagnole non indicano una cifra unica. Molto dipenderà dai controlli degli agenti e dai regolamenti locali.

Verande, tavoli e sedie: quando la sosta diventa campeggio abusivo

Per chi viaggia in camper in Europa, il punto vero è capire dove finisce la sosta e dove comincia il campeggio abusivo. Un veicolo fermo, se parcheggiato correttamente, occupa lo spazio previsto dalle strisce o dalla segnaletica. Ma se compaiono tavoli, sedie, cunei, barbecue portatili o una veranda aperta sul marciapiede, la lettura cambia. A quel punto non si sta più soltanto lasciando il mezzo in un parcheggio: si sta usando l’area pubblica come una piazzola.

Camper parcheggiato con veranda aperta sul marciapiede, mentre un agente controlla sulla strada cittadina
Un camper con veranda estesa sul marciapiede mentre un agente verifica la sosta: il confine tra parcheggio e campeggio.

Può sembrare una differenza sottile, soprattutto dopo ore di viaggio e con il sole a picco. Per i Comuni, però, non lo è affatto. Una famiglia che apre la veranda per ripararsi dal caldo, magari all’ora di pranzo in un parcheggio vicino al mare, può finire nella stessa situazione di chi occupa stabilmente uno spazio pubblico. Dalle prime letture della normativa spagnola emerge un aspetto preciso: non conta solo quanto dura la sosta, ma soprattutto come viene usato lo spazio attorno al camper. È lì che la sosta libera può trasformarsi in campeggio non autorizzato.

Portogallo, Italia e Francia: regole diverse, stessa stretta sul suolo pubblico

La Spagna non si muove da sola. In Portogallo, da tempo le autorità distinguono tra il semplice parcheggio del veicolo e l’uso dell’area esterna come spazio da campeggio. Fuori dalle zone autorizzate, aprire verande, montare tavolini o mettere sedie fuori dal camper può portare a una multa. Gli importi cambiano a seconda del Comune e della zona. E sulle coste, soprattutto d’estate, i controlli sono spesso più frequenti.

Anche in Italia il principio è molto simile. L’articolo 185 del Codice della Strada stabilisce che la sosta delle autocaravan non è campeggio se il mezzo poggia sulle ruote, non produce deflussi propri e non occupa la sede stradale oltre il proprio ingombro. Basta però superare quei limiti — con una veranda aperta, piedini stabilizzatori o attrezzature sistemate all’esterno — perché possano entrare in gioco regolamenti comunali, ordinanze locali e divieti specifici.

In Francia il quadro è meno omogeneo: i Comuni possono limitare o vietare la sosta dei camper in alcune aree, e l’apertura della veranda non ha ovunque le stesse conseguenze. Ma se c’è occupazione di suolo pubblico, la contestazione può arrivare.

Cosa controllare prima di parcheggiare fuori dai campeggi

Prima di fermarsi fuori da un’area attrezzata, i camperisti dovrebbero guardare non solo i cartelli di parcheggio, ma anche eventuali ordinanze comunali, limiti per veicoli ricreazionali e divieti sulla permanenza notturna. Un parcheggio consentito, infatti, non autorizza automaticamente ad aprire la veranda o a sistemare sedie accanto al mezzo. È un controllo rapido, spesso possibile sui siti dei Comuni o leggendo le indicazioni sul posto, ma può evitare multe, contestazioni e discussioni con la polizia locale.

La regola pratica è semplice: se il camper resta chiuso, dentro la propria sagoma, appoggiato solo sulle ruote e senza scarichi, di norma si parla di sosta. Se invece lo spazio esterno diventa una zona giorno, la situazione cambia. Per chi viaggia tra Spagna, Portogallo, Italia e Francia, meglio riservare veranda, tavoli e accessori alle aree autorizzate o ai campeggi. Perché quella piccola abitudine del “la apro solo un attimo” può trasformarsi in una multa.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti
Change privacy settings
×